venerdì, 31 agosto 2007

Categoria : politica, informazione, svendopoli




ESCLUSIVA!

l'articolo de l'Espresso sulle case svendute a politici & Co.

CASA NOSTRA

Premetto che l'inchiesta - in quelli che sono i dati - non è assolutamente rigorosa: si confrontano le mele con le pere, ci sono persone che sono infilate dentro "a comando" ed altri che ne sono stati esclusi.

Andrebbe indicato - semplice farlo - il valore attualizzato rispetto all'acquisto o meglio confrontato con la crescita del mercato nella zona di riferimento. Per molti non si indica la metratura dell'immobile, per altri si indica il valore minimo/massimo di zona all'anno di acquisto e non quello di mercato.

Qui di seguito ho stilato una mia personalissima classifica che va letta con le seguenti avvertenze: a parte la LiCalzi e Veltroni, le metrature sono state attribuite moltiplicando i vani catastali per 20,22 (la media per vano ricavata dagli unici due con i dati completi), le pertinenze non sono state prese in considerazione (ad esempio la terrazza panoramica su Trastevere del senatore Pionati).

Di fatto quello più bravo a "trattare il prezzo" è stato Luciano Violante, che si può affacciare a scelta da uno dei due terrazzi sui fori imperiali ... chissà che smacco per lui essere accostato ai mafiosi ... il più "pollo" è stato Giuliano Ferrara ... ma magari un vano di casa sua corrisponde ad un paio di casa mia ... chissà perchè mi faccio questa idea ...

Nome sconto
Luciano Violante 87%
Francesco Pionati 79%
Raffaele Bonanni 78%
Maura Cossutta 68%
Francesco Forlenza 68%
Franca Chiaramonte 67%
Lamberto Cardia 67%
Marianna Li Calzi 66%
Walter Veltroni 65%
Clemente Mastella 61%
Nicola Mancino 52%
Pierferdinando Casini 51%
Franco Marini 43%
Mario Baccini 41%
Francesco Cossiga 35%
Salvatore Cardinale 30%
Francesco Proietti 4%
Giuliano Ferrara -51%



Postato da Uncas il 14:05
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lunedì, 27 agosto 2007

Categoria : tasse, consiglipergli acquisti




compagni che sbagliano

Ero ufficiale di complemento, fui richiamato in fretta furia a fare un'ispezione, nel 1992 mi pare, perchè l'elegante signore della foto se ne uscì dicendo che "stava oliando i kalashnikov" ...

Ma qualche anno prima, il professor Dallera, alle lezioni di Scienza delle Finanze, mi aveva spiegato che esiste una "curva di sostituzione" fra due beni e servizi e che se Roberta e Anita devono scegliere fra cibo e vestiario, tolta la necessità primaria di vincere il freddo e la fame, posizioneranno le loro scelte lungo una curva che avrà come unica variabile la disponibilità di denaro (anche sotto forma di credito a leggere gli estratti conto di chi chiede i mutui di questi tempi ...)

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Se dunque l'alternativa è fra pagare le tasse piene o pagarle con lo sconto del78% rispetto ai poveri fessi, dovremmo concludere che il più forte fattore che spinge all'evasione è il livello della pressione fiscale: quanto più è grande, tanto più si è disposti a correre il rischio di incorrere nelle "ire" del Fisco: Fisichella docet

quanto al Senatur, con il suo folklore fa francamente tenerezza, ai Soloni che oggi gli fanno la morale vorrei ricordare che quando i loro compagni erranti impugnarono la P38 non lo annunciarono, ma i morti ammazzati ci furono eccome: e gli assassini oggi chiedono la grazia ...




Postato da Uncas il 10:25
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martedì, 21 agosto 2007

