CASTA QUEL CHE COSTI

"bisognerebbe pensare all'ipotesi di un ricongiungimento familiare: per poter permettere il trasferimento delle famiglie ..."
Non sono parole di qualche leader Noglobal preoccupato per i migranti, nè è una frase tratta dai progetti dell'Alto Sindacato per i rifugiati: così parlò Lorenzo Cesa, segretario nazionale UDC e le famiglie per cui sta sacrificando pensiero ed azione politica sono quelle dei Deputati che vivono male la loro condizione di solitudine romana ... al punto di organizzare un festino con tanto di corsa all'ospedale finale ...
Intendiamoci, il deputato brindisino che è andato a puttane nell'estate romana lo ha fatto spendendo i soldi "legittimamente" guadagnati ... con o senza moglie e tre figli, lo avrebbe forse fatto anche a Brindisi, io non sono d'accordo con Diliberto che sfida e rilancia: "Ora voglio proprio vedere come voterà uno beccato a un festino hard, il giorno che voteremo in Parlamento sulla sacralità della famiglia".
Quello che fa schifo èche l'episodio diventi la scusa per chiedere più soldi per il "ricongiungimento familiare" a persone che già ricevono oltre 5mila euro lordi al mese per tenere i rapporti con gli elettori e per viaggiare da e per il luogo di residenza (manco il collegio ...) ed hanno accesso gratis ad ogni forma di trasporto pubblico ...
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
dal sito della Camera dei Deputati -trattamento economico
i furbetti del condominio ...

riporto integralmente l'articolo di DAGOSPIA che fa apparire Ricucci, Coppola & Co. come dei principianti e - in fondo in fondo, parecchio in fondo - ce li rende quasi simpatici ...
A COLPI DI MATTONE - LE PLUSVALENZE SUGLI EDIFICI CEDUTI DALLA PIRELLI RE - GLI AFFARI DI TRONCHETTI E PURI NEGRI - L'OPA SUL FONDO BERENICE RIACCENDE LE CRITICHE DI CONFLITTO DI INTERESSI SUL BUSINESS IMMOBILIARE DEL GRUPPO…
Vittorio Malagutti e Luca Piana per “L’espresso”
Gli impiegati degli uffici di Roma della compagnia aerea Aeroflot forse non se ne sono accorti. Ma il grande edificio di via Bissolati dove ogni giorno si recano al lavoro, a pochi passi dai caffè di via Veneto, da qualche anno è entrato in una delle tante spirali impazzite del boom immobiliare italiano. Dal 2003 a oggi il padrone di casa è cambiato tre volte, con un valore che nei vari passaggi è cresciuto del 60 per cento. E l'escalation non accenna a fermarsi.
|
| (Carlo Puri Negri con Linda Lanzillotta - Foto U.Pizzi) |
|
| (Francesco Gaetano Caltagirone - Foto U.Pizzi) |
|
| (Marco Tronchetti Provera - Foto U.Pizzi) |
memoria

sono uno smemorato inguaribile, fortuna che le cose me le segno ...
"BNL Consorte cerca Cash (...) l'a.d. di Unipol, Giovanni Consorte, è al lavoro per reperire i mezzi per ripagare il debito contratto per la conquista di Bnl. Allo studio c'è anche la cessione di Unipol Banca proprio alla Bnl per poi procedere, in seconda battuta all'integrazione fra le due realtà."
MF - quotidiano dei mercati finanziari - 20 luglio 2005
"il provvedimento non è fatto per proteggere i VIP, le intercettazioni sono piene di NOMI di cittadini ANONIMI"
Mastella Clemente da Ceppaloni Ministro di questa Repubblica 26/9/2006
Forse ha ragione chi auspica un paese NORMALE ...
In un paese NORMALE non sarebbe successo che l'autorità garante del mercato, quella della concorrenza e la Banca centrale, girassero contemporaneamente la testa dall'altra parte mentre i furbetti si spartivano il quariterino ...
In un paese NORMALE non sarebbe successo che politici di destra e di sinistra - in ansia da prestazione per il potere perso da tempo - facessero il tifo al telefono parlando con "banchieri" di destra e di sinistra ...
