E se ...
Il primo shock petrolifero - Nel 1973 i prezzi del greggio quadruplicarono; nel 1979 sarebbe arrivato il "secondo shock petrolifero, che triplicò ulteriormente i prezzi: se nel 1972 il prezzo del greggio si aggirava sui 2-3 $ al barile, nel 1973 era salito a 12 $ e nel 1979 a 32 $. - I commentatori dell'epoca interpretarono l'aumento del prezzo come il sintomo di una scarsità crescente di una risorsa energetica destinata ad esaurirsi; di fatto, altre erano le ragioni dell'aumento, deciso unilateralmente dai paesi produttori riuniti nell'OPEC: innanzitutto, proprio l'organizzazione di un cartello dei produttori consentiva ora a questi di imporre una politica di forte innalzamento dei prezzi in una situazione in cui le risorse esterne al cartello non erano sufficienti per garantire l'approvvigionamento energetico dei paesi industrializzati. Ma, come abbiamo visto, c’erano altri fattori, di natura strutturale, che minavano la stabilità dell’economia monetaria internazionale. - Le reazioni dei paesi importatori di petrolio (gli Stati Uniti e il blocco sovietico raggiunsero presto una relativa autosufficienza dal punto di vista energetico, sotto la pressione dell'aumento dei prezzi che rendeva conveniente lo sfruttamento di pozzi e giacimenti "marginali") furono fortemente differenziate: la Gran Bretagna - che vantava rapporti finanziari di lungo periodo con i paesi arabi - ottenne che la maggior parte dei capitali ricavati dalla vendita del greggio venissero depositati presso banche londinesi, colmando così con importazioni di capitali il disavanzo commerciale prodotto dalll'aumento del peso delle materie prime sulle importazioni; il Giappone riuscì ad espandere le proprie esportazioni, rendendole competitive tanto da sostenere il peggioramento delle ragioni di scambio compensando le importazioni; la Germania preferì seguire una linea restrittiva abbassando la quota dell'importazione di petrolio con una contrazione della produzione
industriale e dell'occupazione, rifiutando di porre in atto politiche di espansione monetaria.
da Storia Economica II Prof. Giovanni Favero


