Chiuso per ferie fino al 13

se mi riesce starò lassù ...
la frittata

non è successo niente, i ministri sono usciti fuori e, con il massimo riserbo, hanno detto che sarà Fazio, se vuole, a rendere pubblico il suo intervento al CICR ... quindi siamo al capovolgimento delle funzioni: i Giudici, dai quali ci si attende un minimo di riservatezza, hanno schiaffato su tutti i giornali del mondo, i verbali delle intercettazioni, i politici, che dovrebbero rispondere al popolo, coprono con riserbo degno di causa migliore, la faccenda: una volta si diceva insabbiare ...
Ma qualcosa trapela: "Fazio ha sostenuto nella sua relazione, secondo quanto appreso dall'agenzia Ansa, che non c'è mai stato alcun atto interno che dicesse che la Banca popolare di Lodi non aveva la patrimonialità adeguata per fare l'operazione sull'Antonveneta." strano che nella scalata ad una banca che capitalizza il triplo la mancanza di fondi per pagare l'OPA non venga ritenuta un limite da chi deve vigilare sulla "sana e prudente gestione" del mercato del credito: come dire "vado in cima all'Everest senza ossigeno e ritorno in giornata ..."
Ma come BPI intenda approvigionarsi di quattrini per coprire i propri buffi oggi è più chiaro: incuriosito dalla pubblicità che ho citato ieri -che riporto nel banner qui sotto - mi sono recato "presso la più vicina filiale BPI" come da indicazioni del numero verde. Lì ho ottenuto (dopo venti minuti) il regolamento del prestito obbligazionario codice ISIN IT0003896823. In pratica un'obbligazione a 3 anni non quotata, non garantita nè da fidejussioni bancarie nè dal Fondo interbancario di Tutela dei Depositi, emessa da un Istituto di Credito che ha rating prossimo allo "speculative grade" (di ben 6 livelli inferiore a quello dello Stato italiano) e va peggiorando (lo dicono loro). Ci si attenderebbe, in virtù del maggior vincolo e della minore affidabilità, che rendesse almeno un punto e mezzo in più dei BOT ... invece rende quanto i BOT semestrali dell'asta di settembre ... secco.
Però "ti regala" l'abbonamento all'INTER o il cappellino o la maglietta ... come dire se metti 40mila euro rinunci a 1800 euro di interessi ma porti a casa l'abbonamento per la squadra morattiana (che costa 700 euro) ...
A questo punto il dubbio che mi resta è che la scelta della squadra non sia casuale: QUESTIONARIO
A hanno scelto l'INTER per mimetizzarsi: infatti uno dei principali sostenitori interisti è l'uomo più indebitato d'Italia
B hanno scelto l'INTER perchè quando le obblligazioni andranno in default, gli obbligazionisti si consoleranno con lo scudetto e la Coppa dei Campioni
C hanno scelto l'INTER perchè è gente abituata a prenderlo nel culo ...
ULTIM'ORA: IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI FAZIO AL CICR
la vigilia
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qualcuno ricorda l'emozione che si provava la vigilia di Natale da ragazzini, quando la nonna stava preparando lo stracotto per fare i cappelletti - che sarebbero stati preparati solo la mattina dopo, alzandosi alle 5 - quando ogni cosa era promessa e attesa ... dalle vacanze scolastiche appena iniziate alla stanza (segreta ma non troppo) in cui erano nascosti i regali di Natale che noi, grandicelli ma non troppo, avevamo sgamato che non arrivavano dalla Lapponia o dalla "seconda stella a destra"?
Ebbene, io, oggi, alla vigilia della riunione del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) vivo la stessa emozione.
Certo, non c'è più la nonna Elda che prepara lo stracotto, non credo più a Babbo Natale e so perfettamente che non posso riporre la mia fiducia nei magnifici 6 (Fazio, Siniscalco, Grilli, Scajola, Lunardi, Alemanno) che compongono il Comitato.
Nel frattempo in tanti si affrettano a darci utili indicazioni sulla vicenda che, da una paio di settimane, è finita in naftalina ...
Da Franco Bechis (direttore del giornale romano Il Tempo) al Sole24 ore che puntualizza come fin dall'8 luglio la banca centrale fosse avvertita sulla reale (scarsa) affidabilità di BPL oggi Banca Popolare Italiana.
Eppure resto ugualmente attaccato alla speranza e promessa che, ogni tanto, pane e giustizia arrivino ...
