venerdì, 29 agosto 2008

Categoria : politica, rutelli, veltroni, partito democratico




Barack & Burattini

B&B

Che ci fanno a Denver i massimi esponenti del PD italiano? Che ci fanno mentre a Firenze l'olio sfrigola e le salamelle sugano? se lo chiedono in tanti, se lo chiede - con un pauperismo indegno di miglior causa - Furio Colombo (che il cognome tradisce di origini genovesi, ed ecco spiegata l'attenzione ai costi ...) : "A Firenze la prima Festa Nazionale del Partito Democratico è dedicata a Bossi, Tremonti, Bondi, Fini, Matteoli, Frattini, Maroni. Praticamente tutto il governo che già domina tutte le televisioni. Prima di giudicare il senso politico c´è da domandarsi, in senso elementare e prepolitico: perché? Una Festa di partito costa, e costa ancora di più per un partito lontano dal potere e dai benefici del potere. Perché il nostro ospite d´onore deve essere Bossi, invece del giovane angolano picchiato a sangue da un branco di ragazzi italiani a Genova? Perché dobbiamo festeggiare Tremonti invece di ascoltare il macchinista delle Ferrovie dello Stato licenziato per avere fatto sapere che il treno Eurostar che stava manovrando, si è spezzato (e per fortuna non c´erano passeggeri)? Perché invitare Maroni invece di Xavian Santino Spinelli, il Rom italiano docente universitario, che rappresenta la sua gente (dunque anche la nostra: i Rom sono in buona parte italiani), ma rappresenta soprattutto i bambini forzati al trauma delle impronte digitali?"

Che ci fanno?

Nella sua involontaria comicità naturale, Rutelli ha abbozzato una spiegazione al TG5 mattutino che suona come una resa incondizionata: "siamo qui perchè se vince Obama, anche l'Europa gli andrà dietro."

E se Obama perde?




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lunedì, 25 agosto 2008

Categoria : alitalia, tronchetti provera




po' esse fero, po' esse piuma

le parole sono pietre, diceva qualcuno, ma a chi ha scelto il nome di "operazione Fenice" per il piano di"salvataggio" di Alitalia sarà venuto in mente il significato di quello che stava scrivendo?

che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo appressa
erba né biada in sua vita non pasce,
ma sol d'incenso lacrime e d'amomo,
e nardo e mirra son l'ultime fasce.

(Inferno XXIV, 107-111)

Insomma nella Mitologia la Fenice muore (fallimento?)

Non si nutre del cibo degli altri (titoli quotati? infatti gli azionisti ignorano da anni utili e dividendi) ma solo di "incenso, lacrime ed amomo" (aumenti di capitale non sottoscritti e tagli dei rami improduttivi?)

Quando poi si legge la lista di chi parteciperà alla cordata (sì, c'è una cordata) si capisce che il meglio della finanza creativa de noantre è stata presa per le palle e costretta a partecipare al salvataggio.

La domanda è: dureranno altri cinquecento giorni??




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giovedì, 21 agosto 2008

Categoria : finanza, profumo, geronzi, mediobanca




una poltrona per due /2

non poteva mancare un seguito ... di sicuro non è la fine!

______________

Paolo Madron per il Sole 24 Ore

I primi giorni d'agosto Cesare Geronzi è partito per la Sardegna con lo stesso stato d'animo del ciclista che, scalata senza troppi patemi l'ultima montagna, s'invola nella trionfale discesa che lo porterà al traguardo. Nella fattispecie, il ritorno di Mediobanca alla governance tradizionale dopo una breve e incerta avventura nel duale, quel sistema che nelle intenzioni di chi lo ha inventato avrebbe dovuto costituire una muraglia (per i manager di piazzetta Cuccia molto cinese, forse troppo) tra gestori e azionisti.

Ebbene, mentre corre in scioltezza verso lo striscione d'arrivo, il corridore Geronzi si ritrova invece a dover fare i conti con una salita imprevista che gli si para davanti. Certo non una montagna, non lo Stelvio o l'Izoard, ma un piccolo quanto ripido colle che aumenta la fatica e rallenta il ritmo della pedalata, un'impuntatura da parte di quei poteri forti che gli sono ostili e da sempre mal soffrono il suo essersi seduto sulla poltrona che fu di Enrico Cuccia.

