venerdì, 30 dicembre 2005

Categoria :




buon 2006

fuochi d'artificio a Rio de Janeiro

con chi vi vuole bene, con chi vi rispetta, con chi vi stima ...




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mercoledì, 28 dicembre 2005

Categoria : intercettazioni, banca ditalia, ricucci, faziogate




le furbette del quartierino

Maria Laura Rodotà

ora che il disegno di legge a tutela dei risparmiatori (con tanto di firma del Presidente) è diventato "la riforma di bankitalia", ora che il pettine si è rotto a forza di districare nodi, ora che il Gazzettino di intercettopoli ci rivela che al telefono si parlavano anche Prodi e Ricucci, c'è spazio per un po' di Gossip: questo irresitibile pezzo a firma Maria Laura Rodotà è cattivo e acido come cattiva ed acida può essere una donna: questo è in fondo quello che io invidio all'altra metà del cielo.


Il salotto perduto delle signore dell’Opa

Dalla moglie di Fazio a quella di Fiorani: le attrici, la Legionaria di Cristo e la casalinga


Per dire: la signora Gloria Sangalli in Fiorani, che non riesce a perdonare il marito finanziariamente svelto, si ritirerà anche per breve tempo in un convento a espiare per interposta persona insieme a Maria Cristina Fazio? Oppure: Anna Falchi diventerà povera? Si darà alle televendite insieme a Luisa Corna, che fu così efficace nella presentazione della Bpi a fianco del Fiorani di cui sopra? Cecilia Bottaro, compagna del non più presidente di Confcommercio Sergio Billè e arredatrice di gran lusso della sua casa nel centro di Roma, verrà avvistata in coda all’Ikea? Sabina Negri-Calderoli, titolare di un mutuo con la banca di Lodi, abbandonerà la carriera artistica per riciclarsi come autista della Rolls da lui regalatagli ora affittabile per matrimoni? E soprattutto: l’eventuale moglie o compagna dell’immobiliarista tricologicamente inquietantissimo Danilo Coppola, ha i capelli pettinati un po’ meglio dei suoi? Al momento la risposta probabile è «no» in quasi tutti i casi (persiste il mistero sul caso Coppola).

Al momento poi le signore di Bancopoli non sono un problema centrale, però sono interessanti. Tutte in qualche modo coinvolte - telefonicamente la signora Fazio, perlomeno dal punto di vista dei consumi vistosi le altre - e tutte aspirazionali. Diversissime le une dalle altre - si va dalla Legionaria di Cristo a colei che in pieno festival di Sanremo disse «sotto la mia gonna succede di tutto» - ma con un punto in comune: «E’ dal tinello che vengono quasi tutte», nota perfida Stefania Miretti sulla Stampa , «e non tutte ce l’hanno fatta ad arrivare al Salotto».

Oddio, che c’è di male a stare in un tinello (avercene, nelle case di oggi). Oddio, il salotto dei poteri forti lo bramavano con molta più avidità i loro compagni. Ri-oddio, le signore di Bancopoli viste finora sono tipi italiani tutt’altro che anomali; non è ancora apparsa una superstar come Pierr di Maria in Poggiolini, quella sì pareva cattiva come una Mangiamorte di Harry Potter. C’è la cattolicissima matriarca che governa il marito burbero e molti figli (Rosati Fazio), mette bocca su tutto, cede a lusinghe e complimenti mondani come un’onorevole Angelina; c’è la quarantenne della provincia ricca che di figli ne ha più comodamente due (Sangalli Fiorani) e quando rimane sola nel villone periferico causa arresto del marito si sente persa come una moglie con chignon da commedia anni Sessanta quando gli portano via Alberto Sordi; c’è la trentenne starlet pneumaticamente avvantaggiata (Falchi Ricucci) neo-sposa del neo-riccone, ed è loquace senza vergogna, tanto da risultare simpaticamente trash . C’è la più complessa e musona moglie del leghista (Negri Calderoli), con velleità di attrice e uno strano matrimonio; più che da Markette , sembra uscita da un noir all’italiana, donna chiave di un delitto nella solita ricca provincia (ce n’è tanta di provincia in questa storia; se poi i lettori di sinistra si imbatteranno in qualche dark lady targata Lega delle cooperative cominceranno a bere di prima mattina leggendo i giornali, si paventa).

