per la serie
due uomini un destino
il campo dei miracoli
"le cerque 'n fonno le merangole"


A dx, colui che sta chiedendo contemporaneamente di abbassare le tasse, alzare le pensioni, ritirare il decreto collegato alla finanziaria che prevede risparmi e tagli di spese inutili, a sinistra l'uomo che restituirà "di tasca sua" ai suoi clienti - che si sono ritrovati un derivato Lehman Brothers vestito da polizza asscurativa senza assicurazione - quanto hanno perso (una cifra equivalente a tutti gli utili 2007 della sua società)
APPROFONDIMENTI: l'intervista "in ginocchio" a Ennio Doris ed alcune considerazioni finanziarie e fiscali
a fare le piadine!!
la didascalia recita: "Giovanna Melandri e Anna Finocchiaro con una militante del Pd" ... la "militante" è Maria Rita Lorenzetti, Presidente, pardon, Governatore, dell'Umbria, già sindaco di Foligno, già deputato per quattro legislature.
Che contavamo poco si sapeva ... ma così ... è da spararsi!!
banca furbetti
Che differenza c'è tra evasione ed elusione fiscale?
a) quella stabilita dal fisco
b) un bravo avvocato
c) due anni di prigione
d) tutte queste cose
Fare l'avvocato fiscalista non centra niente con la "legge, è un gioco.
Gene Hackman - da il Socio di Sidney Pollack

cercate l'articolo inchiesta "lanciato" ieri dai Media del gruppo l'Espresso?
Eccolo, due paginette senza uno straccio di documento per scrivere quello che tutti sanno: a nessuno piace pagare le tasse!
E la differenza fra elusione (pratica legale) ed evasione (reato) sta nel fatto che gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate sono pagati meno degli avvocati fiscalisti ... tutto qui!
E allora, 3,5 miliardi di euro di elusione in 5 anni fanno scandalo più o meno della richiesta di rottamare gli abiti avanzata dal Sistema Moda Italia (comparto che non è ancora toccato dalla crisi)?
Ad Ariccia porchetta parlante