Poi, però, scopro, che ben 23 managers BNL (direttore generale in primis) hanno approfittato della guerra per banche per incassare laute plusvalenze, alla faccia dell'aziendalismo di maniera al quale costringono i propri direttori di filiale ...
Ma la mia fiducia nei rigurgiti di coscienza resta incrollabile ....
Poi scopro che nella pagina 5 de "Il Tampo", accanto allo stracciarsi di vesti contro i salotti buoni ... dove il più pulito ha la rogna, mezza pagina è occupata dalla pubblicità della Banca Popolare Italiana (l'istituto su cui si vorrebbe fare informazione OGGETTIVA)
la mia fiducia comincia ad incrinarsi ... temo che domani gli unici rigurgiti a cui assisteremo saranno dei sonori rutti frutto della grande abbuffata cui, indistintamente, tutti i protagonisti degli ultimi due mesi di cronache finanziaria hanno partecipato.
Buon appetito.


Del diffuso antiamericanismo che porta gli stessi figli d'America a darsi, novelli Tafazzi, delle pesanti martellate al basso ventre, ho sempre capito poco.
Secondo me fa il paio con il pesante clima antieuropeo che ha sfornato la Costituzione europea che ignora le sue stesse radici ...
La vignetta di Cox&Forkum rende immediato il senso del grottesco che coglie chi, senza pregiudizi ideologici, assiste allo "spettacolo" offerto da tante parti, io voglio solo sottolineare che non ci può essere dialogo fra chi non riconosce la propria identità - o con chi pretende che prima di cominciare a parlare ci si strappi dal cuore il nome e il cognome.
Saluti e Baci
Servizio ANTIBUFALA

Solecitato dal Buffone voglio dire la mia sulla questione del fondo salva imprese di Berlusconi - De Benedetti.
Nel Marzo 2000 (in pieno boom Hi Tech) mi chiama un cliente che voleva partecipare "al collocamento di sidibì veb tek" (diceva proprio così: "sidibì" all'inglese). Faccio presente che il titolo, a dispetto del nome, è italianissimo come il personaggio da cui prende il nome Carlo De Benedetti, noto dalle mie parti per aver acquistato, fatto a pezzi (non solo finanziariamente) la Perugina e averla venduta alla Nestlè dopo aver spergiurato di non farlo per mesi.
Per inciso aggiungerò che il nostro, quando arrivò a Perugia, si presento agli industriali locali pronunciando un discorso in lingua inglese ("se non mi avete capito peggio per voi, adeguatevi o sparirete...." aggiunse) mio padre (che parla perfettamente inglese) tornò a casa con un giudizio lapidario che, al momento, tenne per sè (io non avevo ancora pornunciato la mia prima parolaccia difronte ai miei ... avevo solo vent'anni ... altri tempi) ma in sostanza era consapevole di aver incontrato un perfetto coglione.
Insomma, il mio cliente si astenne dall'acquistare azioni del fenomeno di Ivrea, noto per le sue spericolate azioni finanziarie (parafallimentari, come la scalata alla Societé Generale du Belgique) e pure per le sue manipolazioni mediatiche che gli hanno sempre permesso manovre sui titoli alla faccia dei soci di minoranza.
Subito dopo la quotazione del titolo CDB Web Tech il cliente osò lamentarsi perchè, in ossequio al momento di follia generalizzata, al primo giorno di mercato era schizzato alle stelle con un +100%. Negli stessi giorni in un paradiso fiscale un socio di maggioranza spostava su dieci conti cifrati i pacchetti azionari (operazione ovviamente vietata in Italia) di una società quotata al nuovo Mercato ...
Lo stesso nome del titolo è una pura operazione di Marketing finanziario: in un momento in cui ogni cosa che facesse riferimento alla tecnologia o al World Wide Web, era garanzia di immeritati successi e presunzione assoluta di proftitti, l'ingegnere aggiunse alle sue iniziali quel Web Tech che non significa niente ma fa tanto tecnologico ...
Insomma oggi, dopo le porcherie avvenute fra il 7 luglio e l'8 agosto il titolo quota intorno al 10% del suo valore di OPA (€ 38,8) e il 90% (che il mercato ha perso) indovinate dove è finito?? esatto! E se oggi la società vale un decimo e capitalizza 0,38 mld di euro, al momento del collocamento capitalizzava ... esatto: 3,8 mld di euro! e la metà (circa) è finita in tasca a De Benedetti Carlo Ingegnere in Ivrea ...
