ESCLUSIVA!

l'articolo de l'Espresso sulle case svendute a politici & Co.
Premetto che l'inchiesta - in quelli che sono i dati - non è assolutamente rigorosa: si confrontano le mele con le pere, ci sono persone che sono infilate dentro "a comando" ed altri che ne sono stati esclusi.
Andrebbe indicato - semplice farlo - il valore attualizzato rispetto all'acquisto o meglio confrontato con la crescita del mercato nella zona di riferimento. Per molti non si indica la metratura dell'immobile, per altri si indica il valore minimo/massimo di zona all'anno di acquisto e non quello di mercato.
Qui di seguito ho stilato una mia personalissima classifica che va letta con le seguenti avvertenze: a parte la LiCalzi e Veltroni, le metrature sono state attribuite moltiplicando i vani catastali per 20,22 (la media per vano ricavata dagli unici due con i dati completi), le pertinenze non sono state prese in considerazione (ad esempio la terrazza panoramica su Trastevere del senatore Pionati).
Di fatto quello più bravo a "trattare il prezzo" è stato Luciano Violante, che si può affacciare a scelta da uno dei due terrazzi sui fori imperiali ... chissà che smacco per lui essere accostato ai mafiosi ... il più "pollo" è stato Giuliano Ferrara ... ma magari un vano di casa sua corrisponde ad un paio di casa mia ... chissà perchè mi faccio questa idea ...
| Nome | sconto |
| Luciano Violante | 87% |
| Francesco Pionati | 79% |
| Raffaele Bonanni | 78% |
| Maura Cossutta | 68% |
| Francesco Forlenza | 68% |
| Franca Chiaramonte | 67% |
| Lamberto Cardia | 67% |
| Marianna Li Calzi | 66% |
| Walter Veltroni | 65% |
| Clemente Mastella | 61% |
| Nicola Mancino | 52% |
| Pierferdinando Casini | 51% |
| Franco Marini | 43% |
| Mario Baccini | 41% |
| Francesco Cossiga | 35% |
| Salvatore Cardinale | 30% |
| Francesco Proietti | 4% |
| Giuliano Ferrara | -51% |
compagni che sbagliano

Ero ufficiale di complemento, fui richiamato in fretta furia a fare un'ispezione, nel 1992 mi pare, perchè l'elegante signore della foto se ne uscì dicendo che "stava oliando i kalashnikov" ...
Ma qualche anno prima, il professor Dallera, alle lezioni di Scienza delle Finanze, mi aveva spiegato che esiste una "curva di sostituzione" fra due beni e servizi e che se Roberta e Anita devono scegliere fra cibo e vestiario, tolta la necessità primaria di vincere il freddo e la fame, posizioneranno le loro scelte lungo una curva che avrà come unica variabile la disponibilità di denaro (anche sotto forma di credito a leggere gli estratti conto di chi chiede i mutui di questi tempi ...)

Se dunque l'alternativa è fra pagare le tasse piene o pagarle con lo sconto del78% rispetto ai poveri fessi, dovremmo concludere che il più forte fattore che spinge all'evasione è il livello della pressione fiscale: quanto più è grande, tanto più si è disposti a correre il rischio di incorrere nelle "ire" del Fisco: Fisichella docet
quanto al Senatur, con il suo folklore fa francamente tenerezza, ai Soloni che oggi gli fanno la morale vorrei ricordare che quando i loro compagni erranti impugnarono la P38 non lo annunciarono, ma i morti ammazzati ci furono eccome: e gli assassini oggi chiedono la grazia ...

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il paese dei macachi

siamo il paese delle emergenze: non siamo solo mediamente capaci di gestirle, ma ce le sappiamo creare meglio di chiunque altro:
l'emergenza bagagli facciamo due conti: per smaltire 2000 valige il Ministro dei Trasporti annuncia una "task-force" di 80 lavoratori (25 colli a testa, in un turno di 8 ore fanno poco più di tre bagagli l'ora ...) ma già a marzo ... vedi tabella.
l'emergenza incidenti: QUATTRORUOTE - sempre a marzo - affrontava egregiamente il problema puntando il dito sugli ubriachi in libertà e con la patente ... vedi file qui sotto