In un paese NORMALE non succederebbe che il premier - che in tutt'altre faccende dovrebbe essere affaccendato - telefonasse al segretario e al Presidente dei DS per "manifestare solidarietà" (e gli altri? se è vero - e non lo è - quello che dice Mastella Prodi dovrebbe chiamare anche i politici di destra!!) ...
In un paese normale non dovrebbe bastare una richiesta di autorizzazione a procedere (che sarà negata, oh se sarà negata!) per mettere d'accordo il Ministro della Giustizia con l'Associazione Nazionale dei Magistrati, il Presidente della Camera con quello del Senato ...
dall'omino coi baffi alla camicia coi baffi, due lezioni su come si lavora e si produce qualità:

"non sono abituato a comandare ma nemmeno ad obbedire ..."
PROIETTI CONTRO “IL GOLPINO ALL’AMATRICIANA DI COSTANZO”: ‘NON FARÒ PIÙ IL MIO SHOW. NON MI METTO SOTTO LA SUA DIREZIONE ARTISTICA, PIUTTOSTO ME FACCIO FRATE. CI SARÀ INVECE IL SUO MUSICAL CON PLATINETTE E CALISSANO! – E CICCIO BAFFO ANNUNCIA QUERELE’...
1 – L’IMPERO BAFFUTO COLPISCE RUGANTINO…
Marco Castoro per “Italia Oggi”
Anche se ti chiami Gigi Proietti non puoi permetterti di prendere tempo quando davanti a te c'è una richiesta di Maurizio Costanzo. L'uomo coi baffi non si fa aspettare, devi immediatamente trovare spazio al suo musical nel cartellone del Brancaccio. In verità, seppure coi tempi del Ponentino (e dopo averlo tenuto un po' a bagno), Gigi un posto alla nuova creatura di Costanzo l'aveva trovato, in ottobre, ma i contratti non erano stati ancora firmati. Hai la mia parola, aveva detto Gigi. La stessa assicurazione che Proietti aveva ricevuto dal Campidoglio sul rinnovo del contratto d'affitto per il Teatro Brancaccio e sul proseguimento del suo mandato alla direzione artistica, lunga ormai sei anni. Hai la mia parola, gli aveva detto l'assessore Silvio Di Francia, l'uomo che ha preso il posto di Gianni Borgna.
Proietti era addirittura arrivato a proporre di accollarsi la metà dell'affitto (che da anni invece paga per intero il Comune di Roma, circa 700 mila euro l'anno, soldi che incassa la società che gestisce il teatro). Qualche giorno fa pare che i problemi fossero rientrati e che Gigi, forte anche di una promessa di Veltroni (ti faccio fare l'ultima trionfante stagione e poi tutti a casa), avesse strappato un altro anno di contratto. Ancora una volta la fiducia dei politici mi ripagherà, aveva pensato Proietti, memore di quando ottenne dalla Finanziaria del 2003 fondi «straordinari» come teatro d'arte con missione culturale (soldi serviti per ristrutturare uno stabile che cadeva a pezzi).
Ma anche per i politici del Campidoglio le cose cominciano a cambiare, ora che il sindaco Veltroni ha un po' mollato l'osso, avendo altro a cui pensare. E di fatto le parole date valgono come il due di coppe quando regna denari. Dalle parole (mancate) si è passati ai fatti, e in quattro e quattr'otto Proietti si è trovato sfrattato dal suo posto di direttore. Posto che è stato offerto proprio a Maurizio Costanzo (che coincidenza!).
Per l'anchorman del Parioli un'altra tacca sulla cintura. Dopo Mediaset e Sky, Il Messaggero e RadioRai, le consulenze alla Provincia di Roma, alla regione Lazio, alle Poste, gli impegni con l'associazione Voglia di teatro, la gestione del Parioli e ora la direzione artistica del Brancaccio, Maurizio Costanzo è davvero A un passo dal sogno (il titolo del suo musical con Platinette e gli immancabili ragazzi di Amici).