In tutto questo cosa c'entra Berlusconi? Niente, apparentemente, ma un mese di silenzio per lui è anche troppo, uno che è riuscito far gaffes anche vantandosi di aver sedotto Tarja Halonen (e compromettendo il proprio rapporto con l'elettorato maschio, eterosessuale, latino, non fumatore) avrebbe almeno dovuto dire che non c'entrava nulla ... e invece per un mese il suo nome è stato usato per speculare in borsa ... in par condicio turpitudinis melior est condicio possidentis ... non sapete il latino?? Adeguatevi o sparirete dai miei links.
Due spot dal sito di Beppe Grillo
Il cliente è come il maiale:
non si butta via niente!
Questa è una lettera vera che ho ricevuto e che ho deciso di pubblicare.
Esprime le cose che avrei voluto dire sulle banche come non sarei riuscito a fare io.
“Maledetto il 1995!!
Perché? Perché nel 1995 è morto mio padre di cancro ed io ho mi sono fatto assumere in banca al suo posto. Nel giro di 5 anni sono diventato operatore di borsa (come amo definirmi io) o meglio gestore clienti (come ama definirmi la banca). Ed è da allora, da quel lontano 2000 (ho cominciato la mia carriera di operatore ad aprile 2000, il primo mese in cui i mercati hanno cominciato a crollare - qualcuno quando mi vede si tocca i co…ni) che non vivo il mio lavoro in modo sereno. Sono vessato dal Budget!!!
A volte mi faccio l'esame di coscienza per vedere se sono io eccessivamente critico. In effetti la banca è un'associazione a scopo di lucro, deve guadagnare e quindi non c'è niente di male a dare i budget alla propria forza vendite. Quindi ho sempre subito in silenzio, cercando di modificare il mio eccessivo scetticismo nei confronti dei miei diretti superiori. Finchè...
...finchè un bel giorno, durante la consueta riunione settimanale, ci viene dato l'ennesimo budget: bisognava collocare un'obbligazione strutturata indicizzata all'inflazione Europea, epurata dalle variazioni del tabacco, maggiorata di uno spread dello 0,10% (quindi con un rendimento lordo del 2,10%) della durata di cinque anni. Il prezzo era 100%. Il budget era di due milioni di euro da fare in un mese. Commissioni implicite (nascoste al cliente a cui bisognava dire che l'investimento non aveva costi) 4% Up Front.
Mi sono permesso di alzare la mano per far notare che nello stesso periodo i clienti potevano comprare allo stesso prezzo dei titoli di stato al 3,50% con scadenza tre anni, quindi più corti, più sicuri e con un rendimento maggiore.
Mi è stato detto che non era mio compito studiare il mercato:
quello era il compito dell'ufficio marketing. E se l'ufficio marketing aveva studiato quell'obbligazione strutturata era perché, dopo lunghe e attente indagini, i clienti non ne potevano fare proprio a meno, le volevano ed erano impazienti di sottoscriverle.
Mi sono subito pentito. Il problema ero io, stupido e ignorante, che non capivo le meravigliose strategie di marketing della mia banca. Così, visto che chi teneva la riunione aveva tante cose da insegnarmi, ho rialzato la mano per esporre un altro dubbio e imparare qualcos'altro.
Non capivo infatti perché, se nei manuali di finanza c'è scritto che un emittente più rischioso deve pagare più di un emittente meno rischioso, la strutturata della banca (rating A) rendesse meno dei titoli di Stato (AA-).
Mi è stato detto che il mio compito era solo quello di collocare
l'obbligazione. E basta!! E che se non mi andava bene fare il gestore
potevo sempre scegliere un altro incarico. Naturalmente lo stormo di lec..lo annuiva sorridendo...
Giusto per fare una ripicca a questi ultimi, mentre il direttore spiegava il sistema di retrocessione alla filiale delle commissioni occulte - e quindi da non dire ai clienti - e dei benefici al conto economico, ho alzato la mano per la terza volta per dire che, se mi fossi messo dietro a un angolo di una strada con la pistola e avessi rubato 100 ? ai clienti al posto di rifilargli 10.000 ? di obbligazione strutturata col 4% di costi occulti, in fin dei conti, li avrei fatti risparmiare. Mi hanno fatto un c..o così!!!