Il colle si chiama UniCredit, e ha la forma di una lettera in cui si chiede al presidente Dieter Rampl la convocazione del comitato strategico. I giorni buoni indicati per la riunione sono tre: 27 o 29 agosto, 2 settembre. A tutta prima, la si potrebbe leggere come l'indicazione di un ventaglio tale da assicurare in un periodo ancora vacanziero la presenza di tutti e otto i suoi membri. Non è così, e il dettaglio è cruciale: l'aleatorietà delle date è funzionale a quella che la stessa Mediobanca esprime in merito alla convocazione del suo comitato governance. Indiscrezioni parlano di fine mese, ma per ora l'unica cosa sicura è che Geronzi ritorna a Milano lunedì 25, mentre sulle intenzioni degli altri membri (Dieter Rampl, Tarak Ben Ammar, Eugenio Pinto e Marco Tronchetti Provera) poco o nulla si sa, e per altro non è dirimente avere lumi sugli scampoli del loro riposo.

Alla banca di piazza Cordusio, che per inciso è il primo azionista della vicinissima piazzetta Cuccia, sanno che la tecnologia annulla le distanze, ovvero che Geronzi e il resto della compagnia sparsa ai quattro angoli del mondo si possono riunire d'emblée in teleconferenza (del resto una prassi statutariamente ammessa) e decidere modi e scadenze che con l'approvazione dell'assemblea di ottobre riporteranno l'istituto all'antico.

Perciò è tassativo che il comitato strategico di UniCredit si svolga prima del comitato governance di Mediobanca, reale o virtuale che sia, dove Rampl, che in quanto presidente di UniCredit siede in entrambi, si dovrà presentare forte di una posizione formale della banca sull'argomento all'ordine del giorno. Dal capitalismo di relazione a quello di reazione: si studiano le mosse dell'avversario, si seminano false piste, si agisce con prontezza di fronte al precipitare degli eventi in quello che si prefigura un fine agosto di fuoco. Fin qui la pura cronaca calendario alla mano, determinante per capire le mosse dei protagonisti in campo, che ovviamente si porta dietro corposi retroscena.

Tutto è cominciato con alcune dichiarazioni rilasciate da Geronzi a questo giornale venerdì 1 agosto, in particolare un passaggio in cui stigmatizzava il comportamento del suo principale azionista. Il banchiere romano parlava di molte riunioni con i soci dove tutti, compresi i rappresentanti di UniCredit, si dicevano d'accordo nel seppellire il duale. Salvo poi svegliarsi una domenica e «veder stranamente apparire idee diverse, così d'un tratto».

La stilettata, insolita per chi per carattere preferisce la sfumata allusione all'attacco diretto, prendeva di mira l'atteggiamento della banca che nel giro di pochi giorni aveva cambiato inopinatamente posizione. Da "il duale fa male", come del resto fin dal suo apparire sulla scena del diritto societario aveva sempre coerentemente sostenuto Alessandro Profumo, a "il duale è una garanzia della stabilità e della indipendenza dei manager in una situazione, come quella di Mediobanca, in cui il socio UniCredit fa tra i tanti anche un mestiere uguale al suo".

Posizione poi ancora cambiata a favore del ritorno all'antico in una riunione del patto di sindacato cui era presente Rampl, le cui basi erano state gettate la sera prima in una cena a casa di Tronchetti Provera. La decisione del patto consentiva a Geronzi di sventolare l'unanimità, segno rilevante della sua geometrica potenza.

Su quello che è successo dopo ci sono solo indiscrezioni, voci di corridoio, mezze parole ma anche qualche testimonianza. Di certo, si sa che in UniCredit è arrivata l'eco di malumori provenienti dall'interno di Mediobanca che si sono incrociati a quelli che venivano dalla Banca d'Italia, anche se formalmente il governatore Draghi in una telefonata con Geronzi aveva definito l'abbandono del duale come una scelta eccellente.