Va pure detto che tra Proietti e Alessandro Longobardi, l'amministratore di L'Avana, la società che gestisce lo stabile del Brancaccio, non c'è mai stato feeling. I due si sopportavano, ma di cose in comune ne avevano davvero poche. Longobardi non ha sopportato la gestione egocentrica di Gigi (faccio tutto io, il teatro è mio) né quella del suo fido Paolo Fraschetti (che si dice gestisse da buon imprenditore edile il teatro come si fa per un cantiere). Peraltro Fraschetti è il marito della sorella di Proietti. Di recente, a quanto pare, nelle riunioni tra Proietti e Longobardi volavano parole grosse. Costanzo, per contro, con Longobardi ha un ottimo rapporto da sempre.
Tuttavia gli incassi del Brancaccio sono stati in questi anni sempre elevati, con addirittura settimane (e non giorni) di repliche per gli spettacoli di Proietti (sempre esauriti).
Sì, è vero che ora Longobardi rinuncerà ai soldi dell'affitto, ma un teatro con delle potenzialità come il Brancaccio può fatturare molto più di 700mila euro l'anno, anche senza Proietti. L'attore romano ha sempre avuto nel cuore lo stabile di via Merulana, la prima direzione artistica risale al 1978, poi nel 1992 con il Laboratorio teatrale, la scuola di recitazione chiusa dall'oggi al domani, proprio nel momento del massimo splendore, quando sfornava talenti a dozzine.
Va detto che tutto ciò che la gallina d'oro Gigi Proietti tocca si trasforma in grandi successi. Anche il Globe Theatre, palcoscenico elisabettiano a Villa Borghese dai cartelloni shakespeariani, registra il tutto esaurito a ogni spettacolo. Ma gli applausi del pubblico a volte non ripagano gli smacchi che si subiscono. Gigi non voleva uscire così da cacciato e silurato, dopo che gli avevano anche chiuso la sua scuola, gli sarebbe bastato l'ultimo anno per affidare la sua creatura con gli onori del caso (come gli aveva promesso l'amico Veltroni).
«È la vecchia storia del cuculo», ha detto Proietti, «quando viene adocchiato un nido fatto bene, ci si mette qualcun altro». Come dargli torto? A Gigi restano le... parole di Di Francia: «Proietti è un patrimonio a cui il Comune di Roma non intende rinunciare». E resta soprattutto il vanto di essere un attore bravo e senza padrini. Forse prenderà il posto di Albertazzi all'Argentina. A Costanzo invece manca solo il ruolo dell'attore. Non a caso prossimamente in una fiction sarà Nero Wolfe. Lui sì che sa risolvere anche i casi più scottanti.
2 - IL GOLPINO ALL’AMATRICIANA DI COSTANZO…
Francesca De Santis per “l’Unità”
…..
Gigi è riuscito a capire cosa è accaduto davvero?
La notizia di ieri è stata un fulmine a ciel sereno, un golpino all’amatriciana. Sono cascato dalle nuvole, a prescindere dal fatto che si tratti di una cosa positiva o negativa. Non potevo proprio immaginare... Quel che so l’ho appreso dai giornali: Costanzo ha dichiarato che assumerà la direzione del Brancaccio e ha ringraziato della proposta inaspettata. Io non credo che sia inaspettata, comunque...
Allora aveva avuto qualche sentore?
Nessun sentore, ma non credo che si tratti di una decisione presa all’ultimo momento. Chi paga l’affitto? E la gestione della sala che costa 4 volte l’affitto?
Secondo lei?
Qualche giornale parla di imprenditori romani.
Appunto.
Costanzo qualche tempo fa dichiarò: “Mi dicono che Proietti fa le bizze”. Ma chi te lo dice? Quali sono le tue fonti?.
Tra l’altro voi due, se non sbaglio, vi siete incontrati di recente.
Ci siamo sentiti. Stavamo “litigando” perché lui aveva uno spettacolo nel cartellone 2007-2008 del Brancaccio che io avrei accettato (ho pensato: il Brancaccio è un teatro popolare con un pubblico fatto anche di ragazzi e nello spettacolo ci sono i ragazzi della De Filippi, oltre a Platinette e Calissano...). Insisteva perché voleva sette settimane ad ottobre-novembre, periodo in cui io avevo già programmato la ripresa del mio spettacolo, per trainare gli abbonamenti. Anche in conseguenza di un suo fax con il quale mi aveva annunciato che entro il 10 aprile, dico aprile, non si fosse risolta la situazione del Brancaccio si sarebbe ritenuto libero di trovare altri spazi teatrali.
