giovedì, 19 novembre 2009

Categoria : informazione




DOBBIAMO CREDERCI?

bastonate
(Adnkronos) - "Non c'e' nessun rapporto tra Mediolanum e la banca Arner". Lo afferma il fondatore e amministratore delegato di Mediolanum, Ennio Doris, che spiega come il suo nome sia stato collegato alla Arner Bank. "Alla banca Arner -sottolinea Doris nel corso del programma di Raidue 'Il fatto del giorno'- non avevo un conto ma una gestione personalizzata dove il conto e' in appoggio alla gestione e il cliente non puo' usarlo".
Doris rivela che i soldi depositati nella banca Arner erano utilizzati a fini di "spionaggio industriale in maniera lecita. In quel modo vedo come le banche gestiscono il denaro dei miei clienti potenziali". L'ad di Mediolanum conferma che il conto con la banca Arner, come tutti gli altri aperti nelle banche straniere per 'spionaggio industriale' "sono stati chiusi dopo il caso Lehman e questi soldi sono finiti nelle tasche dei miei clienti".

(Teleborsa) - Roma, 19 nov - La moneta unica mostra segnali di debolezza: il cross euro/dollaro viaggia a 1,4923, in calo dello 0,24%, dopo aver toccato un massimo a 1,4962.
Nell'agenda macroeconomica di oggi le statistiche relative alla massa monetaria M4 + M4 lending preliminare di ottobre e le vendite al dettaglio di ottobre in Gran Bretagna. Dall'altra parte dell'oceano sono attese le richieste sussidi settimanali alla disoccupazione, il Leading Indicator di ottobre e l'indice FED Philadelphia di novembre.

(socquot.it) - E' stato presentato un DDL affinchè aumenti il numero delle donne all'interno dei CDA delle società quotate. Un'iniziativa certamente interessante anche se oggi come oggi molte Società più che per le quote rosa, sono preoccupate per i conti in rosso.

(CORRIERE.IT) - Anche oggi, al mi­nistero del Lavoro, Alberto Brambilla incontrerà alcuni presidenti delle casse di previ­denza dei professionisti per esaminare conti e prospettive. Brambilla è il presidente del Nucleo di valutazione sulla spe­sa previdenziale, la commissio­ne di esperti del ministero che vigila sugli equilibri del siste­ma. E da qualche mese ha acce­so un faro sulla situazione del­le casse che, in base alla legge, devono garantire bilanci tren­tennali (2006-2036) stabili e una solidità patrimoniale per i prossimi 50 anni. Secondo le elaborazioni del nucleo sui bi­lanci redatti da tutte le casse, ce ne sono 8 che andranno in rosso prima del 2036: la cassa forense (avvocati) dal 2035, l’Inarcassa (ingegneri e archi­tetti) e la Cnpr (ragionieri e pe­riti commerciali) dal 2032, l’Enasarco (agenti di commer­cio) dal 2030, l’Enpacl (consu­lenti del lavoro) dal 2020, l’Enpav (veterinari) dal 2025, l’Inpgi (giornalisti) dal 2026, l’Enpam (medici) dal 2027 al 2028, secondo le diverse gestio­ni. E ce ne sono 7 il cui patrimo­nio si annullerà prima che pas­si il cinquantennio, fra il 2030 e il 2054 secondo i casi: cassa forense, Cipag (geometri), Inar­cassa, Enasarco, Enpacl, Enpam, Enpav.