l'emergenza incendi: “sto cercando di dare ai comuni il supporto satellitare così vedono dove sono le aree però poi i comuni devono mandare i geometri, i tecnici, perché bisogna fare in modo che quell’area risulti registrata e quindi ogni transazione possibile venga bloccata perchè per 15 anni non si può cambiare destinazione d’uso, per 5 anni è impedita ogni edificazione anche nelle aree edificabili” parola di Pecoraro Scanio ... glielo diciamo al Ministro che già nel 2000 ...
e così per ogni altra questione. siamo specializzati nel costruire male le case in zona sismica e nel ricostruirle peggio dopo un terremoto. Siamo bravi a buttar ogni tipo di rifiuto nel nostro bidoncino, ma poi ci lamentiamo se il bidoncione in fondo alla via si riempie troppo velocemente e poi ci incazziamo se la discarica in cima alla collina diventa una montagna e sbrodola nel torrente ...
e così il marchio italiano più conosciuto al mondo - dopo Ferrari - è EMERGENCY ... se queste cose entrassero nel PIL ...
TORNO IL 20
due + due
mi faccio due conti sulle notizione del giorno ...
il tesorone ...

se si vendessero tutte le riserve auree potremmo diminuire il debito del 2,36% (38 mld di euro / 1609 miliardi di debito ...) ma andremo avanti a parlarne per tutto agosto, e ricordo che Tremonti fece la stessa proposta nel 2004 ma - a parti invertite - fu diffusa la dichiarazione di uno che all'epoca era all'opposizione: «Il ministro Tremonti ha la grave responsabilità politica di portare l'Italia alla bancarotta economica tentando addirittura di mettere mano alle riserve auree della Banca d'Italia», tuonò il deputato Verde Paolo Cento, oggi sottosegretario all'Economia..
Il vero problema del debito pubblico è che ogni punto in percentuale in più ci costa 16miliardi di euro di maggiori interessi l'anno: semmai va rivisto il meccanismo delle Aste dei titoli di Stato (che funziona esattamente al contrario dei rapporti domanda / offerta sui liberi mercati) ... i lingotti di via Nazionale sono pannicelli caldi e se era tanto importante ridurre il debito perchè non si è usato il "tesoretto" invece di dilapidarlo attirando le censure degli organismi internazionali??
Rossi di vergogna

"Sono un suo tifoso ma le tasse sono tasse ..." avrebbe detto il Vice Sostituto Ministro Visco ... la mia prima reazione, invedce, quando ho sentito la notizia è stata schifata e l'ultima cosa che mi è passata per l'anticamenra del cervello è stata la passione sportiva ... peggio ancora quando ho sentito tanti commentatori dire "ma bisogna vedere come si spendono, le tasse!!" Intanto con i 25 milioni [sembra] evasi dal Dottore di tavullia si costruirebbe mezzo polo ospedaliero dell'Umbria ...
Mi sa che comincio a tifare DUCATI e fra mezz'ora vedo la mia commercialista ...
LICENZIATELI TUTTI!
Una foto di Gisele Bundchen vale più di un piano industriale?
sembra di sì ... e allora tutti gli Amministratori delegati, i Direttori finanziari, i sales support national managers ... che ci stanno a fare??
Mandiamoli a casa! cominciando da ...







in un solo colpo l'Albo dei Promotori Finanziari perde 1021 iscritti, il saldo da inizio anno totalizza - 2450 unità la proiezione per fine 2007 dice oltre 4000 iscritti persi ...
Ahi,l'alitalia
Il sospetto è che ci possono essere state operazioni di insider trading
La procura indaga sul titolo Alitalia
La procedura è scattata dopo le ultime oscillazioni in Borsa, che sono anche sotto attenzione della Consob
ROMA - La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta sugli alti e bassi registrati dal titolo azionario dell’Alitalia. Gli inquirenti per ora hanno aperto un fascicolo per "atti relativi a...", ma quel che vogliono accertare è se ci sono stati o meno operazioni di insider trading. In particolare si fa riferimento alle "oscillazioni" che sono anche sotto attenzione della Consob, che è stata interessata dagli stessi magistrati di piazzale Clodio.
SOSPETTO DI SPECULAZIONI - Il fascicolo è «atti relativi» ovvero senza indagati, ma l'iniziativa, adottata dal procuratore Giovanni Ferrara, punta ad accertare se vi sia stata attività di insider trading, e speculazione sul titolo che dal 29 giugno al 1 agosto è variato da 0,8175 euro scendendo il 19 luglio, dopo il fallimento della gara, ad un picco negativo di 0,7840, fino a salire il 31 luglio a 0,8895 euro ad azione. La procura intende verificare anche eventuali dichiarazioni fatte alla stampa in concomitanza delle variazioni del titolo.
02 agosto 2007
RUMORS