Si è liberato, si è preso il tempo per cercare, non ha trovato ed è tornato da noi. Il periodo richiesto come numero di settimane c’era ancora ma le date erano leggermente cambiate. Lui voleva a tutti costi a novembre ed oggi leggo che ora che ha tutti i mesi a disposizione farà slittare il suo spettacolo a fine stagione. Accidenti che gestazione lunga! Ho la sensazione che il suo spettacolo non sia pronto, ma questo può succedere. Quello che lui voleva era che saltasse il mio show per dare spazio al suo. Io non sono abituato a comandare ma nemmeno ad ubbidire. L’arroganza è una cosa che odio.
Crede che Costanzo sia interessato a creare un polo teatrale privato?
Ma quale polo! Magari...Teatro Parioli, Sala Umberto e Brancaccio sarebbero un polo? Sì, il polo Sud!».
Quindi secondo lei non ha alcuna intenzione di espandere il suo interesse verso i teatri romani?
Ma lo farà, se trova soldi lo farà, glielo auguro. Il discorso è quale è il metodo con il quale lo fa, un metodo arrogante e antipatico.
Come immagina la sua direzione al Brancaccio?
Se io sapessi che c’è un teatro che va bene diretto da una persona al quale sta scadendo il contratto ma venisse chiamata un’altra persona, come minimo al posto suo prima di accettare sentirei il vecchio direttore, non direi “accetto con gioia”. Comunque lunedì o martedì occuperemo simbolicamente il teatro, organizzeremo una serata con canzoni e sketch che dovrebbe intitolarsi “Godiamoci gli ultimi istanti del Brancaccio”. Questo teatro è stata una conquista per la città di Roma, sarebbe terribile se dovesse rischiare la chiusura. Il teatro comunque non è un business, può andare bene uno spettacolo ma con il teatro non si diventa ricchi».
3 – “CON COSTANZO? PRIMA MI FACCIO FRATE”…
Emilia Costantini per il “Corriere della Sera”
…Proietti, che nominalmente è direttore artistico del Brancaccio fino al 31 luglio, ieri pomeriggio ha incontrato Veltroni, che dichiara: «È sconcertante. In una notte tutto è stato liquidato senza una telefonata a Gigi o a noi. Ma l'esperienza del Brancaccio continuerà, non importa dove. Nei sei anni della sua direzione artistica, abbiamo dimostrato che si può fare teatro di qualità con grande concorso di pubblico».
Risponde al sindaco Sandro Longobardi, gestore del Brancaccio che ha offerto la direzione a Costanzo: «Abbiamo atteso per un anno la sottoscrizione di un contratto col Comune di Roma (scaduto a dicembre scorso, ndr), ma invano. Stimiamo Proietti, non volevamo né potevamo esonerarlo, visto che con lui non abbiamo rapporti diretti».
Ma Gigi insiste: «Non farò più il mio spettacolo. Non mi metto sotto la direzione artistica di Costanzo, piuttosto me faccio frate. Ci sarà invece il suo musical, che piacerà molto al pubblico, con Platinette e Calissano!». Il musical è «A un passo dal sogno», che l'8 ottobre doveva debuttare al Brancaccio. Solidarietà all'attore dai colleghi. È dispiaciutissimo Banfi e Michele Placido, che col suo nuovo spettacolo era in cartellone al Brancaccio il prossimo inverno. E persino il personale del teatro ha dichiarato, in una nota diffusa ieri in serata, di «affidarsi a tutti gli affezionati spettatori e ai romani tutti per sostenere e caldeggiare la prosecuzione artistica di Gigi Proietti presso il teatro ».
Solidarietà anche dal mondo politico. Attacca Costanzo Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia: «La cacciata di Proietti pone inquietanti interrogativi sulla gestione della cultura teatrale in Italia». A lei si unisce Michele Lo Foco, del Dipartimento Cultura e Spettacolo di FI: «Mentre il pubblico ha riconosciuto nel lavoro di Proietti un progetto di valore, non altrettanto può dirsi per Costanzo al Parioli, teatro ormai marginale». E Costanzo annuncia querele.
da Dagospia 19 Luglio 2007
MILANO, 20 luglio (Reuters) - Bialetti, il global coordinator e Consob stanno lavorando per ovviare a un errore nel prospetto informativo della quotazione in Borsa.