Dopo sei mesi ho dovuto cambiare banca! (ne ho scelta una più piccola
pensando che le cose andassero meglio ma non è stato così - ma questa è un'altra storia). Giuro che tutto quello che ho scritto è vero! E in una banca che si rispetti di scenette come quelle sopra ne accadono tutti i giorni.
Anche Tanzi è stato una vittima del sistema bancario (che gli rifilava derivati su cui speculare per pareggiare le perdite industriali incassando cifre mostruose che hanno portato alla rovina la Parmalat; il ParmaCalcio, l'aereo privato, etc... sono furtarelli da poche centinaia di milioni di euro).
Vogliamo cominciare a fare un po' il c..o alle banche?”
I grandi debitori

Fonte: www.thehand.it
In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005.
Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),
2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:
- monopolio di fatto,
- incassi continui,
- tariffe superiori alla media europea.
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,
2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno. Ma in realtà sono già tutte fallite.

Aggiungo solo che Lucacorderodimontezemolo parlando, ovviamente, da Cortina d'Ampezzo ha detto che Fazio si deve dimettere ... dato che le banche che ormai hanno in pugno la FIAT hanno dato un mandato a termine (settembre, secondo quanto affermato da Salza di Sanpaolo) al signor Lucaluca, ci apettiamo di vederlo, per il GP di Monza, di nuovo giocare con le macchinine ai box Ferrari avendo rassegnato le dimissioni da FIAT e, di conseguenza da Confindustria ... sarebbe infatti curioso che il Presidente degli industriali fosse uno senza nemmeno un capannone di ciarpame ....
Aridatece Gordon Gekko
Traggo da Wall Street Italia i due articoli che seguono, nella speranza che, prendendo coscienza di cosa si agita dietro la finanza nostrana, qualcuno comprenda quanto sia improbabile la definizione di Mercato Regolamentato in riferimento alla Borsa di Milano:

CONCERTO
(WSI) – Finanziamenti occulti ai 38 «concertisti», i presunti alleati occulti di Bpi (già Bpl) nella scalata ad Antonveneta. Ruberie personali di amministratori e dirigenti autorizzate dai vertici. Una «ristretta cerchia di clienti privilegiati» che si arricchiscono senza rischi con sistematiche operazioni di «insider trading» pilotate da Lodi. E mille rivelazioni sui conti della Bpl Suisse, la controllata che, secondo i pm, funzionava come «tesoreria occulta» del banchiere Fiorani. Ad aprire i primi squarci nella rete finanziaria segreta della banca di Lodi è Egidio Menclossi, fino al 2003 vicedirettore generale di Bpl Suisse, da maggio testimone chiave dell’inchiesta Antonveneta: una «gola profonda» in grado di descrivere dall’interno il «sistema Fiorani».
Le centinaia di pagine di interrogatori di Menclossi sollevano nuovi interrogativi sulle garanzie concesse dalla Bpl (ora Bpi) e sui patti per il riacquisto di azioni: sono gli stessi problemi che avevano convinto due ispettori di Bankitalia a mettere in dubbio la tenuta patrimoniale del gruppo bancario e a dare parere negativo all’Opa. Autorizzazione concessa dalla Banca d’Italia alla mezzanotte dell’11 luglio, nonostante il no degli ispettori, su intervento personale del Governatore Antonio Fazio.
I conti segreti delle scalate «Ritengo di poter fornire utili indicazioni alla Procura sull’utilizzo di Bpl Suisse per estero-vestire operazioni riservate, finalizzate a scalate e/o a favorire singoli soggetti comunque utili alle strategie di Fiorani ... La Bpl era un rispettabilissimo istituto bancario finché non si è prestata ad azioni che stanno gettando discredito su una realtà produttiva che andrebbe invece salvaguardata». Si aprono così i verbali di Egidio Menclossi, 50 anni, assunto alla Bpl nel 1986, promosso direttore di varie filiali e nel febbraio 1999 diventato, «per espresso incarico di Fiorani», vicedirettore generale di Bpl Suisse (già Adamas): la controllata di Lugano che, secondo l’accusa, è la «tesoreria occulta» usata dal gruppo bancario di Lodi per finanziare riservatamente gli alleati nella scalata ad Antonveneta. Presentandosi ai pm, il testimone premette: «Sono stato licenziato dalla banca nel febbraio 2003 a causa dell’atteggiamento intransigente da me assunto dopo aver rilevato diverse irregolarità». Tra maggio e giugno, Menclossi ha riempito centinaia di pagine di verbali diventando la prima «gola profonda» del caso Bpl-Antonveneta.