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martedì, 17 novembre 2009

Categoria : crisi




Jenny
nowater
Jenny è un nome di fantasia, uno di quelli che dovresti scolpire nel marmo, ma non lo fai per la paura che ogni (buona) parola possa essere usata contro di te dal clandestino che legge questo blog alla ricerca del nulla che non c'è!
Jenny è la coscienziosa e preparata dipendente di un amico, ha lavorato per anni alle dipendenze di uno del
"popolo delle partite IVA".
Ha fatto un giorno di malattia in quattro anni; un'altra volta ha chiesto un permesso non retribuito per andare a casa perché la Telecom aveva sbagliato a collegare un filo e fatto saltare l'ADSL, rendendo inutile una giornata di lavoro "mi sembra di rubare lo stipendio" disse prima di uscire.
Qualche volta bisognava "costringerla" ad uscire prima per non fare tardi al compleanno del bambino.
Jenny non ne ha sbagliata una.
Un giorno, mentre si rigirava fra le mani la busta paga di un importante cliente, esclamò "questo in un mese ha di ritenute il doppio di quello che io guadagno in un anno ..." ma sempre senza invidia anzi, con la consapevoleza che c'è un'opportunità che aspetta tutti.
Jenny fu licenziata dal suo datore di lavoro a causa della crisi.
Piangevano entrambi quando successe, ma lei pensando al bambino che aspettava, lui per la vergogna di essersi ancora una volta affidato ad un'azienda che strapaga i suoi manager e massacra la base commerciale, costringendola a orari infami, a togliersi di bocca il poco margine di guadagno per accontantare il cliente, costringendo i "commerciali" a farsi da soli la formazione e gli aggiornamenti professionali, una di quelle multinazionali che sponsorizzano rally e grandi eventi culturali, ma non leggono mai i curricula dei loro collaboratori (sempre esterni e mai assunti).
Jenny non sa cosa farsene di parole come "la crisi è alle spalle" o "ammortizzatori socialli".
Se vede in TV i sorridenti attori che fanno pubblicità alla azienda per cui ha lavorato, cambia canale.
Preferisce accudire il suo bambino e sperare che un giorno, preferibilmente vicino, parole come "responsabilità sociale" non vengano rispolverate solo quando l'ennesimo vescovo ciccione andrà ad inaugurare l'ennesima sede vetro e acciaio dell'ennesima multinazionale ...



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mercoledì, 11 novembre 2009

Categoria : pubblicità, luomo daffari, promotori finanziari




CELEBRATION
Cinque anni per cinque blog

L’11 novembre del 2004, giovedì, dopo un pranzo allo spizzico di Collestrada, un amico mi spiegò che il futuro della comunicazione sarebbe passato attraverso un nuovo strumento: il blog.

La semplicità d’uso (l'interfaccia), mi permise nel giro di poche ore di mettere online il "sito" che da tempo progettavo, per riprendere i contatti con i commilitoni del corso AUC.

Ad oggi 51 di loro si sono riconosciuti e sono entrati in contatto.

Poi ho pensato che fosse interessante spingersi oltre la semplice reminiscenza e creare un luogo dove parlare del mio lavoro e, soprattutto, far parlare i colleghi che erano appena stati sfrattati dal sito della loro Associazione di categoria.

Ma il vero scopo del blog è mettersi in gioco, parlare di sé di quello a cui tieni, è così che è nato il blog della vertigine,

Vista la passione per i blog, la mossa successiva fu di mettere il virtuale al servizio del reale e di uno dei miei sport preferiti.

L’ultimo esperimento è stato quello di lanciare un instant blog (del tutto statico, se non fosse per i commenti che alcuni irriducibili extraparlamentari e radicali continuano ad inserire) che documentasse, finalmente, quello che in 37 anni aveva costituito uno degli aspetti più censurati del “delitto Calabresi”, uno dei misteri d’Italia.

Ad oggi i contatori dei cinque blog totalizzano 293427 visite complessive.

Il prossimo passaggio è di renderli commercialmente vantaggiosi e questa, cari quattro lettori, è una minaccia.
trucco e parrucco




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lunedì, 09 novembre 2009

Categoria : fiat




Rilanci



sono 400, anzi, oltre 400, anzi 500, anzi "fra 450 e 550", anzi 800 ... i milioni che il Governo  (anzi lo Stato, anzi NOI)
deve alla FIAT.
Ma poiché la sanzione per frode fiscale è pari al 50% per ogni periodo di imposta interessato dal reato, occorrerebbe capire, quanto meno per fare le opportune compensazioni, quanto la FIAT debba al Governo (cioè allo Stato cioè a NOI) per la
nota (ma sempre più censurata) querelle fra madame Ics e madame Ypsilon ...



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venerdì, 06 novembre 2009

Categoria : crisi




Dammi otto parole

Guido Rossi: dal mito del mercato all’etica degli affari, così Wall Street è tornata ai vecchi vizi

«Crisi e regole, siamo ancora a un anno fa». Guido Rossi sembra molto preoccupato di come si sta affrontan­do il dopo crisi. Anzi, parla di quelle parole-concetto, ne elenca otto, che hanno avviluppato il mondo della fi­nanza, prima provocandone la crisi, poi impedendo qualsiasi tipo di azio­ne riformatrice. «Ma sì, sento tanti pa­ragoni con il crac del 1929 eppure spesso si dimentica che quegli anni so­no gli stessi del Glass Steagall Act che separa attività commerciale e di inve­stimento nel credito e della nascita della Sec. Non solo — aggiunge il giu­rista padre della legislazione Antitrust italiana nonché ex presidente della Consob —. Quando arriva Roosevelt nel 1933, di gente in galera ne era fini­ta parecchia. Qui si rischia che a paga­re sia solo Madoff. Lo stesso che peral­tro ha costretto la Sec a confessare di aver seguito con assoluta incompeten­za il caso e ad ammettere di non esse­re stata in grado di intercettare il ma­­laffare ».