Faccio finta per un momento di non sapere che esiste la "media ponderata" e, grazie all'archivio di spystocks.com e al mio personale, riporto cinque mesi di notizie, quotazioni e voci intorno alla vicenda RCS / Ricucci ... la Consob, che prossimamente dovrà dire qualcosa, farà probabilmente come il testimonial di una nota birra:
PAGARE!
il Re è nudo la Regina lo era da prima
Rcs, Ricucci scopre le sue carte
(01/02/2005 € 4,468)
Il finanziere e immobiliarista romano, Stefano Ricucci, ha ufficializzato di aver portato il proprio pacchetto di azioni Rcs MediaGroup al 4,99%.
Rcs Mediagroup, Ricucci porta la sua quota al 5,189%
(06/04/2005 € 4,605)
Con un'operazione datata lo scorso 5 aprile, la Magiste International di Stefano Ricucci ha incrementato la sua partecipazione azionaria in Rcs Mediagroup, passando dal 4,990% al 5,189%.
Rcs, per Euromobiliare non e' piu' un titolo da comprare
(11/04/2005 € 5,020)
Rcs MediaGroup non è più un titolo da comprare. Parola di Euromobiliare.
Rcs sempre sugli scudi, rastrellamento in azione
(14/04/2005 € 5,130)
Rcs non perde una seduta. Il titolo della holding che controlla il Corriere della Sera sale dell'1,18%, scambiando a quota 5,4050 euro. Anche ieri mani misteriose hanno raccolto consistenti pacchetti azionari, con scambi che hanno interessato il 2,7% del capitale.
Stefano Ricucci sale al 6,916% in Rcs
(22/04/2005 € 4,880)
Magiste International di Stefano Ricucci ha arrotondato la sua partecipazione in Rcs a 6,916% dal 5,189%.
Rcs, Stefano Ricucci arrotonda la sua quota al 9,646%
(16/05/2005 € 6,070)
Tanto rumore, una buona volta, non per nulla. La Magiste di Stefano Ricucci ha confermato i pronostici: è salita al 9,646% nel capitale di Rcs MediaGroup.
Rcs torna a scaldarsi sull'S&P, riparte il rastrellamento
(17/05/2005 € 6,150)
Tutto come da copione. La seduta di Rcs sembra un film già visto. Il titolo della holding di via Rizzoli, dopo aver viaggiato per la maggior parte della seduta in territorio negativo, ritrova la verve e ora sta scambiando a quota 6,17 euro in crescita dell'1,45%.
Ricucci: "Opa sul Corriere? Mai detto"
(23/05/2005 € 6,350)
"Si tratta di una frase che non è mai stata pronunciata"
Rcs: Ricucci, "Finche' ci sono titoli in giro io continuo a comprarli"
(26/05/2005 € 5,875)
"C'è spazio per crescere ancora, finché il titolo giro io compro, quando non ci saranno più azioni in giro la Consob ci dirà cosa dobbiamo fare".
Rcs, Consob ufficializza che Ricucci ha in mano il 15,1%
(26/05/2005 € 5,875)
Come atteso, la Consob ha ufficializzato l'ennesimo passo avanti di Stefano Ricucci all'interno del capitale di Rcs MediaGroup.
Rcs, Ricucci svela di essere salito al 16,056% su richiesta Consob
(01/06/2005 € 5,720)
Aveva detto che sarebbe salito ancora in Rcs. E così è stato. Stefano Ricucci ha arrotondato la sua partecipazione in Rcs,
Ricucci primo azionista in Rcs con il 18,145%
(08/06/2005 € 5,795)
E' ufficiale: la Magiste International di Stefano Ricucci è salita al 18,145% dal precedente 15,1% nel capitale di Rcs.
Magiste, rapporto di fiducia e collaborazione con Deutsche Bank AG/Londra
(16/06/2005 € 5,855)
Secondo indiscrezioni di stampa di ieri, Deutsche Bank non avrebbe intenzione di finanziare nuovamente Stefano Ricucci.
Rcs: Ricucci, saliro' oltre il 20% di Rcs
(24/06/2005 € 5,620)
Silvio Berlusconi gli ha appena impartito la sua benedizione e Stefano Ricucci, dopo alcuni giorni di silenzio, riprende a parlare. Lo fa proprio nel giorno in cui Rcs ha subito un pesante calo, scendendo fino a 5,63 euro.
Rcs in deciso calo su voci che vedono Ricucci pronto a vendere
(28/06/2005 € 5,440 - apertura)
Primi scorci di seduta in forte calo per il titolo Rcs Mediagroup che lascia sul terreno oltre 3 punti percentuali scivolando a quota 5,44 euro
importanti novità relative al noto caso di "risparmio tradito" legato al collocamento da parte delle Banche del gruppo Monte de' Paschi di Siena di servizi finanziari (commercializzati con il nome di MyWay e ForYou)
Linko direttamente il pezzo di soldionline, certo di non poter fare di meglio
Vorrei solo aggiungere che la traduzione toscana di MyWay è l'espressione "ammodino (mio)" ... leggendo le note della Consob viene da aggiungere cha anche le leggi nel noto gruppo bancario vengono applicate "ammodino" (loro) ... appunto
Di Grazia