Un combinato disposto per mettere sull'avviso Profumo del fatto che una così netta vittoria dell'ex presidente di Capitalia fosse uno schiaffo al suo ruolo di azionista di riferimento. Di certo, si sa anche che all'interno della banca di piazza Cordusio alcuni soci hanno storto il naso sulla remissività con cui è stata gestita la vicenda, non tanto nel merito ma nel metodo, perché l'immagine data all'esterno è che fosse il controllato a dettar tempi e regole al controllore. Che, insomma, la banca si sia limitata a seguirne un po' troppo passivamente le mosse.

Di qui la decisione, concretizzatasi con la lettera inviata a Rampl che mira a riaprire il dibattito interno senza però che questo suoni come un capo d'accusa nei confronti di Profumo, di riprendere il bandolo della matassa con un piglio che alcuni dei soci definiscono «attivista».

Al punto, è quello che ora tutti si chiedono, da costringere Geronzi a fare una clamorosa marcia indietro? No, il serrato confronto che sta avvenendo tra le componenti di UniCredit non prefigura scenari di scontro frontale ma di felpata ostruzione. Delle due scuole di pensiero, una, la più soft, è per far pagare pegno a Geronzi, magari costringendolo ad accettare la presenza nel futuro consiglio d'amministrazione dei cinque manager (lui si è detto disponibile a farne entrare tre) che ora compongono il comitato di gestione.

Anche se su quei manager pesa un giudizio d iinsipienza politica per aver ostentatamente trattato dal suo arrivo a piazzetta Cuccia un personaggio della perizia e dello spessore dell'erede di Cuccia come una sorta di ospite indesiderato. La linea hard, invece, è per un rallentamento di tutto il processo, magari facendo slittare di qualche mese la metamorfosi dal duale al tradizionale, da ottobre a giugno, per dare così modo agli oppositori di Geronzi di riorganizzarsi e serrare le fila.

Ma su una cosa dentro UniCredit sono (quasi) tutti d'accordo: bisogna rendere un po' più affannosa la pedalata del banchiere-corridore, fargli capire che la quota di UniCredit in Mediobanca si conta ma anche si pesa, e soprattutto che monistico non è sinonimo di monastico.




Postato da Uncas il 16:13
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mercoledì, 20 agosto 2008

Categoria : informazione




GURU

guru

da MF di oggi:

Lehman Brothers bastonata da Jp Morgan - pagina 3, di spalla "E il guru vede il crack di un big del credito"

Il GURU in questione, segnamocelo a futura memoria, si chiama Kenneth Rogoff e parla dopo che il titolo ha perso l'84,7% rispetto al massimo di $ 85,61 (chiusura del 6/2/2007) e dopo che tutti i principali concorrenti (alla faccia del conflitto di interessi) hanno affondato la lama nei bilanci dissestati del colosso americano. Ma il GURU Rogoff non fa nomi ...

La strategia del giorno - pagina 1 in basso

Credit Suisse diventa - nella sua filiale di Londra - la prima banca specializzata in servizi per i gay ... verrebbe da dire la BANCA DEL BUCO ma mi sa che non è politicamente corretto. Però va sottolineato che l'iniziativa commerciale della banca svizzera viene adottata sulla base del DATO che vede i redditi dei gay mediamente superiori del 25% a quelli dei parigrado eterosessuali - alla faccia delle discriminazioni.

Nuovi Ribot cercasi (sic! forse cercansi ...) per i Ghisa - pagina 4 di spalla

La giunta Moratti spenderà 1,14 milioni di euro per "il noleggio di otto cavalcature" dal 1° novembre 2008 al 31 luglio 2011. Vale a dire che ogni cavallo costerà alla città lombarda € 142.500,oo. Come dire 142 euro e 21 centesimi al giorno (speriamo che biada, sella e briglie siano comprese nel prezzo!).




Postato da Uncas il 14:25
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giovedì, 07 agosto 2008

Categoria :




bye bye

ci si risente dopo il 18!