A parole, però, il mondo intero ri­chiede nuove regole, un nuovo asset­to sui controlli...
«A parole appunto. Anzi, direi che si è creata una sorta di magia delle pa­role che ha avvolto il mondo della fi­nanza e che sembra quasi impedire la possibilità di arrivare a modifiche de­gli attuali assetti. Se vuole le posso fa­re un elenco...».

Perché no? Cominciamo dalla pri­ma.
«Il mito del mercato. Dovremmo avere perlomeno l’onestà intellettuale di dire che abbiamo sbagliato tutto. Mentre solo Richard Posner (non a ca­so un giudice, autore del bellissimo 'A Failure of Capitalism') lo ha fatto».

Che il mercato non abbia funzio­nato è abbastanza evidente...
«Sì, ma pensi all’altro concetto 'il mercato è democrazia'. Mi basta solo un esempio per smontarlo: Milton Friedman nel 1975 va in Cile da Pino­chet consigliandogli di avviare una se­rie di privatizzazioni e di dare libero sfogo al mercato. Ebbene, entrambi sono scomparsi nel 2006, ma il Cile ha dovuto aspettare un bel po’ da quel 1975 prima di vedere la democrazia. Se vuole vado avanti».

Certamente, l’elenco mi pare pos­sa allungarsi...
«Pensi ancora alla trasformazione degli immobili in beni mobili. Delle cose tangibili come un edificio, una casa, sono state trasformate in beni immateriali per poter essere impac­­chettati, perdendo il legame con la so­stanza da loro rappresentata e impe­dendo di poterne riconoscere i ri­schi. Ancora, il concetto di autoregolamentazione. Il contratto tra perso­ne e che quindi impegna chi ne è par­te ma che prende il posto di norme valide per tutti. E questo in nome del mercato come simbolo di libertà che si tramuta invece in simbolo di di­struzione ».

Sin qui però abbiamo guardato al passato. Ai possibili motivi della cri­si. Oggi cosa impedisce di procede­re con le riforme?
«Altre parole-concetto molto in vo­ga, per esempio: 'too big to fail'. Espressione stigmatizzata più volte dal Nobel Joseph Stiglitz che ha parla­to di azzardi del capitalismo. Azzardi che fanno sì che chi si è comportato in modo scorretto o comunque sba­gliando sia stato di fatto premiato con l’immissione di denaro pubblico e quantità di dollari incredibile. Un pre­mio giustificato con il fatto che il suo fallimento avrebbe potuto provocare il collasso del sistema finanziario. E così oggi Goldman Sachs, Citigroup e via dicendo tornano a fare soldi. E tan­ti. E usando strumenti, come i deriva­ti, che solo un anno fa erano visti co­me il diavolo e che invece sono torna­ti a farla da padrone sui mercati».

Eppure nel week end è fallita l’americana Cit che non era piccoli­na.
«E’ vero. Vedremo se si tratterà di un segnale positivo o meno. Perché, a quanto mi risulta, gli impegni presi nel libro bianco dagli Usa lo scorso 14 giugno sono rimasti lettera morta, dal­l’agenzia che doveva proteggere il con­sumatore fino a quella stanza di com­pensazione dei derivati unico sistema per tentare di depotenziarne gli effet­ti. Lo scetticismo è d’obbligo: non mi pare che i manager stiano soffrendo per carenza di bonus in questi mesi, anzi è ricominciata la gran distribuzio­ne di denaro a questi signori».

Un’altra parola magica?
«Sì, manager, il versante se permet­te peggiore. Come definire se non una presa in giro la storia del 'creare valo­re per gli azionisti'».

Addirittura una presa in giro?
«Ma certo. Diventando lo­ro stessi azionisti hanno ali­mentato la leva finanziaria perché a rischiare erano i de­positanti, nel caso delle ban­che, non i soci. La naturale di­visione tra proprietà e con­trollo è stata superata. E il mercato, anche qui, non ha funzionato. La concorrenza non è efficace nel mantenere i compensi sotto controllo tanto che, a seguito di un ri­corso ancora di Posner, sarà la Corte suprema degli Stati Uniti a esprimersi su questo versante. E sarà forse la pri­ma vera decisione sui bonus. Rispetto a formule vuote e anche pericolose».