Lo dicono due fonti vicine alla situazione dopo che Altroconsumo, nella giornata in cui si sarebbe dovuta chiudere alle 16,30 l'offerta, in una nota ha fatto sapere di aver inviato una lettera alla Consob, datata 19 luglio, sostenendo che nel prospetto è contenuto un errore sul rapporto prezzo-utili.
Una fonte vicina alla situazione ha detto a Reuters che Bialetti, UniCredit Markets & Investment Banking - coordinatore dell'offerta, responsabile del collocamento per l'offerta pubblica e sponsor - e Consob stanno lavorando "per trovare una soluzione che sia quanto più possibile market friendly".
L'errore nel prospetto, si legge in un comunicato di Altroconsumo, "favorisce l'azienda nel confronto con le società comparabili e concorrenti".
Nel calcolo del rapporto prezzo-utili, sottolinea Altroconsumo, "il prezzo d'offerta è quello di oggi, rapportato all'utile per azione dello scorso anno". Nel frattempo, però, "l'azienda ha frazionato le azioni, dunque un titolo del 2006 corrisponde a quattro di oggi". Altroconsumo chiede alla Consob "che sia fatta rettificare il prima possibile l'informazione, per tutelare i risparmiatori interessati all'offerta", aggiungendo che, "se non vi fossero i tempi tecnici, la Consob dovrà provvedere alla sospensione in via cautelare della sollecitazione all'investimento".
Bialetti dovrebbe emettere un comunicato più tardi.
Il debutto in Borsa del gruppo attivo nella produzione di strumenti di cottura ed elettrodomestici è previsto per il 25 luglio.
Il 18 luglio scorso, una fonte aveva detto a Reuters che l'offerta di Bialetti era già più che coperta.
da Reuters Italia
RUI
con la sola imposizione delle mani posso mungervi giacca e cravatta

Rui è uno di quei nomi magici, una di quelle formule magiche che al confronto BIBBIDIBOBBIDIBU è una carogna ... e SIMSALABIM è una marca di insaccati.
Rui è il Registro Unico delle Imprese per iscriversi al quale l'Istituto Superiore (superiore a chi non si sa ...) di Vigilanza sulle Assicurazioni Private (private ovviamente anche della libertà di fare impresa) ha ottenuto alla fine dello scorso anno che ogni Promotore Finanziario versasse un contributo di 168 euro.
Centesimo più, centesimo meno ognuno di noi ha dovuto sobbarcarsi la spesa, alcuni comuni ci hanno aggiunto altri € 14,86 per rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in bollo di inizio attività ante ottobre 2005 (io col cavolo che gliel'ho data: mi sono avvalso della dicitura "uso tasse" - perchè una tassa stavo pagando - ed ho versato 26 centesimi) e l'Istituto si è sistemato il bilancio con oltre dieci milioni di denaro fresco: una boccata d'ossigeno per le esauste casse dell'Ente ...
In cambio che doveva fare la "Superiore" Entità di "Vigilanza"?
Vigilare? Più di quello che fa adesso? Impossibile chiederlo ...
Ottenere dalle Imprese sottoposte a vigilanza che i premi delle RC auto scendessero a livelli europei?? No, siamo superiori, mica maghi ...
Semplicemente iscrivere i promotori/contribuenti alla sezione "E" del RUI ... Non lo doveva fare subito, no! (ma per pagare bisognava correre) aveva tempo fino al 30 giugno ....
Beh, i miei soldi li han presi e il mio nome sul registro non ci sta ...
e l'ANASF, fedele alla linea, zitta è stata e zitta sta!!
Qui l'articolo di PLUS24 sul decreto Pinza
paria

ieri ho sbroccato, ho scapocciato, ho fatto il marampto, ho dato fuori di testa ... in una parola mi sono inca$$ato abbestia.