Postato da Uncas il 10:23
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giovedì, 07 agosto 2008

Categoria : berlusconi, tasse, visco




SALVA VISCO

DAL BLOG DI GABRIELE MASTELLARINI

Con un emendamento dell’ultim’ora introdotto dalla Camera dei Deputati, viene sancita la sanatoria per la diffusione dei dati dei contribuenti avvenuta negli scorsi mesi ad opera dell’Agenzia delle Entrate.

Nel corso della conversione in legge del decreto 112/2008, manovra fiscale estiva, all’articolo 42 sull’accesso agli elenchi dei contribuenti e’ stato aggiunto un apposito comma che, nascondendo il vero fine, da’ il definitivo via libera all’operazione di diffusione dei dati che tante polemiche aveva suscitato. Un po’ come quei contratti scritti in minuscolo, dove nessuno ci capisce nulla ma qualcuno se ne avvantaggia.

Ma andiamo con ordine. Il sito dagospia.com pubblica la seguente lettera.

Caro Dago, ennesima legge “ad personam” approvata dal Parlamento. Tuttavia stavolta non è una “salva premier” che farà gridare allo scandalo i dipietristi dell’Italia dei valori immobiliari e l’Unità, ma una “salva Visco” che entrerà in vigore nel silenzio generale della grande stampa.
Infatti nella manovra d’estate, nel prevedere che nel futuro le liste delle dichiarazioni dei redditi non saranno più esposte alla mercé della curiosità e dell’invidia di amici e vicini di casa, per quanto concerne il passato si prevede una sanatoria “tombale” per lo sputtanamento online (illegale, come ha stabilito il Garante) di Visco e Romano, l’ex strapagatissimo capo delle Entrate.

Cosi’ abbiamo ripreso l’ultima versione della norma ed ecco spuntare il codicillo inserito all’ultimo istante dai parlamentari. Leggete con attenzione:

1-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, relativamente agli elenchi, anche già pubblicati, concernenti i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004, e comunque fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, la consultazione degli elenchi previsti dagli articoli 66-bis, commi secondo e terzo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e 69, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, come da ultimo modificati dal comma 1 del presente articolo, può essere effettuata anche mediante l’utilizzo delle reti di comunicazione elettronica come definite dall’articolo 4, comma 2, lettera c), del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

In maniera piu’ esplicita: non si applicano le nuove disposizioni (che comportano il divieto di pubblicazione con qualsiasi “mezzo”) per gli elenchi dell’anno 2005 anche se diffusi attraverso la rete Internet.

Inciucio?




Postato da Uncas il 10:13
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lunedì, 04 agosto 2008

Categoria : bestiario, mediolanum, azimut




partire dal basso ...

Una volta, una responsabile regionale della rete per cui lavoravo se ne uscì con un'affermazione che, negli intenti, era un bagno di umiltà: "per mia figlia sarei disposta a tutto: perfino a mettermi a fare il promotore finanziario!" Il fatto è che la signora Stringhini - le ultime "news" la danno a capo di una divisione di Azimut - stava parlando ad un consesso di promotori finanziari ... non fu una bella figura!

Allo stesso modo, leggere la [auto]biografia del neo capo della prima (per consistenza) rete di PF italiana fa altrettanto sorridere:

Ecco chi è Massimo Doris
Venerdí 25.07.2008 15:03

Una carriera cominciata dal basso, in barba al nome illustre e a un futuro molto prossimo da amministratore delegato e direttore generale di Banca Mediolanum. Non stupisce affatto la scelta di affidare a Massimo Doris un ruolo importante nella stanza dei bottoni dell'importante banca italiana, soprattutto in considerazione di una carriera ricca di esperienze in varie parti del vecchio continente.

Così come John Elkan anche il figlio di Ennio Doris ha iniziato la propria avventura all'interno del gruppo di famiglia dalle posizioni alla base della piramide gerarchica. Dopo aver conseguito la laurea di Scienze Politiche all'Università Statale di Milano, compie i primi passi nell'azienda di famiglia come componete della squadra che si occupa del controllo della gestione.



