martedì, 09 novembre 2004
Categoria :

Le regole del blog
La principale regola del blog è che non ci sono regole.
Tuttavia mi riservo la possibilità di "fare manutenzione" ai commenti cancellando quelli fuori argomento, e quelli incivili.
Per il resto il Blog non è concorrente di nessun altro forum di discussione ma, anzi, trae spunto dai foum ANASF (ai quali è non solo idealmente linkato) e dalle discussioni che in alcune aziende alcuni sindacati stanno intraprendendo.
Postato da Uncas il 15:04
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martedì, 09 novembre 2004
Categoria : contratto promotori, investor education

Come svolgere una corretta "investor education" ovvero come prevenire nuovi "casi" Parmalat, Argentina, ecc.
I "casi" non vengono a caso, le truffe perpetrate ai danni del mercato non possono essere attuate senza la complice omertà o la collaborativa ingordigia di molti.
Leccarsi le ferite per i guasti causati al mercato dalle crisi passate significa stendere un velo di silenzio sulle distorsioni che si preparano oggi. Diamoci una mano a smacherare i prodotti bidone, le trattative ad imbuto e le tante fregature che le nostre società mandanti ci buttano sulla scrivania quasi ogni giorno.
L'ultima moda? Consentire ai Promotori Finanziari di cambiare intermediario ma non di portarsi via i clienti, segnalo il seguente articolo che ben esprime il punto di vista di Assoreti, l'associazione che raggruppa gli intermediari autorizzati che operano sul mercato finanziario italiano:

Di fatto il Promotore di Servizi FInanziari è l'unico soggetto del mercato del risparmio ad essere tenuto a svolgere un ruolo attivo e responsabile (ex art. 96 del regolamento Consob 11522/1998):
"Il promotore assolve gli obblighi informativi nei confronti dell'investitore in modo chiaro ed esauriente e verifica che lo stesso abbia compreso le caratteristiche essenziali dell'operazione proposta, non solo con riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali, ma anche con riferimento alla sua adeguatezza in rapporto alla situazione dell'investitore."
Perchè oggi si voglia di fatto ridurre a zero il ruolo del promotore aumentando specularmente senza controllo e senza misura il potere degli intermediari penso che sia chiaro a tutti: di certo c'è che fra qualche anno saremo di nuovo ad invocare un cambio di legge, una normativa speciale e nuova, un giro di vite e di controlli che nessuno farà.
Postato da Uncas il 14:52
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martedì, 09 novembre 2004
Categoria : contratto promotori