E c’è la bella donna più fine del compagno buzzicone (Bottaro) onnipresente nelle foto di feste e nei resoconti di ristoranti sul sito Dagospia (i personaggi di Dagospia son come quelli di Beautiful , vanno tutti allo stesso ristorante). E poi, è un'altra storia ma vabbè, c’è la donna giudice che conduce, con gli altri del pool, l’inchiesta, Clementina Forleo. Quarantunenne pugliese, unica frivolezza segnalata i tacchi a spillo, tosta come sono toste certe donne meridionali che studiano come matte, salgono al Nord, si danno da fare, vengono criticate perché tetragone e/o di brutto carattere. Per le signore di Bancopoli finora nominate è la cattiva. Per gli esperti dei fattacci (Marco Travaglio sull’ Unità ) «anche in questo giro le quote rosa vengono rispettate». Ma in modo tradizionale, in coppia. E’ la «tirannia dell’intimità», direbbe il sociologo americano Richard Sennett, che nel suo « The Fall of the Public Man » sarebbe stato ancora più pessimista avesse saputo dei furbetti del quartierino; il finire a credere insieme in proprie interpretazioni della verità «nel misurare le complessità della realtà sociale». E finanziaria, ahimè. Anche le coppie unite oggi come oggi possono essere un rischio per la nostra stabilità bancaria, viene fuori; e dispiace.




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mercoledì, 28 dicembre 2005

Categoria : investor education, tutela legale, ebook




Un lupo disse a Giove: - Quarche pecora
dice ch’io rubbo troppo … ce vo’ un freno
per impedi’ che inventino ‘ste chiacchiere …-
E Giove je rispose: - Rubba meno. –