Una pratica di mutuo sta ferma da venti giorni in "attesa documenti" (dall'archivio interno dell'intermediario per cui opero) solo che chi deve richiedere i documenti (da Milano) in un primo momento ha "rimbalzato" la questione in Filiale (a Firenze), solo che una volta reimpostata la pratica producendo quanto in possesso del cliente e della Filiale, la richiesta è stata inoltrata all'archivio sbagliato (a Perugia), solo che per sapere che l'archivio sbagliato era sbagliato ci sono dovuto andare di persona (attraversando l'isolato a piedi); solo che prima di andare fisicamente a scoprire che lì i documenti non c'erano, mi sono dovuto sentire minacciare da chi aveva sbagliato archivio: "la procedura è aspettare il corriere ... se vuoi andare vai ... se poi perdi i documenti originali è colpa tua!!"; solo che quando ho comunicato che andavano cercati altrove, l'errante mi ha detto che Caricese (il Consorzio che per conto di quasi tutte le banche italiane archivia su disco ottico i documenti fisici che siamo obbligati a conservare) è "un paese che sta chissà dove" (forse pensava fosse una roba tipo Carugate o Canicattì ...); solo che dietro a tutta 'sta manfrina ci sta un cliente che aspetta di pagare i muratori che gli stanno facendo la casa ... logico che abbia lazato la voce con la malcapitata (una della serie, la più sfortunata, last but not least).
Poi leggo sull' "autorevole" corriere.it la descrizione criptica e straprotetta dalla legge sulla privacy, dell' "attività" di tale "professor M." che va rovinando generazioni di studenti forte del suo essere un "pubblico ufficiale" e, soprattutto, un pubblico dipendente e, perciò, intoccabile come un paria dell'India.
Mi consolo, io non sono ancora stato denunciato dalla collega di Milano a cui ho proposto di ritirare lo stipendio solo dopo che i documenti del mio cliente sono saltati fuori dall'archivio del consorzio CarRCeSe ...
Ma un appello lo voglio fare: a quegli studenti che per un anno ci hanno deliziato con filmati di professori frustrati, di professoresse smutandate, di compagni di classe esibizionisti: di questo "professor M." dateci almeno un nome e un cognome, filmatelo mentre fa le sue "rarissime" lezioni di cucina ... sputtanatelo!!
in cerca di [un diritto di] autore

negli USA il software si può brevettare, in Italia - nei fatti - non si può. E, dunque, se foste un produttore di software, dove vorreste operare? Negli USA od in Italia?
Una sentenza della Corte di Cassazione commentata da Paolo Sassetti
scudi di settore

mi confidava un consigliere regionale umbro, un po' di tempo fa, che era assurdo che una rappresentante umbra di Forza Italia avesse speso 300 milioni per essere eletta a Strasburgo "... e quando li recupera?? Si e no riesci a recuperare qualcosa se spendi 200 milioni ..." (eravamo nel 1995)
Lì compresi che la politca si fa per calcolo, altro che bene comune, il servizio dei cittadini, la ragion di Stato ... sono lì per guadagnare ....
E se capita che nei settori produttivi vengano applicati gli "studi di settore" perchè non farlo anche in politica? Ci hanno provato quelli delle IENE con un servizio con il quale evidenziavano che il 92% dei politici italiani non mettevano in regola il proprio portaborse pur ricevendo oltre 4000 euro al mese per assumerlo e pur avendo l'obbligo - morale prima che giuridico - di farlo.
Oggi tutto cambia: come al solito all'italiana, c'è un reato? Un irregolarità? Si adegua il codce penale o la legge che classifica come irregolare un comportamento talmente diffuso da far sembrare desueta la norma che punisce l'omicidio ... C'è un conflitto di interessi? Si abolisce il conflitto, non gli interessi ... Tinto Brass aveva la vista lunga ...
MA NO??!??!?

Il Sole24Ore intervista il Presidente dell'Antitrust italiana: la notizia è che banche e assicurazioni fanno cartello, lobbie, ai mezzi, la pastetta, aumm aumm ... insomma sono come i ladri di Pisa, litigano di giorno e si mettono d'accordo di notte ...
Tutto questo dovrebbe essere l'esito di un'indagine conoscitiva avviata quasi tre anni fa e che, fra i primi post, fu segnalata in questo blog ...