Massimo decide di farsi le ossa a Londra, dove in poco  più di un anno e mezzo esercita come assistente alle vendite presso prestigiose banche d'affari: dalla Merril Lynch, alla Ubs, alla Credit Suisse. Fa rientro in sede e una volta superato l'esame di stato di promotore finanziario, entra nel team del marketing su internet di Banca Mediolanum, per poi diventare assistente diretto del direttore generale Edoardo Lombardi.

Nel 2002, assumere la carica di reponsabile della formazione della rete di Promotori finanziari. Nel 2004 arriva la prova più dura: viene designato a capo delle rete nazionale dei consulenti di Banca Mediolanum, una struttura che conta oltre 5 mila persone.

In quegli anni avviene l'exploit di clienti della Banca, anche grazie al fitto e metodico lavoro del team di promotori finanziari coordinato da Massimo. Nel 2005 è l'ora del trasferimento in Spagna con la carica di amministratore delegato di Fibanc, la banca acquistata nel 2002 da Mediolanum come testa di ponte per gli affari della banca in Catalogna.

In Spagna Massimo Doris ha l'occasione di svolgere un'esperienza professionale unica, importante per la sua crescita manageriale e che gli è valsa, considerati i più che apprezzabili risultati del lavoro svolto, la promozione a numero uno del gruppo bancario milanese.




Postato da Uncas il 09:58
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venerdì, 01 agosto 2008

Categoria : consob, osservatorio albo




chi ha sbagliato? Pagliuca?

 

era la domanda di Vujadin Boskov rivolgeva alla panchina dopo una clamorosa cappella del portiere blucerchiato.

Nel caso dell'ultima sessione d'esame da Promotore FInanziario la domanda è: "Chi a sbagliato? Consob?" E' successo, infatti, che l'undici luglio la prova d'esame per l'ammissione all'Albo dei PF sia stata annullata perchè a parte dei candidati sarebbero state consegnate buste contenenti la prova d'esame già utilizzata nel corso della prima sessione 2008.

L'annullamento è stato una conseguenza logica, lo spostamento di oltre due mesi (15 settembre ore 11) una necessità, lo scaricabarile un evitabilissimo teatrino.

Oltre 3000 candidati non hanno potuto fare altro che tornare a casa con la valigetta fra le gambe ... fra il silenzio e l'indifferenza generale ...

Ma qualcuno pagherà mai per le proprie fesserie in questo disastrato paese?

 


 

ALTRE FRASI DI BOSKOV

# Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni.
# Squadra che vince non si cambia.
# Gli allenatori sono come le gonne: un anno vanno di moda le mini, l'anno dopo le metti nell'armadio.
# In campo sembravamo turisti. Con la differenza che per entrare allo stadio non abbiamo pagato il biglietto.
# Io penso che per segnare bisogna tirare in porta.
# Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello! [ad un giornalista che gli aveva detto che il suo Napoli sarebbe retrocesso]
# Meglio perdere 4-0 che perdere 5-0. [al termine di un Inter–Napoli terminato 4-0]
# Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.
# No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area.
# Non si possono prendere quattro gol contro aversari che passano tre volte nostra metà campo.
# Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare.
# Rigore è quando arbitro dà, non quando guardalinee dà.
# Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri.
# Un giocatore con due occhi deve controllare il pallone e con due il giocatore avversario.




Postato da Uncas il 16:11
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venerdì, 01 agosto 2008

Categoria : profumo, geronzi, unicredit, mediobanca




una poltrona per due

che gli sarà saltato in mente ad Alessandro Profumo di salvare Cesare Geronzi quando fu sospeso con sentenza dalla possibilità di esercitare le cariche sociali?

Oggi il Presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca presenta il conto, smantella la Corporate Governance duale e - ingrato fra gli ingrati - morde la mano che gli ha offerto da mangiare.

Il servizio di Ferruccio De Bortoli (che per sintesi riporto nel primo commento) si spinge veramente molto avanti nelle provocazioni ...




Postato da Uncas il 12:29
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