Categoria : poste, tutela legale, banco posta




DECRETO Ciampi?
NO GRAZIE!!
Ciampi "Sumerstyle"
con un Decreto dell'allora Ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi (11 novembre 1998, n. 472 - Ministro Ciampi, Guardasigilli Diliberto, Pres. CdM D’Alema - e successivamente modificato con decreto 12 aprile 2000, n.140 - Ministro Amato, Guardasigilli Fassino, Pres. CdM D’Alema) si stabilì che chiunque avesse, anche non continuativamente [per uno o più periodi di tempo complessivamente pari ad almeno tre anni"] svolto attività "di filiale" poteva iscriversi all'Albo dei Promotori Finanziari senza sostenere alcun esame. Bancoposta e molte altri Intermediari ne approfittarono subito (vedi approfondimenti).
Le conseguenze sono tutte contenute nella lettera che segue:

per approfondimenti sul Decreto clicca qui
Lettere a cara ADUC del 2 Agosto 2007
 
Disavventura con Banco Posta
 
Ex titolare (Me l'hanno chiuso loro il conto anche se io gli ho detto di non farlo) del conto nella filiale di Poste Italiane a Baruccana. Il Giorno 19/8/2003, chiedevo al Signor Michele, allora direttore della filiale Poste Italiane a Baruccana, il miglior modo di impegnare i risparmi una buona parte della liquidazione di mio marito che era appena andato in pensione, senza che questi fossero vincolati; e qualora avessi concluso le trattative per acquistare una casa, avevo bisogno che questi risparmi fossero al piu' presto utilizzabili. Il Direttore Signor Michele che gia' mi conosceva, mi tranquillizzava e mi ha assicurato che cosi' sarebbe stato, quindi ho consegnato in Sue mani i risparmi, facendomi firmare il prelievo dal conto corrente. A distanza di circa un mese mi chiama per farmi firmare dei fogli, e mi consegna una copia, unico foglio che ho ricevuto senza spiegazione e dicendomi che tutto era andato bene, quando volevo potevo senza dubbio chiedere a Lui, nello stesso conto facevo accreditare lo stipendio per raggiungere al piu' presto lo scopo prefissato. A distanza di quasi due anni, nel maggio 2005, mi trovo nella necessita' di svincolare i risparmi. Quando presento la mia richiesta, alla Sig. ra Tramontano, sempre nella Posta di Baruccana, questa mi risponde che non possono essere disponibili NON PRIMA DI 10 ANNI + 2. Viene confermato pure dalla Signora Zavattin (Un capetto delle Poste, che mi ha trattato come se fosse l'ultima delle ignorante, dicendomi anche che dovevo saperlo) Lei non poteva fare niente, cosi' era e dovevo rassegnarmi. In questi questi due anni il Signor Michele era stato trasferito in un'altra filiale, che interpellato mi ha detto che sono stati loro a non saper gestire il tutto. Viene interpellata una Responsabile, che mi ripete che non c'e' nulla da fare, che mi hanno consigliato male, che avevo firmato un documento e devo contentarmi!!!!! Avendo gia' versato la caparra per la casa rischiavo di perderla. L'unica soluzione era di vendere quelle quote del fondo INVEST REAL SECURITY sottocosto, e perdere piu' di euro 6.000,00 (Seimila) Cosi' e' stato. Ho scritto a tutti gli enti di Controllo, Postali; bancari ecc. Il Movimento del Cittadino, per aiutarmi nella persona del Suo Avvocato Voleva per cominciare euro 1000,00. Adesso Le Poste mi mandano un modello "Nuova procedura di Conciliazione" Voi Mi Potete Aiutare?????? Oppure devo rivolgermi a... Vi ringrazio, e cordialmente saluti.

Siamo dispiaciuti per la sua disavvenutura, non e' il primo risparmiatore che inciampa sui "consulenti" Banco Posta, fino a ieri collocatori di buoni postali ed addetti alle spedizioni, ed oggi propinatori di fondi immobiliari... La sconsigliamo di affidarsi ai vari "Movimenti Difesa del Cittadino" dove si paga in anticipo per una prestazione di natura incerta. Prima di compilare il modulo di conciliazione, puo' inviarci la relativa documentazione per una parere gratuito e non vincolante.



Postato da Uncas il 16:41
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martedì, 14 agosto 2007

Categoria : politica, pil




il paese dei macachi

siamo il paese delle emergenze: non siamo solo mediamente capaci di gestirle, ma ce le sappiamo creare meglio di chiunque altro:

l'emergenza bagagli facciamo due conti: per smaltire 2000 valige il Ministro dei Trasporti annuncia una "task-force" di 80 lavoratori (25 colli a testa, in un turno di 8 ore fanno poco più di tre bagagli l'ora ...) ma già a marzo ... vedi tabella.

l'emergenza incidenti: QUATTRORUOTE - sempre a marzo - affrontava egregiamente il problema puntando il dito sugli ubriachi in libertà e con la patente ... vedi file qui sotto