E quali sarebbero queste formule vuote e pericolose?
«Che ne dice della respon­sabilità sociale delle impre­se? »

Anche l’etica degli affari non va be­ne?
«Ma certo. L’etica degli affari come la responsabilità sociale dell’impresa portano a far credere che le aziende debbano adempiere, cosa della quale peraltro ne hanno anche poca voglia, a funzioni che sono invece del potere pubblico. E’ l’indice del fatto che lo Stato viene meno alle sue prerogative e funzioni e se ciò accade è la demo­crazia a soffrirne e a venire meno».

Ma alla fine come se ne esce?
«Ci vorrebbe, e siamo all’ottava pa­rola magica, un’Autorità sovranazio­nale, mondiale. Ne parlai già alle Na­zioni Unite nel 2000. Ma l’idea non è nuova. E’ il vecchio laico sogno kantia­no di uno jus cosmopoliticum . Come pure la conseguenza delle analisi di John Maynard Keynes. Anche se mi preme dire che sulle autorità interna­zionali sono ben lontano dalle tesi di Benedetto XVI che mi pare riprenda invece le convinzioni del giurista tede­sco Carl Schmitt e quindi di un Impe­ro cristiano dei re Germanici».

Ma si riuscirà a fare questa autori­tà mondiale?
«Mi permetta di essere pessimista. E’ un evento politico non così sempli­ce. Difficile da raggiungere anche solo a livello europeo».

Daniele Manca



Postato da Uncas il 09:32
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lunedì, 02 novembre 2009

Categoria : truffe, informazione, tutela legale, girardi sim, girardi sim




AGGIORNAMENTI

Un commento anonimo 

mi spinge ad aggiornare un vecchio post sul fallimento Girardi Sim:
così il commento: Vi segnalo che la Sezione V penale della Suprema corte di cassazione con sentenza del 16/04/2009 ha assolto senza rinvio i convenuti, ad eccezione del Bossio, dal reato di banca rotta fraudolenta.

E' vero che la Cassazione penale ha assolto molti degli imputati per reati prescritti o di nuova rubrica più favorevole al colpevole o per aver diversamente inquadrato la fattispecie, ma resta ferma la condanna in sede civile per omessa vigilanza della Consob e i dubbi più volte espressi sul permanere di persone coinvolte nel fallimento Girardi al loro posto
Allego il testo integrale della sentenza perché qualche uomo di buona volontà ed infinita pazienza si faccia un'idea di come il sistema di vigilanza svolga il suo compito ...
Cassazione Girardi SimQuesto per la precisione.


they shot the sheriff

FINALMENTE PUNITA LA DISTRAZIONE DEL “VIGILANTE” - LA Consob condannata a risarcire 7,5 milioni ai risparmiatori PER OMESSA VIGILANZA: ISCRISSE ALL’ALBO DELLE SOCIETà DI INTERMEDIAZIONE LA SGR GIRARDI…
E.V. per "la Repubblica"  - 1/4/2009

La Consob condannata a risarcire i risparmiatori. Il tribunale civile di Roma ha giudicato colpevole di omessa vigilanza la Commissione nazionale per le società e la Borsa, che per questo dovrà restituire a settantatre risparmiatori 7,5 milioni investiti nella società di pubblico risparmio Girardi.

Bruno Pazzi
La Consob, secondo la denuncia, iscrisse all´albo delle Sim (Società di intermediazione) la Girardi nonostante si trattasse di una società sottocapitalizzata, si fosse appropriata di somme ingenti, avesse stipulato contratti anomali. La gente affidava i risparmi proprio per la garanzia offerta dalla registrazione della commissione di vigilanza. La sentenza, emessa dal giudice monocratico Giuseppe Gricenti, arriva dopo due lunghi procedimenti giudiziari - in sede penale e civile - avviati nel 2002*.

Nonostante la sospensione della Girardi per una serie di irregolarità scoperte durante un´ispezione, i commissari Consob finirono davanti al tribunale penale di Roma per abuso d´ufficio. Ma il processo contro Bruno Pazzi, ex presidente, Mario Bessone e Aldo Polinetti, ex commissari, Corrado Conti, ex direttore generale, Michele Maccarone, ex capo degli affari legali, e Giuseppe Zadra, ex capo divisione mercati, non ebbe seguito per intervenuta prescrizione del reato.

Non così per gli amministratori della Sim, che nel 2004 sono stati condannati per bancarotta dal tribunale di Milano. A difendere i risparmiatori è rimasta l´avvocato Paola Pampana, che ha portato avanti il giudizio civile sino alla sentenza del tribunale romano che, ieri, ha ingiunto alla Consob di restituire i risparmi investiti ai settantatre malcapitati.