Ho terminato da poco di leggere l'Autobiografia di Giovannino Guareschi "Chi sogna nuovi Gerani?"
Non ho potuto fare a meno di paragonare la sua storia e la sua vicenda giudiziaria con quella di un altro ben più noto contemporaneo che, dopo tutti i gradi di giudizio, e condannato per essere il mandante dell'omicidio di un Funzionario di Polizia, ancora occupa le cronache dei giornali grazie ai tanti amici e compagni che ne chiedono con insistenza la scarcerazione.
Giovannino Guareschi fu condannato (in primo grado) per aver pubblicato due lettere con cui Alcide De Gasperi (diventato poi capo del Governo) chiedeva agli alleati di bombardare la periferia di Roma. Sulle lettere (poi distrutte per ordine della magistratura) non fu mai disposta perizia chimica nè calligrafica.
E Govannino Guareschi, dopo aver rifiutato l'appello, entrò in carcere per scontare la condanna "... per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione", affermò successivamente.
Mi piace ricordare la figura di Guareschi in un momento in cui per molti è diventato normale aggirare / evitare / rinviare di prendersi delle responsabilità personali e per altri è parola d'ordine chiudere un occhio / tutt'e due / e anche la bocca.
"II massimo che mi è stato concesso in Italia è di essere "contemporaneo", ma nessun critico o nessuna autorità nel campo delle Lettere m'ha concesso d'essere uno scrittore. Probabilmente, hanno ragione loro. Inoltre, mentre la mia spiccata tendenza di destra mi rende sgradito alla sinistra, il mio passato di polemista (culminato con la galera) mi rende sgradito al centro. In compenso, la destra mi considera un estremista e mi mette sullo stesso piano della sinistra. In definitiva sono a Dio spiacente ed ai nemici sui".
ti do un treppercento
fu con la riforma agraria attuata con il lodo De Gasperi del 1946 che i mezzadri italiani ottennero un 3% in più del prodotto del loro lavoro. Nelle campagne dell’Italia centrale si iniziò ad usare un’espressione minacciosa – “ti do un treppercento” che voleva esprimere con quanto livore e rabbia il padrone del campo applicava la nuova legge e che passò poi ad indicare che, al posto dei soldi, si sarebbe volentieri distribuito un 3 per cento di legnate.
Oggi ci sono società che stanno reclutando promotori finanziari a suon di treppercenti … sembrava impossibile quando altri, non più di uno – due anni fa, promettevano ingaggi del 2 – 2,5% (ovviamente la percentuale è riferita a quento si viene pagati in percentuale sul portafoglio "trasferito")
Intendiamoci la redditività di un portafoglio è tanto che sia intorno allo 0,7%, ci sono aziende che pagano premi per chi porta la redditività di un portafoglio medio a tale livello.
Quindi significa che chi è disposto a sborsare il 3% si priva della redditività per oltre 4 anni?
Io credo di no, credo piuttosto che chi opera in tal senso voglia spremere il promotore come un limone e spennare il cliente come un pollo.
Di fatto la transumanza dei promotori (e dei loro managers) è incessante e in aumento e questo costituisce una grave turbativa del mercato (peraltro in violazione del codice di comportamento Assoreti – art 8, 11 e 15) e di alcune norme che riguardano i tre organismi che sotto abbiamo visto preferire i sommelier, le recite scolastiche e il dhana.
Soprattutto costituisce una mina vagante per le tasche dei clienti che saranno costretti, dopo il travaso, a pagare, sotto forma di costi palesi od occulti, il "calcio mercato".
Sui forum dell’ANASF un istruttivo dibattito con nomi e cognomi e, per una volta senza censure (visto che non si parla del gruppo San Paolo che, anzi, è “vittima” in questo caso).
Anche in questo caso le Authorities tacciono.
ultim'ora: non tace il Presidente ANASF Elio Conti Nibali: qui potete scaricare ed ascoltare il suo intervento di ieri su radio24 con la mia domanda sul contratto nazionale (dim. 29,2MB, circa 5 minuti con ADSL)

La terra, il sommelier, la recita scolastica
La recente nomina dei nuovi commissari della Autorità garante per la protezione dei dati personali mi offre lo spunto per parlare dei tanti (troppi) organismi che dovrebbero vigilare sui mercati.
In particolare di tre: Consob, AGCM (Antitrust) e, appunto, il cosiddetto “Garante della privacy”.
Di cosa si occupano questi signori?
Fra le tante cose più o meno serie anche di recite scolastiche, di sommelier e del “dhana” la fantomatica unità monetaria della ancor più fantomatica “Repubblica della Terra”:
“Le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori, durante recite e saggi scolastici, non violano la privacy”.

La Security exchange commission (l’equivalente USA della nostra Consob) voluta dal presidente Roosvelt, per controllare la borsa dopo la crisi del 29 è la madre di tutte le Authority
E fu lo stesso Roosvelt a nominarne primo presidente Joseph Kennedy (il padre di JFK).
Le felicitazioni del Presidente a Kennedy fresco di nomina furono le seguenti: "ci vuole un ladro per prendere un altro ladro".
Quindi non mi scandalizzo più di tanto per i precedenti penali o per il curiculum vitae infarcito di conflitti di interessi di certi commissari, quello che lascia allibiti è che riescano a trovare il tempo per sommelier, recite scolastiche e “repubblica della terra”, tralasciando i bilanci, le obbligazioni spazzatura e i cartelli fra banche.