TROPPA GRAZIA PER I PIRATI

l'emergenza incendi: “sto cercando di dare ai comuni il supporto satellitare così vedono dove sono le aree però poi i comuni devono mandare i geometri, i tecnici, perché bisogna fare in modo che quell’area risulti registrata e quindi ogni transazione possibile venga bloccata perchè per 15 anni non si può cambiare destinazione d’uso, per 5 anni è impedita ogni edificazione anche nelle aree edificabili” parola di Pecoraro Scanio ... glielo diciamo al Ministro che già nel 2000 ...

e così per ogni altra questione. siamo specializzati nel costruire male le case in zona sismica e nel ricostruirle peggio dopo un terremoto. Siamo bravi a buttar ogni tipo di rifiuto nel nostro bidoncino, ma poi ci lamentiamo se il bidoncione in fondo alla via si riempie troppo velocemente e poi ci incazziamo se la discarica in cima alla collina diventa una montagna e sbrodola nel torrente ...

e così il marchio italiano più conosciuto al mondo - dopo Ferrari - è EMERGENCY ... se queste cose entrassero nel PIL ...

Gennaro Sangiuliano per L’Indipendente

“Permane la situazione di grave carenza di organico, soprattutto per quanto riguarda il personale tecnico e gli ispettori di volo», questa frase dal sapore decisamente profetico è nelle conclusioni del rapporto di vigilanza stilato dalla Corte dei Conti sull’Enac (l’Ente nazionale aviazione civile).

La relazione di controllo sulla gestione finanziaria è del marzo 2007 e le affermazioni profetiche sono più di una: in un altro passaggio la magistratura contabile raccomanda «l’opportunità, ormai urgente ed essenziale, di una maggiore e proficua collaborazione tra ministero dei Trasporti ed Enac». Le censure riguardano la lentezza con cui l’ente promuove i concorsi per la copertura dei posti vacanti e soprattutto la vigilanza.

Al 31 dicembre del 2006 all’Ente nazionale aviazione civile risultano in servizio 1.076 dipendenti. Nell’aprile 2004, quando era iniziata da qualche mese l’era Riggio, il consiglio d’amministrazione auspicò testualmente una «maggiore responsabilizzazione» del personale che, a vedere i risultati, non c’è stata.

Questo piccolo esercito di dipendenti costa oltre 68 milioni di euro l’anno, cifra pari al 54,86 per cento del bilancio. Un altro milione e mezzo se ne va per l’affitto delle sedi romane, più 800mila euro fra illuminazione e riscaldamento. Al presidente dell’Enac, l’ex parlamentare dc, il siciliano Vito Riggio, riconfermato dal governo Prodi, i bilanci riconoscono un compenso di 150mila euro l’anno, mentre ai sei membri del consiglio d’amministrazione vanno 31mila e 700 euro.

Al presidente del collegio sindacale oltre 27mila euro, ai sindaci 23mila 246 euro. Circa 100mila euro per le consulenze, oltre 49mila euro per la partecipazione a convegni, 27mila per le spese di rappresentanza. Tra gli apparati dell’Enac c’è anche un comitato consultivo tecnico economico giuridico e un comitato consultivo degli operatori e degli utenti. Il primo costa circa 173mila euro in compensi.

L’Enac è un ente non economico: una parte consistente del bilancio è assorbita dalla struttura e quello che resta per l’operatività è poco. Con i fondi della legge 155 del 2005 l’Enac ha realizzato solo due interventi per migliorare il controllo bagagli negli aeroporti di Lampedusa e di Pantelleria. Ma è sul tema dei controlli che la Corte dei Conti affonda il bisturi e rileva ritardi .Le ispezioni compiute dopo il disastro bagagli di Fiumicino dovrebbero essere un sistema ordinario capace di tenere sotto pressione i gestori aeroportuali.

Dagospia 09 Agosto 2007




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sabato, 11 agosto 2007

Categoria : viaggiare




melone

TORNO IL 20




Postato da Uncas il 09:23
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giovedì, 09 agosto 2007

Categoria : finanza, informazione, tasse




due + due

mi faccio due conti sulle notizione del giorno ...

il tesorone ...

se si vendessero tutte le riserve auree potremmo diminuire il debito del 2,36% (38 mld di euro / 1609 miliardi di debito ...) ma andremo avanti a parlarne per tutto agosto, e ricordo che Tremonti fece la stessa proposta nel 2004 ma - a parti invertite - fu diffusa la dichiarazione di uno che all'epoca era all'opposizione: «Il ministro Tremonti ha la grave responsabilità politica di portare l'Italia alla bancarotta economica tentando addirittura di mettere mano alle riserve auree della Banca d'Italia», tuonò il deputato Verde Paolo Cento, oggi sottosegretario all'Economia..