Trilussa - 1912

ilpromotorecolori.jpg


IL MANEGGIO DEL DENARO CONTANTE
C’è un’utile postilla alle tecniche di vendita basate sulla furbizia.
Per un promotore finanziario è fatto divieto assoluto di maneggiare denaro contante o titoli assimilati (tipo assegni non intestati o trasferibili), nonché di creare una commistione fra il patrimonio personale e quello di un cliente, eppure una grandissima fetta delle truffe commesse ai danni dei risparmiatori passa attraverso il maneggio del contante.
Dal punto di vista del cliente le motivazioni per preferire questa (oserei dire antiquata) forma di pagamento sono molteplici, ma, salvo poche eccezioni, si possono ricondurre alla categoria del “tientelo per te”. Del resto, in un paese in cui si stima l’evasione fiscale in qualche decina di miliardi di euro per anno, il denaro deve trovare una qualche strada per uscire, di tanto in tanto, a prendere una boccata d’aria.
Una volta c’erano i libretti al portatore, anonimi, asettici, con i tassi di interesse degli anni ottanta erano perfino redditizi, poi i tassi si sono abbassati, qualche strano personaggio si è inventato un normativa antimafia e antiriciclaggio, in molti paesi stranieri è stato tolto il segreto bancario … e allora non resta che rivolgersi ad un promotore con il pelo intorno al cuore e tanto, ma tanto, spazio nello stomaco.
Vediamo un esempio pratico di cosa può succedere quando una o tutte queste regole vengono violate con disinvoltura.
Romeo Cravatta era destinato a fare il promotore finanziario ancor prima di mettere i denti da latte.
I presupposti genetici c’erano tutti: il padre bancario di lungo corso, lo zio, prete, economo della diocesi, persino la madre, casalinga, ma appassionata di economia domestica, che si era guadagnata la stima del condominio ed era stata eletta amministratrice unica di un palazzone di dieci piani, 3 scale, 60 appartamenti e 4 attici.
Quando il fratello maggiore si laureò a pieni voti in scienze bancarie, l’ora segnata dal destino sembrò rintoccare anche sul cielo di casa Cravatta.
Studiare, no, tempo perso.
Entrò in Maneggia Sim con il diploma di maturità scientifica bruciando il fratello Mario sul tempo e riscattando tredici anni di rimbrotti, dei maestri prima e dei professori poi, che gli rimproveravano la bravura e la tenacia di Mario: “lui sì si impegnava…”
E per due anni il riscatto fu continuo: contest vinti, provvigioni stratosferiche, fino ad arrivare alla cognata che ogni tanto rimproverava il fratello per la sua mancanza di iniziativa e spirito imprenditoriale.
Poi …
Poi ci fu una crisi dei mercati snervante, il ragionier Spremuta incoraggiava, pronosticava riprese dei mercati, consigliava di mediare i prezzi. Nino Sidro, l’amministratore delegato che aveva costruito la propria fortuna personale sulle crisi dei mercati, cercava di trasmettere tranquillità e fiducia, evidenziò che “mai nessuna crisi era durata più di tredici mesi”, e che “chi acquistava in quei momenti gettava le basi per diventare ricchissimo”, e infine che “ il prossimo trimestre porterà con sé la ripresa”.
Fatto sta che di trimestri ne passarono altri otto e i clienti, abituati a fare la spesa e a pagare le bollette e la rata del mutuo non ogni due trimestri, ma tutti i giorni o quasi, si cominciarono a spazientire.
Romeo ostentava indifferenza con i clienti e con noi colleghi ma, sotto sotto, la tranquillità era andata a farsi benedire.
Un brutto giorno di mezzo luglio di pieno sole e di caldo seducente, l’ufficio ispettorato inviò in agenzia il responsabile del servizio Claudio Torchio che, messe le tende in ufficio, cominciò a chiamare tutti i clienti di Romeo, uno ad uno.
I tre che avevano sollevato il vespaio, una volta visti i quattrini ritornare al punto di partenza, si tranquillizzarono, gli altri, sprecando prima l’incredulità e poi le imprecazioni, presentarono reclamo.
Alla fine di tre settimane di colloqui si contarono 175 reclami, intervenne la CoNSoB.
Venne a galla che, prendendo per oro colato le indicazioni aziendali, Romeo Cravatta aveva esposto ai mercati azionari anche i clienti che non avrebbero rischiato cento lire a tressette contro il nipotino di quattro anni.
Quando i trimestri cominciarono ad accavallarsi senza che i mercati dessero il minimo segno di ripresa, aveva falsificato i rendiconti da consegnare ai clienti.
Poi, quando qualcuno aveva chiesto indietro quanto risultava dal rendiconto, aveva inventato dei falsi intestatari sui cui conti correnti far girare i soldi di altri ignari clienti (ma anche quelli del padre, della madre e del condominio) per effettuare i rimborsi.
Sempre confidando nel trimestre successivo.
Fu radiato.
Dal provvedimento di radiazione emesso dalla CoNSoB penso sia utile estrapolare quanto segue.
- con nota del 10 settembre 2002 il sig. Cravatta ha presentato le proprie deduzioni, nelle quali non ha negato di aver commesso le irregolarità che gli sono state contestate, ma ha dichiarato che la perdurante crisi del mercato finanziario lo ha indotto a utilizzare le proprie disponibilità per far fronte alle perdite subite dai clienti da lui seguiti. Il promotore ha infatti affermato di aver, negli ultimi due anni, "incassato più di un miliardo di vecchie lire in seguito bonificate o consegnate alla clientela. Quando non ho potuto più far fronte con disponibilità mie o della famiglia ho attinto dalle posizioni dei clienti: speravo che una inversione di tendenza dei mercati mi avrebbe consentito di uscire da quell'inferno. Quando è incominciata a girar voce che mi trovavo in difficoltà economiche, buona parte dei risparmiatori ha preferito chiedere il riscatto delle proprie posizioni: i resoconti falsi rappresentavano il mio impegno personale a farli rientrare delle somme investite" -
“Quell’inferno”.
Tutto sommato fece pena a tutti, aveva creduto fino in fondo alla “filosofia” aziendale fidandosi di quelli che gli apparivano come guru o giù di lì.
L’azienda rifuse tutti i clienti, non per buon cuore, ma perché doveva farlo e sperava di evitare almeno la pubblicità negativa.
Anzi, fino all’ultimo aveva tentato di lavarsene le mani retrodatando di un paio di mesi la rescissione del contratto di agenzia.
Lo stile Maneggia e la filosofia erano salvi anche questa volta.