La banca dell’insider e i privilegiati «Il 7 gennaio 2004 ho presentato alla Procura elvetica un esposto su operazioni di insider trading, archiviato il 28 aprile 2004 per i motivi qui documentati: incompetenza territoriale, in quanto i reati sono stati commessi all’estero. Le operazioni dell’esposto erano state condotte da un sindaco e da un consigliere d’amministrazione che mi avevano detto di aver ricevuto l’indicazione direttamente da Fiorani». Dentro la banca, il caso era esploso già due anni fa. Sostiene Menclossi: «Sia Bpl che Efibanca avevano supportato l’acquisizione della Kamps da parte del gruppo Barilla e dunque i dirigenti di Bpl avevano informazioni privilegiate. Gli ordini d’acquisto poi spalmati sui conti dei clienti privilegiati provenivano direttamente dalla direzione Finanza, da Boni e/o Lucchini ... Decidemmo di eseguire un monitoraggio completo dei soggetti che avevano comprato Kamps. Mi accorsi così del conto di Besozzi e di altri acquisti richiesti da dipendenti di Bpl Suisse come Fiorenzo Indi e Marco Nichetti, il che ci indusse a emanare un divieto ad operare su tale titolo ... Tutti i beneficiari di informazioni riservate fanno parte di una ristretta cerchia...»
«...La società Coppe Investment, amministratore Brunello Donati, ha aperto nel 2001 un conto con beneficiario Roberto Araldi della Bpl Scarl e con procura a Francesco Ferrari. Qui sono confluiti circa 1,5 milioni di euro dalla banca Pkb con riferimento Donato Patrini, regional manager di Bpl Toscana. Araldi mi indicò Fiorani come la persona che gli aveva suggerito l’operazione».
«15 miliardi senza depositare una lira» «Giuseppe Besozzi è un agricoltore del Lodigiano, azionista storico della Bpl, presentatomi da Silvano Spinelli, uomo di fiducia di Fiorani. Nel 2001 Besozzi acquistò titoli Kamps per oltre 15 miliardi di lire senza depositare neppure una lira, ossia con concessione di credito da Bpl Suisse garantita da fideiussione Bpl. Le azioni vennero vendute nel 2002 con 3 milioni di utile netto. Era un’operazione incredibile. Sono al corrente di operazioni analoghe sul titolo eBiscom ... Ho poi saputo che Besozzi ha avuto un affidamento di oltre 32 milioni di euro con fideiussione Bpl per l’acquisto di Antonveneta».
«Secondo quanto ho appreso da conoscenze nel mondo bancario elvetico, "Garlsson" avrebbe come beneficiario economico Stefano Ricucci: all’8 aprile 2005 aveva acquistato 5,1 milioni di azioni Antonveneta garantite da fideiussioni Bpl per 100 milioni di euro ... Mi risulta abbia pagato consegnando titoli Hopa a Maryland (Caltagirone) ... Ricucci mi era stato presentato come cliente importante conosciuto dalla direzione ... Maryland Inc. avrebbe come beneficiario Ignazio Caltagirone. Sempre all’8 aprile, aveva acquistato 1.100.000 azioni Antonveneta con fideiussioni Bpl per 10 milioni di euro ... Mi è stato riferito che Tracklyn è una società legata a Danilo Coppola, che mi risulta aver avuto un recente affidamento di 7,5 milioni garantito sempre da fideiussione Bpl per operare su Antonveneta e/o Bnl...» .
«...Sui 38 concertisti di Antonveneta, posso dire che Baietta, Bersani, Besozzi, Dordoni e Raimondi sono gestiti da Spinelli; Marini, Orsini e Roveda da Boni. Marini, che è stato un noto calciatore, ha conseguito con Antonveneta un utile di 6,3 milioni di euro».
«Malversazioni e ricatti» «Quando ero in Bpl Suisse mi accorsi di importanti malversazioni di Filippo Montesi. Per recuperare quanto sottratto, nel 2000 proposi di congelare i due conti che deteneva per interposta persona: moglie ed ex segretaria. Quando Montesi lo seppe, mi disse testualmente: "Se mi congelate i fondi, parlerò con Mozzi che si rivolgerà direttamente a Fiorani e gli ricorderà la storia della Popolare di Crema". Era qualcosa che avrebbe nuociuto a Fiorani...».