la piramide di Cheope simbolo dell'organizzazione verticistica delle reti di Promotori Finanziari che ostacola il libero mercato del risparmio e la sua tutela
Il Contratto Nazionale
Le premesse
Un contratto nazionale per i promotori (con condizioni economiche decenti e un po’ di garanzie) in primo luogo sarebbe un vantaggio per i risparmiatori.
Si sa che i grandi danni ai portafogli dei poveri cristi non sono stati causati dai promotori ma dal sistema bancario.
… io penso che se si perde il treno di tutto l'allarme generato dai casi Argentina, Parmalat e Cirio e l'esigenza che tutto ciò fa nascere di avere una figura professionale che tuteli il risparmiatore .... allora resteremo per anni a leccarci le ferite e a rimpiangere le occasioni perdute.
Lavorando sui risparmi della gente non si può lasciare che le società facciano fare il lavoro sporco ai neo pf o ai pf con piccoli portafogli.
L'unica alternativa per loro è vendere prodotti ricchi a tutti i costi alla faccia della propensione al rischio e dell'orizzonte temporale del cliente.
In ogni società i promotori finanziari hanno contratti di agenzia diversi.
Forse i diritti dei lavoratori - promotori finanziari sono diversi da società a società?
Conosco l’avvocato bip dello studio legale internazionale bip&bip, Intrallazzi, Contratti Capestro & Affini che addirittura nella stessa banca obbliga a firmare ai promotori finanziari contratti di agenzia diversi?
Che importanza ha che siano legali tanto la controparte è il papero zoppo di questo sistema il promotore finanziario.
Le proposte
- gli affari procurati con la propria attività dal promotore generino l'obbligo da parte della società mandante a corrispondere, in caso di cessazione del rapporto (ad esclusione di casi accertati e sanzionati dalla Consob) un compenso non inferiore al 30% di quanto generato dagli affari procurati in costanza di rapporto in termini di front fee, management fee e commissioni di gestione e di incentivo nei due anni successivi alla cessazione del rapporto. Su tali somme è stabilito privilegio di credito e tale credito è immediatamente esecutivo. Ovvio che, se il promotore prosegue nell’attività, sarà la sua stessa azione a decurtare il compenso.
- Una volta conseguita l'iscrizione all'Albo la società mandante si obbliga a corrispondere al promotore finanziario un minimo di € 1.000,oo mensili per due anni. Tale minimo non può avere la forma dell’anticipo provvigionale e può essere garantito anche tramite la cosiddetta riassegnazione di portafoglio.
- La società mandante tiene indenne il promotore da ogni costo fisso tipico dell'attività di impresa (ufficio, pubblicità, informatizzazione della rete di vendita).
- un minimo di retrocessione (30%) sul fatturato indotto dal promotore in termini di commissioni di ingresso, performance, gestione e uscita ....
- Che ogni rete abbia un organismo rappresentativo interno dei promotori al quale la mandante debba obbligatoriamente far riferimento per le varie iniziative (costruzione di nuovi prodotti, iniziative di marketing, costruzione di incentivi, provvigioni, ecc.). Teniamo presente che la leadership partecipativa è quella che da’ i migliori frutti anche come risultati (anche se non viene mai usata, perché soppiantata dalla “leadership” circolarizzativa –si manda la circolare e punto).
- Che non sia possibile modificare in pejus le condizioni del mandato con una semplice comunicazione unilaterale della SIM;
- Che l’obbligo di formazione dei promotori da parte delle SIM sia adempiuto davvero con corsi residenziali periodici tenuti da società specializzate esterne e non per finta con riunioni commerciali di mezza giornata camuffate da aggiornamenti professionali.
- Regolamentare (meglio eliminare come tutte le mandanti sbandierano) i budget di Index Linked e Bond Strutturati e strumenti comunque ad alto rischio. Acciocché il risparmiatore non sia oberato di tali prodotti (per lo più repellenti, a parte rari casi) è necessario che il promotore non sia oberato da budget sugli stessi servizi.
- Regolamentare il numero di livelli nelle reti, così come i costi delle SGR.
- snellire le reti dai parassiti che spaziano dai gestori inutili alle segretarie particolari degli Amm. Del. dei Direttori Generali ecc. i vari stadi intermedi della piramide e tanti altri ancora, così facendo al PF che tutta la settimana è ON THE ROAD si potrebbe retrocedere di più.
- all' esame per l'iscrizione all'albo dovrebbero poter accedere solo i laureati, o laurea breve per questi ultimi devono aver fatto almeno due anni di praticantato presso una Sim.
- Laurea e diploma: Per me non può essere un problema di “chi ama i cani sposi chi ama i cani e chi ama i gatti sposi chi ama i gatti” (chi mi dice da che film è tratta la citazione, vince un BRAVO!), cioè non ne veniamo fuori se i diplomati dicono che basta il diploma e i laureati che occorre la laurea. È innegabile che maggiore preparazione può far solo bene al mercato ma allora la laurea in cosa?? In ossequio alla trasparenza (uno dei principi che dovrebbe informare la nostra azione) sarebbe più che sufficiente dividere l’albo in quattro sottosezioni ed informare i clienti e il mercato a. di chi è laureato e ha dato l’esame, b. di chi è laureato e si è iscritto d’ufficio, c. di chi è diplomato e ha dato l’esame, d. di chi è diplomato e si è iscritto d’ufficio. Come avviene in parte per i dottori commercialisti e i ragionieri commercialisti.
- Strutture: l’80% dei problemi relativi alle strutture (piramidali, piatte, invertite, dirigiste, consortili, ecc.) sarebbe in toto risolto dall’abolizione del monomandato. Poi si porrebbe il problema REALE (non scherzo) di cosa far fare a migliaia di “manager” che chiederebbero i minimi sindacali (per loro sono previsti) o portafogli riassegnati per tornare “in linea”.
- “Un promotore per ogni famiglia”. Uso questo slogan per farmi capire. Una campagna di informazione per far conoscere a tutte le famiglie il vantaggio di avere un consulente in tema di risparmio, che segua la famiglia come il medico di famiglia, come il commercialista, l’avvocato ecc. Questo per allargare il bacino di utenza dei promotori, in modo da dare più solidità alle entrate e quindi più sicurezza al consumatore, in quanto il promotore sia più indipendente possibile, non dipendendo la sua pagnotta dai budget su prodotti assurdi.
- “Prezzi bloccati”. Commissioni e spese bloccate ma riduzione dei costi di gestione dei fondi, per remunerare il meglio di adesso l’impegnativo lavoro di tutela del risparmio che fanno i promotori con le famiglie. Anche qui vale il discorso di prima. Più fee ai promotori (a parità di costo per i clienti) rende più indipendenti le loro scelte.
ATTENZIONE
a metà febbraio il blog prende una strada più militante, sarà infatti stilato un documento a "minimo comune multiplo" da scaricare ed inviare alla propria associazione professionale o sindacale nonchè ad una serie di indirizzi.
Questo nella speranza di smuovere le acque che, fra questo blog e i forum dell'ANASF cominciano a puzzare di palude.
Uncas
Postato da Uncas il 14:34
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