8 - CONTINUA

leggi il resto del libro




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martedì, 27 dicembre 2005

Categoria : contratto promotori




TEST di Capodanno

cervi

aggiungi una didascalia

la figura rappresenta:

1. A Manager B Promotore C Cliente
2. A Azionisti B Management C Promotore
3. A Cliente B Promotore C Segretaria




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martedì, 27 dicembre 2005

Categoria : filosofia




... beh, son soddisfazioni!!

Dino Zoff

prestigios MCF

il mio mentore (nel settore BLOG & affini) lancia un contest di quelli che mi piacciono: in natura, simbolico e platonico

Ho fatto la mia parte!




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martedì, 27 dicembre 2005

Categoria : contratto promotori




AGGIORNAMENTI

MEDIA INGLESE -4683

nel 2005

promotori cancellati su istanza o per decesso 2322

promotori cancellati per omesso pagamento del contributo di vigilanza 2233

promotori sospesi 80

promotori radiati 48




Postato da Uncas il 11:00
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martedì, 27 dicembre 2005

Categoria : bnl , unipol, consorte




c.d.d.

come dovevasi dimostrare

Se lo dice Epifani ... «Unipol è troppo piccola per scalare Bnl. C'è la tentazione di costruire un centro di potere finanziario a sinistra» ...

Se invece  lo dice Uncas mi chiedo perchè questo blog non si chiami Cassandra.it

E intanto la sinistra è colpita dal complesso del pene ... dopo anni di condanne per il celodurismo modello Bossi, il loro "io ce l'ho diverso, io ce l'ho profumato, io ce l'ho onesto" è messo in crisi da un top manager (anzi fino a ieri IL top manager) che approfitta (legittimamente) di una legge dell'odiato nemico ... e tutti - o quasi - si chiamano fuori ...

Ma allora viene da chiedersi cosa c'entri tutta questa storia con la cooperazione protetta dalla nostra carta costituente: Art. 45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

Forse niente (ma non per documenti pubblicati da dsonline in luglio) ... in ogni caso, per essere propositivi, consiglio alla dirigenza della Lega Coop (dal cui sito è scomparso ogni riferimento alla UNIPOL - pubblictà a parte) di sottoporsi ad una sempice operazione in anestesia locale, facilmente aggirabile ed altrimenti certificabile: qui i riferimenti.

like a virgin




Postato da Uncas il 10:25
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venerdì, 23 dicembre 2005

Categoria :




Buon Natale

Natività - Filippo Lippi

Natività con San Giorgio e San Vincenzo Ferrer
Filippo Lippi e collaboratori (1450 - 1475)




Postato da Uncas il 12:36
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mercoledì, 21 dicembre 2005

Categoria : ricucci




'o scarrafone ...

peter_pan

e 'a Mamma soja

falchi-09settembre.jpg

non pensavo che sarei arrivato a consigliare di leggere certi giornali ... ma sembra che questo pezzo di giornalismo verità sia davvero imperdibile:

Un uomo straordinario, un vulcano, onesto ma pure ingenuo, un Peter Pan finito in qualcosa più grande di lui, vittima della crudeltà del sistema e massacrato dai poteri forti. Questo è Stefano Ricucci: parola della moglie Anna Falchi, che lo racconta un'intervista di Novella Duemila di cui sono stati anticipati alcuni stralci.  (...) «Sono contenta di non essere stata in Italia mentre esplodeva il caso Fiorani & C., così non ho sodomizzato» ...

Il lancio qui, tutto il resto su NOVELLA 2000 in edicola oggi ...




Postato da Uncas il 23:04
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lunedì, 19 dicembre 2005

Categoria : banca ditalia, faziogate




s'è schiodato!!

ora resta da sperare che non abbia contrattato una buonuscita degna dei regali di Fiorani o un incarico da pensionato di lusso.

Di certo non farà come Cincinnato ...

tutti i post di Uncas su Antonio Fazio




Postato da Uncas il 15:52
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