«Sui titoli Popolare Crema l’ordine preciso era di piazzarli sui clienti, ma non indistintamente: solo su clienti selezionati e su dipendenti Bpl, cioè persone disponibili a venire in assemblea e votare a favore». «Dieci giorni prima dell’Opa su Crema, venni incaricato di verificare la quantità di azioni: scoprii così che avevamo meno del 30%. La mia direzione palesò preoccupazione, ma Fiorani rassicurò tutti del successo ... Alla fine i titoli furono conferiti da società offshore. Per non rivelare che dietro la "Summa" c'era la Bpl, per ben due anni non sono stati incassati i dividendi».
Il fondo dei misteri «Il fondo Victoria & Eagle è stato costituito dalla famiglia Bassani, già proprietaria della Bi-Ticino, negli anni ’90. I comparti B e C però non sono alimentati dalla famiglia Bassani. Il comparto B è un "Umbrella Fund", per maggiore riservatezza, che contiene solo 7,4 milioni di azioni Bpl. Le quote sono della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, ma la Bpl ha un contratto di put. In sostanza il fondo può in ogni momento imporre a Bpl di riacquistare le azioni che ha in pancia. Nel comparto C ci sono soltanto 113 milioni di obbligazioni convertibili Fingruppo Holding. Anche qui esiste un contratto put che obbliga la Bpl al riacquisto...».
«Un’altra operazione enorme è stata effettuata sul titolo Autostrade dalla società HD2, oltre che dalla solita Coppe Investment e dal signor Besozzi ... Sul conto HD2, il 15 maggio 2003, veniva contabilizzato, fuori dal sistema informatico e con totale falsificazione dei documenti sia della banca svizzera che nella Bpl italiana, un’operazione di trading costruita a tavolino sul titolo Alstom. Sono anch’io azionista di Bpl e mi ritengo danneggiato da amministratori che hanno sfruttato la loro funzione a scopo di arricchimento personale. ..».
Le perdite di Ricucci «Ricordo un'operazione sui cambi euro-dollaro per circa 100 milioni di euro che portò a un’elevata perdita in capo a Ricucci ... Signorili mi chiese un significativo trasferimento delle nostre garanzie anche a causa di gravi perdite sul titolo Microsoft ... Poi tentarono di scaricare su di me la responsabilità dell’esposizione al limite della normativa ... Ricucci in un incontro riservato si rese disponibile a intercedere a mio favore con Fiorani. Gli chiesi di non fare nulla».
CHI TOCCA I FILI MUORE
(WSI) – L’avere messo in dubbio alcune voci dei bilanci della Banca popolare di Lodi, proprio mentre l’istituto guidato da Gianpiero Fiorani era in piena corsa contro gli olandesi di Abn Ambro nella scalata di Antonveneta, sarebbe costato il posto di lavoro ad Andrew Sentance, un giovane analista finanziario inglese della Gestnord (gruppo Banca Sella) licenziato dopo che la sua analisi - nella quale sosteneva che la Bpl aveva bisogno 1,5 miliardi di euro per rafforzare il proprio patrimonio - era stata pubblicata sul sito della Borsa italiana e da alcuni organi di informazione. Ufficialmente il licenziamento è stato motivato con l’accusa di aver rivelato informazioni raccolte grazie al suo rapporto di lavoro, ma a metterlo in relazione con i dubbi espressi sulla Bpl è lo stesso esperto ai magistrati milanesi che indagano sulla vicenda Antonveneta.
Sentance, uno dei tanti testimoni dell’indagine, dichiara a verbale che la questione legata alla sua analisi fu esaminata durante una riunione nella quale arrivò una telefonata di Maurizio Sella, numero uno del gruppo omonimo e presidente dell’Abi, l’associazione delle banche.
LICENZIATO - È il 12 maggio quando Andrew Sentance, nato nell’isola di Man e laureatosi a Oxford, si presenta ai pm. Due mesi prima, il 14 marzo, il gruppo Sella aveva chiuso con lui un rapporto di collaborazione durato cinque anni. «Nel maggio 2004 - dichiara -, il dottor Frezza della Gestnord (ora Banca patrimoni e investimenti, ndr ) mi chiese di analizzare il bilancio di Bpl su richiesta di un cliente che ritengo fosse il fondo pensioni dei notai. Approntai pertanto una bozza dello studio». Il risultato non è favorevole alla Bpl. Le critiche prevalgono sugli aspetti positivi, Sentance ha dubbi sulla affidabilità delle poste: «Dissi chiaramente che le partecipazioni di Bpl riportate nel bilancio risultavano sopravvalutate» e che «era indispensabile fare chiarezza sulle basi attuali sulle quali lo sviluppo futuro avrebbe trovato fondamento».