Il vero problema del debito pubblico è che ogni punto in percentuale in più ci costa 16miliardi di euro di maggiori interessi l'anno: semmai va rivisto il meccanismo delle Aste dei titoli di Stato (che funziona esattamente al contrario dei rapporti domanda / offerta sui liberi mercati) ... i lingotti di via Nazionale sono pannicelli caldi e se era tanto importante ridurre il debito perchè non si è usato il "tesoretto" invece di dilapidarlo attirando le censure degli organismi internazionali??

Rossi di vergogna

My next bike!

"Sono un suo tifoso ma le tasse sono tasse ..." avrebbe detto il Vice Sostituto Ministro Visco ... la mia prima reazione, invedce, quando ho sentito la notizia è stata schifata e l'ultima cosa che mi è passata per l'anticamenra del cervello è stata la passione sportiva ... peggio ancora quando ho sentito tanti commentatori dire "ma bisogna vedere come si spendono, le tasse!!" Intanto con i 25 milioni [sembra] evasi dal Dottore di tavullia si costruirebbe mezzo polo ospedaliero dell'Umbria ...

Mi sa che comincio a tifare DUCATI e fra mezz'ora vedo la mia commercialista ...




Postato da Uncas il 07:58
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martedì, 07 agosto 2007

Categoria : finanza, bestiario




LICENZIATELI TUTTI!

Una foto di Gisele Bundchen vale più di un piano industriale?

sembra di sì ... e allora tutti gli Amministratori delegati, i Direttori finanziari, i sales support national managers ... che ci stanno a fare??

Mandiamoli a casa! cominciando da ...

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen




Postato da Uncas il 14:03
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lunedì, 06 agosto 2007

Categoria : contratto promotori, promotori finanziari, osservatorio albo




1021

in un solo colpo l'Albo dei Promotori Finanziari perde 1021 iscritti, il saldo da inizio anno totalizza - 2450 unità la proiezione per fine 2007 dice oltre 4000 iscritti persi ...




Postato da Uncas il 13:52
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giovedì, 02 agosto 2007

Categoria : giustizia, alitalia, consob




Ahi,l'alitalia

Il sospetto è che ci possono essere state operazioni di insider trading

La procura indaga sul titolo Alitalia

La procedura è scattata dopo le ultime oscillazioni in Borsa, che sono anche sotto attenzione della Consob

ROMA - La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta sugli alti e bassi registrati dal titolo azionario dell’Alitalia. Gli inquirenti per ora hanno aperto un fascicolo per "atti relativi a...", ma quel che vogliono accertare è se ci sono stati o meno operazioni di insider trading. In particolare si fa riferimento alle "oscillazioni" che sono anche sotto attenzione della Consob, che è stata interessata dagli stessi magistrati di piazzale Clodio.
SOSPETTO DI SPECULAZIONI - Il fascicolo è «atti relativi» ovvero senza indagati, ma l'iniziativa, adottata dal procuratore Giovanni Ferrara, punta ad accertare se vi sia stata attività di insider trading, e speculazione sul titolo che dal 29 giugno al 1 agosto è variato da 0,8175 euro scendendo il 19 luglio, dopo il fallimento della gara, ad un picco negativo di 0,7840, fino a salire il 31 luglio a 0,8895 euro ad azione. La procura intende verificare anche eventuali dichiarazioni fatte alla stampa in concomitanza delle variazioni del titolo.
02 agosto 2007




Postato da Uncas il 17:44
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mercoledì, 01 agosto 2007

Categoria : informazione, contratto promotori




RUMORS

Sembra che una delle principali reti di promotori non aderirà all'Albo consulenti previsto dalla direttiva MIFID.

Sembra che si tratti dell'Intermediario che ha fatto della Consulenza Globale un marchio ragistrato. 