Buone notizie amico: ti ricordi quel debito opprimente di 40 miliardi di dollari? Puff, è sparito!
E ora come faccio a far puffare questo??

Nessuna donna farebbe un matrimonio d'interesse: prima di sposare un miliardario, se ne innamora!
Cesare Pavese
Gli affari sono una combinazione di tempismo e rapidità nelle decisioni, come nello sport della vela.
Marco Tronchetti Provera sull'operazione Telecom
fusione

"10 anni fa entrai in Ambro Italia, poi tutto è cambiato ma io sono ancora qui, la mia azienda ha cambiato diverse volte nome e strategie.
1995 Ambro Italia
1998 Intesa Italia
2001 IntesaBci Italia
2002 Banca Primavera
2003 Banca Primavera divisione di Banca Generali
2005 Banca Generali
i miei clienti ormai non fanno più caso al nome, hanno imparato che le aziende cambiano e il loro PF no!
I danni avuti in questi anni sono stati inenarrabili, perdita di uomini, clienti, portafogli, ed oggi il nuovo padrone e peggio di quello vecchio, va avanti a colpi di scure.
quanto le paghiamo le fusioni?????
è possibile stressare i PF con azioni di questo tipo, dove o ti adegui o te ne vai?
Una cosa però l'ho capita, i Promotori Finanziari e i clienti non ci guadagnano, devo solo capire chi si becca i frutti di questo guazzabuglio." Fusissimo, dai forum ANASF
la cosa è possibile, solo in Italia, per la presenza dell'articolo 31 del Testo Unico della FInanza: (...) E' promotore finanziario la persona fisica che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita
professionalmente l'offerta fuori sede. L'attività di promotore finanziario è svolta esclusivamente nell'interesse di
un solo soggetto" ...
In virtù del famigerato monomandato (voluto dalle lobby bancarie, attuato dalla Consob e strenuamente difeso da Assoreti) i promotori finanziari sono costretti a seguire ed eseguire ogni decisione in tema di assetto societario dei loro intermediari che, per decisioni in massima parte lontane o in antitesi con gli interessi dei clienti e del mercato, attuano fusioni, ristrutturazioni, incorporazioni il più delle volte senza preavviso e con disagio per tutti.
Parlare di plurimandato è ormai un tabù: non lo fa ANASF (l'Associazione dei promotori finanziari) non lo fa la Consob (che pure dovrebbe avere "a cuore" l'interesse dei mercati e dei risparmiatori) non lo fanno, meno che mai, ABI e Assoreti (rispettivamente la Associazione dei banchieri e il "cartello" che difende gli interessi dei "padroni" delle reti di Promotori Finanziari)
shopping
"... va sottolineato, fra l'altro, che BPL capitalizza 2,32 €mld; Antonveneta capitalizza 7,44 €mld; ABN Amro capitalizza 39,38 €mld" ... commento al post - 12 maggio 2004

diciamocelo francamente, il sogno di ogni donna è poter passeggiare per Rodeo Drive, con una carta di credito senza tetto e realizzare acquisti al di là di ogni sogno, con il solo limite del numero di buste da poter portare con due mani.
E la vera meschinità, di fronte ad una simile forza della natura, sarebbe pronunciare la sgradevole e fatale frase, "la prego vada", della commessa di boutique che si rifiuta di servire la Pretty Woman Julia Roberts. Come finisce la storia si sa: la commessa perde l'affare della sua vita e Pretty Woman diventa una Cenerentola moderna.
Ma ora che Banca Antonveneta capitalizza (sulla base dell'ultimo rilancio di BPL) quasi 8 miliardi di euro mentre la Banca Popolare di Lodi vale quanto il mese scorso, cioè 2,32 €mld, ci si chiede cosa succederà all'istituto lombardo qualora dovesse aggiudicarsi la folle corsa all'ultimo rilancio, corsa che viene giocata contro un avversario (ABN amro) che capitalizza oggi oltre 42 €mld.
c'è da augurare a Fiorani & Co. che nessuno dica mai la sgradita frase
"la prego paghi"