Sembra che una delle principali reti di promotori non aderirà all'Albo consulenti previsto dalla direttiva MIFID.
Sembra che si tratti dell'Intermediario che ha fatto della Consulenza Globale un marchio ragistrato.
In attesa che Floydmark mi documenti ... beccatevi l'editoriale ADUC sull'argomento
Consulenza finanziaria e nuova direttiva MIFID
Mercoledi' 30 Maggio ho partecipato ad una tavola rotonda a Milano, organizzata dalla Studio Imparato, sul tema: "Consulenza finanziaria e promotori finanziari in Italia: scenari e prospettive professionali alla luce della direttiva Mifid".
La tavola rotonda, coordinata dal Marco Lo Conte (Il Sole 24 ore) era preceduta da una interessante disamina della direttiva curata dall'avv. Luca Zitiello, il quale si e' soffermato sul concetto di consulenza finanziaria identificando alcuni requisiti del servizio di consulenza sul piano giuridico.
La direttiva definisce il servizio di "consulenza in materia di investimenti"come "la prestazione di raccomandazioni personalizzate ad un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell'impresa di investimento, riguardo ad una o piu' operazioni relative a strumenti finanziari" (art. 4, paragrafo 1, punto n. 4 della Direttiva 2004/39/CE).
Sul piano strettamente letterale, quindi, la norma non prevede altri requisiti se non il concetto di "personalizzazione" della raccomandazione. L'avv. Zitiello, giustamente, identificava altri requisiti impliciti fra i quali il fatto che il servizio venga prestato dietro pagamento di un corrispettivo nonche' il fatto che la consulenza sia "oggettiva" e cioe' fornita in assenza di conflitti d'interessi.
"Se io pago per una consulenza" -osservava giustamente l'avv. Zitiello- "mi aspetto che il consulente sia libero di consigliarmi la soluzione per me ideale rispetto a tutte le soluzioni possibili" .
In altre parole, se si paga per una consulenza, ci si aspetta che il consulente ci fornisca suggerimenti senza altri fini che non siano quelli di offrire il consiglio reputato in assoluto il migliore fra tutte le soluzioni praticabili. L'avv. Zitiello ha fatto il seguente semplice esempio. Se si desidera acquistare un televisore e si va in un negozio, si puo' chiedere al commesso quale televisore suggerisca. Non ci aspetta che il commesso ci suggerisca televisori diversi da quelli che lui vende, ovviamente. Se invece, per ipotesi, si volesse pagare un consulente per suggerirci il modello piu' adeguato alle nostre necessita', ci si aspetta che il consulente non abbia alcun interesse (ne' oggettivo, ne' soggettivo) ad indirizzarci verso questo o quel modello.
Le argomentazioni dell'avv. Zitiello (e tutti i giuristi non esageratamente di parte) sembrano talmente frutto del buonsenso da non dover essere neppure troppo dibattute, in realta' buona parte della tavola rotonda alla quale ho partecipato si e' incentrata su questo problema del conflitto d'interessi.
Ha aperto la tavola rotonda l'intervento del dott. Marco Tofanelli, Segretario Generale ASSORETI (l'associazione che raccoglie le reti dei promotori finanziari) il quale ha sostenuto che i promotori finanziari non sono in conflitto d'interessi. Secondo Tofanelli, sarebbe il consiglio a dover essere "indipendente" (e quindi privo di conflitti d'interesse) non il consulente.
Il fatto che un promotore finanziario possa guadagnare di piu' o di meno in base al consiglio che fornisce, per Tofanelli, non e' rilevante.
Parlando dell'artificiosa distinzione che la direttiva ha introdotto (su pressione delle lobby degli intermediari finanziari) fra adeguatezza e appropriatezza ad un certo punto ha detto testualmente "e' un po' una finzione, ma ci permette di lavorare"
L'intervento di Tonelli, per me, e' stato una delle piu' dirette esemplificazioni di come siano vissute le norme in materia d'intermediazione finanziaria dagli operatori che dovrebbero applicare: ovvero una sorta di ostacolo da aggirare.
Gia' da una decina di anni, l'Italia avrebbe una normativa in tema d'intermediazione finanziaria piuttosto evoluta e decisamente protettiva nei confronti degli investitori. Le banche e le SIM, pero', l'hanno costantemente disapplicata sul piano sostanziale (magari cercando di far firmare qualche foglio in piu' ai clienti).
Questa e' la sorte che tocchera' anche alla nuova direttiva MIFID. Gli operatori, gia' da molto tempo, stanno cercando di cambiare tutto affinche' nulla cambi.
Per fortuna, questi soggetti non potranno del tutto evitare che qualche passo avanti venga fatto.