In attesa che Floydmark mi documenti ... beccatevi l'editoriale ADUC sull'argomento

Consulenza finanziaria e nuova direttiva MIFID

Mercoledi' 30 Maggio ho partecipato ad una tavola rotonda a Milano, organizzata dalla Studio Imparato, sul tema: "Consulenza finanziaria e promotori finanziari in Italia: scenari e prospettive professionali alla luce della direttiva Mifid".
La tavola rotonda, coordinata dal Marco Lo Conte (Il Sole 24 ore) era preceduta da una interessante disamina della direttiva curata dall'avv. Luca Zitiello, il quale si e' soffermato sul concetto di consulenza finanziaria identificando alcuni requisiti del servizio di consulenza sul piano giuridico.
La direttiva definisce il servizio di "consulenza in materia di investimenti"come "la prestazione di raccomandazioni personalizzate ad un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell'impresa di investimento, riguardo ad una o piu' operazioni relative a strumenti finanziari" (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 della Direttiva 2004/39/CE).
Sul piano strettamente letterale, quindi, la norma non prevede altri requisiti se non il concetto di "personalizzazione" della raccomandazione. L'avv. Zitiello, giustamente, identificava altri requisiti impliciti fra i quali il fatto che il servizio venga prestato dietro pagamento di un corrispettivo nonche' il fatto che la consulenza sia "oggettiva" e cioe' fornita in assenza di conflitti d'interessi.
"Se io pago per una consulenza" -osservava giustamente l'avv. Zitiello- "mi aspetto che il consulente sia libero di consigliarmi la soluzione per me ideale rispetto a tutte le soluzioni possibili" .
In altre parole, se si paga per una consulenza, ci si aspetta che il consulente ci fornisca suggerimenti senza altri fini che non siano quelli di offrire il consiglio reputato in assoluto il migliore fra tutte le soluzioni praticabili. L'avv. Zitiello ha fatto il seguente semplice esempio. Se si desidera acquistare un televisore e si va in un negozio, si puo' chiedere al commesso quale televisore suggerisca. Non ci aspetta che il commesso ci suggerisca televisori diversi da quelli che lui vende, ovviamente. Se invece, per ipotesi, si volesse pagare un consulente per suggerirci il modello piu' adeguato alle nostre necessita', ci si aspetta che il consulente non abbia alcun interesse (ne' oggettivo, ne' soggettivo) ad indirizzarci verso questo o quel modello.

Le argomentazioni dell'avv. Zitiello (e tutti i giuristi non esageratamente di parte) sembrano talmente frutto del buonsenso da non dover essere neppure troppo dibattute, in realta' buona parte della tavola rotonda alla quale ho partecipato si e' incentrata su questo problema del conflitto d'interessi.
Ha aperto la tavola rotonda l'intervento del dott. Marco Tofanelli, Segretario Generale ASSORETI (l'associazione che raccoglie le reti dei promotori finanziari) il quale ha sostenuto che i promotori finanziari non sono in conflitto d'interessi. Secondo Tofanelli, sarebbe il consiglio a dover essere "indipendente" (e quindi privo di conflitti d'interesse) non il consulente.
Il fatto che un promotore finanziario possa guadagnare di piu' o di meno in base al consiglio che fornisce, per Tofanelli, non e' rilevante.
Parlando dell'artificiosa distinzione che la direttiva ha introdotto (su pressione delle lobby degli intermediari finanziari) fra adeguatezza e appropriatezza ad un certo punto ha detto testualmente "e' un po' una finzione, ma ci permette di lavorare"

L'intervento di Tonelli, per me, e' stato una delle piu' dirette esemplificazioni di come siano vissute le norme in materia d'intermediazione finanziaria dagli operatori che dovrebbero applicare: ovvero una sorta di ostacolo da aggirare.
Gia' da una decina di anni, l'Italia avrebbe una normativa in tema d'intermediazione finanziaria piuttosto evoluta e decisamente protettiva nei confronti degli investitori. Le banche e le SIM, pero', l'hanno costantemente disapplicata sul piano sostanziale (magari cercando di far firmare qualche foglio in piu' ai clienti).
Questa e' la sorte che tocchera' anche alla nuova direttiva MIFID. Gli operatori, gia' da molto tempo, stanno cercando di cambiare tutto affinche' nulla cambi.
Per fortuna, questi soggetti non potranno del tutto evitare che qualche passo avanti venga fatto.




Postato da Uncas il 14:19
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