A colpire l’analista inglese sono «le valutazioni delle partecipazioni iscritte nel bilancio Bpl che poggiavano su delle perizie Lazard». «Tali valori erano stati stimati in considerazione dei dividendi attesi», ma «l’andamento delle partecipate nel 2003 evidenziava già che il livello dei dividenti attesi non sarebbe stato raggiunto». «Il giorno dopo - aggiunge - inviai i risultati della ricerca ai clienti della Gestnord». Lo scritto di cui parla Andrew Sentance si intitola «Popolare di Lodi - Ancora incertezze» ed è stato acquisito dalla Procura.
LA TELEFONATA DI SELLA - Il giorno dopo Sentance viene chiamato a Torino dove si reca con alcuni colleghi. «Venni convocato d’urgenza dal direttore generale della Gestnord dottor Bruno Travostino» il quale nell’incontro «parlò al telefono con Maurizio Sella» e «mi disse che non dovevo parlare con la stampa, né con i promotori senza il permesso», anche se lo stesso «Travostino mi disse che la Popolare di Lodi, secondo il suo punto di vista, andava molto peggio di quanto era descritto nel documento». Ma la Bpl «era comunque un cliente molto importante - aggiunge riferendo le parole del direttore - e ci rese noto che la stessa si era lamentata del fatto che era stata divulgata una ricerca non favorevole».
I BILANCI ESAMINATI - L’esperto inglese ha lavorato sui bilanci di Bpl e di società e fondazioni ad essa legate. «Nel bilancio Bpl 2004 - illustra ai pm - ho rilevato altre criticità: in particolare nel conto economico civilistico si parla di un aumento della fiscalità differita attiva per 23,4 milioni di euro. Tenendo conto che i dividendi ricevuti dalle imprese del gruppo sono stati di 245,5 milioni di euro e che l’utile prima delle imposte ammontava a 174 milioni di euro, ritengo che senza l’effetto dei dividendi e della loro indeducibilità fiscale, l’attività operativa sia addirittura in perdita. Inoltre le sofferenze sono in aumento e la copertura rimane sempre abbondantemente sotto la media. Devo inoltre rilevare che nel bilancio Bpl si legge che nel 2004 non si è fatto ricorso all’emissione di prestiti obbligazionari a causa degli spread penalizzanti ricorrendo perciò a fonti alternative di funding. Nella realtà il 2004 è stato uno degli anni migliori nella storia per emettere obbligazioni».
SUL SITO DELLA BORSA - «Nessuno mi ha detto niente - conclude Sentance - sino a quando il 21 febbraio 2005 ho pubblicato lo studio sulla Bpl. A seguito della sua comparsa sul sito della Consob e della Borsa italiana, il 14 marzo 2005 ho ricevuto la lettera di licenziamento».
intercettAZIONI

... ma alla fine cosa dire di Fassino & Co. che non sia già stato scritto (il 18 luglio) su questo stesso blog??
Unipol-Bnl è merce di scambio per BPI-Antonveneta ... in mezzo c'è Fazio che vuole un salvacondotto per la pazzia ...
Sì, perchè non può essere ritenuto sano di mente uno che potrebbe godersi bellamente la pensione (a cinque zeri ... mensili) nel paesino di Alvito e fare il capoccione locale con megavilla e bodyguards ed invece, per un bisogno patologico e smanioso di occupare A VITA una poltrona, non si scolla nemmeno quando tutto il mondo gli sta franando addosso ...
Ora però sta succedendo un'altra cosa già descritta, almeno come dinamica, nel post del 31 marzo ("A non è non A"): che tutto finirà in una bolla di sapone perchè i veti incrociati genereranno azioni incrociate di salvacondotto per entrambe le operazioni in nome dell'Italianità (difesa a spada tratta da Fazio che dava il suo occhei all'ingresso di discusse banche giapponesi per ostacolare le banche europee) e in nome della privacy (che viene messa a pretesto di un vergognoso DDL che impedirà in Itallia - unico caso al mondo - le intercettazioni telefoniche se non per reati di mafia e terrorismo).