* SCATTA LA PRESCRIZIONE PER PAZZI, BESSONE, POLINETTI, CONTI E ZADRA

CONSOB, l’ex vertice si salva dal crac Girardi sim
Bruno Pazzi, ex Presidente Consob, Mario Bessone e Aldo Polinetti, ex Commissari, Corrado Conti, ex Direttore generale, Michele Maccarone, ex Capo degli Affari legali, e Giuseppe Zadra (ex Capo Divisione mercati), hanno accettato la prescrizione per il reato di abuso d’ufficio nell’ambito della bancarotta fraudolenta della Società Girardi.
Il procedimento era stato avviato in seguito alla decisione presa nel dicembre 1992 dalla Consob di iscrivere la Girardi all’Albo delle sim nonostante le irregolarità riscontrate durante alcune ispezioni.
Nel frattempo Marco Bossio, Pierangelo Da Crema, e gli altri imputati per il crac (40 miliardi di lire di buco per 800 risparmiatori coinvolti) si troveranno il 12 aprile di fronte alla II Sezione penale del Tribunale di Milano.

il Mondo 15/02/2002



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sabato, 31 ottobre 2009

Categoria : politica, rutelli




"Do you know mulinello??"
RUTELLI
Rutelli porta in dote qualche milione di euro di contributi pubblici della margherita di cui può r
ivendicare la proprietà (e lo farà prima di quanto non pensiamo ...)

Casini si frega le mani per il matrimonio di interessi: in un momento in cui la politica è ridotta a marketing, avere i soldi per la campagna pubblicitaria, è mezza vittoria. E mezza vittoria, di questi tempi, significa tornare a fare l'ago della bilancia di craxiana memoria ... Craxi ... ai tempi suoi, quando sotto il vestito c'era ancora qualcosa (poco ma qualcosa) uno zingaro dell'emiciclo come cicciobello, avrebbe avuto tutte le ruote del carrozzone squartate prima di fare il secondo passaggio di proprietò, invece ...

Bersani preferisce incontrare Diliberto, Ferrero e Vendola, per alzare il prezzo di un ritorno impossibile: il figliol prodigo aveva deciso da tempo.

Noi restiamo a scommettere se si tratta di una vera operazione di fusione o se si tratta di un'incorporazione asimmetrica.

"Berlusconi, ricordate degli amici!!"



Postato da Uncas il 22:28
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venerdì, 30 ottobre 2009

Categoria : svizzera, riciclare, scudo fiscale




WAR !!
 
Razzia, discriminazione, provocazione, l'ambasciatore convocato come prima di un'entrata in guerra in piena regola: la Svizzera non ci sta!
Al Governo di Berna non piace che in Italia si applichi (finalmente) la legge che prevede il controllo dell'operato delle banche attive sul territorio nazionale, non piace che le proprie filiali non godano più di quell sorta di "extraterritorialità" che avevano sempre ottenuto nel Belpaese, non piace che si chieda alle Filiali dell (ex) paradiso fiscale di operare secondo i dettami globali dell'antiriciclaggio.

Al Governo di Berna non piaciono tante cose ma, laciatemelo dire, a me non piaciono il muesli e il rosti ... de gustibus ...

ULTIM'ORA
da dagospia: nascono le brigate Tavoletta
stockausensiamo al diritto di rappresaglia: per ogni spallone verranno fucilati 5 milanisti!



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martedì, 27 ottobre 2009

Categoria : petrolio, opec




ricatto e speculazione


l'OPEC ci fa sapere che, bontà sua, interverrà aumentando la produzione quando il prezzo del barile supererà i 100 dollari a barile (sanno già che avverrà prima della fine dell'anno) e nessuno mette mano a controllare la massa enorme di derivati (molti su materie prime, molti sul petrolio) in circolazione ...



Postato da Uncas il 10:07
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venerdì, 23 ottobre 2009

Categoria :




Che corruzione ...
che cosa c'è di strano?
mastella

Ho visto cose che voi umani non potete immaginarvi ... giornali che parlano bene della ricostruzione in Irpinia per ridicolizzare quella in Abruzzo, politici che (nel 2009) dicono di non aver preso una lira (sveglia c'è l'euro!), carabinieri che arrestano carabinieri che vendono filmetti ad un onesto che non li denuncia, magistrati che indagano solo nei sei mesi precedenti le elezioni, governatori che si spartiscono regioni in cambio di ministeri e ministri che perdono la poltrona per essere andati a Roma a parlare male delle banche e poi giornalisti che si affannano per rinnovare un contratto milionario ed allungare la catena senza allontanarsi dalla cuccia, dall'osso e dal padrone.

E tutte queste cose andranno perse come urina nelle fogne ... è tempo di morire
!!



Postato da Uncas il 07:53
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