«A un'Autorità antitrust non deve piacere né la golden share né la poison pill. Il nostro parere è che non ci dovrebbero essere. Poi però bisogna calarsi nella realtà italiana dove la golden share è più diffusa che in altri paesi. E allora è meglio scegliere il male minore: una poison pill limitata ci sembra preferibile a una golden share generalizzata». Antonio Catricalà, 53 anni, da nove mesi alla guida dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sfoglia la sentenza della Corte di giustizia Ue del 2 giugno scorso che ha condannato l'Italia per la legge anti-Edf (sterilizzazione dei diritti di voto di partecipazioni superiori al 2% acquisite da imprese pubbliche con una posizione dominante sul proprio mercato nazionale). E, in questa intervista al «Il Sole-24 Ore», spiega perché la "pillola avvelenata" (aumenti di capitale riservati allo Stato in caso di scalate ostili a imprese di interesse nazionale) inserita da Giulio Tremonti nella legge finanziaria si può considerare compatibile con le norme europee.
GOLDEN SHARE: Con il termine Golden share si indica l'istituto giuridico, di origine britannica, in forza del quale uno Stato, durante un processo di privatizzazione di una impresa pubblica, si riserva poteri speciali che possono essere esercitati dal Governo durante il processo medesimo. Fra questi poteri si segnalano quello di riservare allo Stato stesso un certo quantitativo azionario, nonché quello di nominare un proprio membro nel Consiglio di Amministrazione della società oggetto di privatizzazione che, a differenza degli altri componenti dell'organo di governo dell'impresa, goda di poteri più ampi.
Tale istituto mira a tutelare l'interesse della collettività in quelle società che si occupano di settori di rilevante importanza detti anche public utilities.
La Corte di Giustizia delle Comunità europee ha affermato che l'utilizzo della golden share nelle legislazioni statali può in certe circostanze violare i precetti contenuti nel Trattato CE.
A seguito dell'inizio di una procedura d'infrazione contro l'Italia da parte della Corte di Giustizia delle comunità Europee, il D.l. 10/2007 ha definitivamente abrogato l'art. 2450 c.c., rendendo così illegittimo l'istituto della Golden Share.
POISON PILL: La poison pill, tecnicamente shareholder rights plan, è una di quelle manovre difensive che possono essere adottate dagli amministratori delle società negli Stati Uniti per fronteggiare le cosiddette scalate ostili. La scalata diventa ostile, per l’appunto, quando il board della target non vuole essere rilevato poiché il prezzo offerto per le azioni della propria società è inadeguato, ritenendo sia più profittevole per l’azionista tenersi le azioni anziché offrirle all’acquirente ostile. Le «pillole avvelenate», le cosiddette poison pills diventano popolari negli States durante il periodo di volatilità dei mercati azionari e d’intensificazione delle tecniche di scalate ostili. Quindi, le poison pills costituiscono una parte di un arsenale di manovre difensive, ad eventuali scalate ostili, a disposizione del consiglio d’amministrazione della società bersaglio.
fondi pensione
Si dice che la prima notizia che si dà, nei media informativi, è quella più importante, per questo ha fatto scalpore la decisione della giornalista americana Mika Brzezinski, di non leggere come prima notizia l'ennesimo bollettino sullo stato della carcerata Paris Hilton: ce lo vedete Emilio Fede a non dirci che Silvio Berlusconi è andato a svernare ai Caraibi? O Corradino Mineo a non comunicarci che Walter Veltroni ha inaugurato la pensilina d'attesa tram di Viale GIulio Cesare??
Negli ultimi mesi siamo stati bombardati da una notizia: entro il 30 giugno occorre scegliere "a chi destinare il proprio tfr" ... io non ho di questi problemi, ma risponderei "a me stesso!" logico no??
Eppure l'informazione su questo punto è stata curata da sindacati, banche, assicurazioni, confindustria ... tutti soggetti INTERESSATISSIMI a pilotare la destinazione del TFR.
Oggi emergono particolari inquietanti: per esempio: dove va il TFR se non si opta per i fondi pensione? Che cos'è il fondo tesoreria? E il garante dei Fondi Pensione (Ebbene sì! anche i Fondi Pensione hanno un loro garante) perchè non ha comunicato informazioni esurienti e un po' meno burocratiche di quelle che si rintracciano a fatica sul sito istituzionale?