Quindi che dire? Come nel caso dell'investitore e la sicurezza penso che sia molto più utile appuntare la propria attenzione sulle dinamiche comportamentali che portano a queste situazioni:
Il Corriere della Sera, 2 ottobre 2000
Pubblico & Privato
L’imprenditore, come l’artista, riesce se esprime se stesso
di FRANCESCO ALBERONI
Le capacità che servono per diventare un imprenditore, uno scienziato, un artista, un leader politico sono molto diverse. Però tutte queste persone, pur così differenti, hanno qualcosa in comune.
Ciascuna, nel suo campo, farà grandi cose solo se riuscirà ad esprimervi totalmente se stessa, la sua personalità, i suoi sogni, i suoi valori. Le capacità particolari (la creatività musicale, imprenditoriale o politica) costituiscono solo gli strumenti con cui esteriorizzare il proprio mondo interiore. Lo comprendiamo intuitivamente per gli artisti. È chiaro che le sinfonie di Beethoven sono l’oggettivazione del suo spirito, che gli affreschi della Cappella Sistina sono l’oggettivazione della teologia e del più profondo sentire di Michelangelo. Ci risulta più difficile capirlo per un imprenditore. Quando parlo di imprenditore non mi riferisco soltanto all’industriale privato, ma anche a quello pubblico, al direttore generale di un ministero che risana un settore disastrato, al professore che crea una nuova università, al sacerdote che fonda in tutto il mondo comunità per il recupero dei drogati. Imprenditori sono tutti coloro che mettono insieme i fattori sociali, economici e organizzativi per creare una nuova entità sociale e materiale che dà lavoro, benessere, servizi. Al di là della motivazione del profitto, del successo, del desiderio di fare del bene, l’imprenditore riuscirà a creare una organizzazione vitale solo se dentro di sé ha degli ideali, dei valori, dei sogni che chiedono di essere realizzati, un’energia che gli consente di percepire i bisogni inespressi di chi lo circonda. In questo l’imprenditore è simile all’artista e allo scienziato. Egli incontra misteriosamente lo spirito del suo tempo e dà risposte a problemi che gli altri non sanno ancora formulare. Come per l’artista e lo scienziato, la sua opera è l’oggettivazione del suo spirito. È il suo romanzo, la sua sinfonia, la sua Cappella Sistina. Lo si capisce anche osservandola dall’esterno, guardando lo stile architettonico, i colori, l’arredamento, il comportamento dei suoi collaboratori. L’uomo meschino si circonda di oggetti scadenti, il violento sceglie colori brutali, il predone accatasta le cose in modo caotico. Mentre lui crea armonia, espressione della sua coerenza interiore.
C’è una differenza abissale tra il vero imprenditore e lo speculatore finanziario. Lo speculatore è interessato solo al potere e al guadagno. Non ha valori. L’imprenditore, al contrario, per riuscire, deve realizzare proprio i suoi valori, arricchire la comunità. Se si accorge di non poterlo fare, perché qualcuno gli sbarra la strada, si batte come un leone. Perché sa che, se accetta un ignobile compromesso, distrugge la propria anima.
L’altro giorno parlavo con un importante imprenditore privato. A ventun anni aveva già costituito una propria impresa. Ma si accorse che, in quest’attività, non realizzava i suoi ideali. Allora la mise in vendita e ne creò una nuova in cui poteva esprimere il proprio progetto di vita. A un certo punto, per espanderne l’attività all’estero, fece un accordo con una multinazionale. Un disastro. I manager di questa società non lo capivano, si preoccupavano solo della carriera. Gli pareva di impazzire. Allora si sbarazzò di quei mediocri e creò qualcosa di ancora più moderno, d’avanguardia. E, finalmente, è felice.


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Il mondo al contrario

Silenzio totale su una settimana di quotazioni dello yuan in semilibertà sui mercati valutari mondiali.
Sembra, però, guardando i grafici giornalieri, che generose iniezioni di denaro stiano pilotando la valuta cinese verso un soft landing che eviti all'economia più effervescente del pianeta un disastro valutario come quello che colpì le "tigri asiatiche" nel 1998.
Eppure non se ne parla.
Ne parlerei, invece, almeno per far l'abitudine al capovolgimento che ci coinvolgerà inevitabilmente nei prossimi cinque anni.