per chiunque abbia trascorso una settimana di vacanza più a sud di Firenze e più a nord di Napoli, è familiare il nome Ariccia: Ariccia (RM) è famosa per la porchetta e per le fraschette, tipiche osterie all'aperto, oltre che per il famigerato ponte di Ariccia e per il seicentesco Palazzo Chigi con la prospiciente Collegiata di Santa Maria Assunta.
Vi risulta che sia famosa l'Università di Ariccia?
Eppure c'è, vi si insegna LOGOPEDIA con l'evidente intento di dar la parola alle porchette.
Cari docenti, ve lo dico in confidenza, certi monumenti alla gastronomia italiana parlano da soli: anzi cantano!!
fuor dai denti, e in riferimento all'azione del Ministro Maria Stella Gelmini, riporto un articolo uscito quasi due anni fa sul Corriere a firma di Rizzo & Stella ... chissà perchè se un Ministro cerca di eliminare uno degli sprechi "scoperti" dagi autori de "LA CASTA" si ritrova tutti i rettori contro?
Il caso della «Sapienza», un gigante con 200 «sedi» sparse in Italia Università, 37 corsi di laurea
con un solo studente Da Bologna a Moncrivello: i casi in tutta Italia. E il numero totale è raddoppiato in 5 anni.
Università, corsi raddoppiati in 5 anni
C'è un Robinson disperso su un'isoletta universitaria di Forlì che non ha neanche un Venerdì con cui parlare: è l'unico iscritto al corso di Scienze della mediazione linguistica. Ma con chi può mediare, se non c'è un selvaggio con cui aprir bocca? Una solitudine da incubo.
La stessa che deve provare l'unico iscritto a Scienze storiche all'Università La Sapienza di Roma (Internet) e l'unico a Ingegneria industriale a Rende e l'unico a Scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino e insomma tutti i solitari frequentatori di 37 corsi universitari sparsi per la penisola. Avete letto bene: ci sono trentasette mini-facoltà con un solo studente. Poi ce ne sono dieci con 2 frequentatori, altre dieci con 3, altre quindici con 4, altre otto con cinque e altre ventitré con 6 giù giù fino a un totale di 323 «universitine» che non arrivano a 15 iscritti. Con alcune situazioni piuttosto curiose. Come quella di Termoli, che come patrono ha San Basso ma accademicamente vola alto: dal sito del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario si può apprendere infatti che i ragazzi della cittadina molisana che non si sentono predisposti ai viaggi, hanno a disposizione non una ma addirittura due possibilità di diventar dottori sotto casa. La prima viene loro offerta dalla facoltà di medicina e chirurgia dell'Ateneo del Molise (29 iscritti), la seconda dalla Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La quale, invogliata dalle nuove normative, è salita ormai a 21 sedi diverse, posizionandosi anche in metropoli quali Guidonia Montecelio (32 iscritti a medicina), Pescopagano (33), Larino (37) e Moncrivello, ridente paesino in provincia di Vercelli con 1.477 abitanti, dei quali 14 decisi a diventare chirurghi, urologi o anestesisti. Un record da dedicare al santuario del Trompone, il cui nome ha una tale assonanza con certi professoroni universitari che il destino, diciamolo, era già prefigurato. Ma un record battuto, appunto, da Termoli. Dove gli iscritti a medicina, versante Cattolica, sono sei.
Meno male: tre maschi e tre femmine. Direte: quanto costeranno, certi atenei in miniatura? Valeva la pena di incoraggiare questa moltiplicazione di pani, pesci e cattedre finendo fatalmente per abbassare il livello medio degli insegnanti, visto che come nel calcio e nella lirica non ci sono abbastanza Totti e abbastanza Pavarotti per tutti gli stadi e tutti i teatri e occorre dunque ricorrere sempre più spesso a brocchi e ronzini? E' quanto cercheremo di spiegare. Partendo da alcuni numeri. Primo fra tutti quello delle università "storiche", italiane. Erano 27, figlie di una tradizione spesso secolare, e sono rimaste tali per un sacco di tempo. Salendo poi lentissimamente, dalla metà degli anni Cinquanta in avanti, fino ad arrivare alla fine del millennio a 41. Bene, da allora (c'è chi dice a causa delle scelte del ministro «rosso» Luigi Berlinguer e a causa di quelle del ministro «azzurro » Letizia Moratti) sono dilagate. Arrivando in una manciata di anni a 78. Più «ospiti» quali l'Università di Malta, più le «private» (sulle quali avremo modo di sorridere), più undici «telematiche» sulle quali esistono dettagli piuttosto curiosi da raccontare. Totale? Quelle col «bollino» sono 94. Ma il caos è ormai tale che la somma totale degli «atenei» veri o presunti (e meno male che qualcuno è stato burocraticamente raso al suolo da Fabio Mussi come quello fondato in una palazzina di Villa San Giovanni da un certo Francesco Ranieri che la dedicò al suo omonimo nonno) è ormai difficile da calcolare. «Evviva!», esulteranno certi liberisti nostrani: tante università, tanta concorrenza. Tanta concorrenza, tanta selezione. Tanta selezione, tante eccellenze. E' vero o no che lo stesso Salvatore Settis, acerrimo nemico della proliferazione, ha scritto che in America le cose chiamate «università» sono circa quattromila e dunque noi abbiamo ancora spazio per altre sei o settecento «atenei»? Verissimo, sulla carta. Non fosse per due dettagli sottolineati dal direttore della Normale di Pisa.
Il primo è che negli Stati Uniti chi non è all'altezza si arrangia: se trova studenti che pagano la retta per andarci bene, sennò chiude. Il secondo è che il titolo di studio, lì, non ha alcun valore legale: hai preso la laurea ad Harvard? Ti assumono tutti. L'hai presa in una pseudo- università allestita da un mestierante senza la biblioteca e senza laboratori e senza docenti di un certo livello? Non ti fila nessuno. Affari tuoi, se ti sei fatto imbrogliare. E non c'è concorso dove possa giocarti una laurea ridicola per accumulare punti in graduatoria e prenderti un posto immeritato. Qui è la prima contraddizione, denunciata da Francesco Giavazzi e Piero Ichino e Roberto Perotti e altri ancora: il via libera alla moltiplicazione degli atenei senza aver prima abolito il valore legale del titolo di studio è un errore fatale. Che toglie risorse, chiedendo una distribuzione a pioggia di stampo clientelare, alle università vere. Quelle serie. Sobrie. Spesso straordinarie. Che ci fanno onore in Italia e all'estero. Che hanno già levato alta la loro protesta. E oggi sono spesso costrette a mettersi in concorrenza coi furboni. E a cedere alla tentazione di aprire in città e paesi e borghi e contrade più o meno vicine nuove facoltà e nuovi corsi di laurea. Meglio: nuovi punti vendita. Basti pensare che questi corsi (per i quali non occorre l'autorizzazione ministeriale) erano 2.444 nel 2000/2001 e alla fine del 2005 erano già schizzati a 5.400. Numero destinato a un successivo incremento (più 861) nonostante, scrive l'ultimo rapporto del Miur, «le raccomandazioni a livello centrale di procedere a una semplificazione dell'offerta». E così, se le Università sono diventate 94, le facoltà sono cresciute fino a 610 e i dipartimenti fino a 1.864 e gli istituti a 319 e i «centri universitari» a vario titolo fino a 1.269. Fino a casi abnormi come quello della «Sapienza». Che da Roma ha alluvionato di sedi e «sedine» tutta l'Italia centrale fino ad avere oltre duecento (chissà se almeno il rettore conosce il numero esatto) indirizzi postali differenti. Dove sono stati coriandolizzati la bellezza di 341 corsi diversi: dall'infermieristica a Bracciano a logopedia ad Ariccia, dalle tecniche di laboratorio biomedico a Pozzilli all'architettura degli interni a Pomezia. Per un totale (professori ordinari e assistenti e ricercatori) di 4.766 docenti. Tutti bravi come Totti? Difficile da credere. Ma certo anche tra di loro c'è chi ama giocare. Come i docenti che hanno organizzato, tempo fa, un «corso di composizione floreale per imparare a realizzare decorazioni di Natale con rametti di pino, candele e bacche colorate». E poi dicono che l'Università italiana non punta sulle specializzazioni...
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella 27 dicembre 2006
fondi sovrani

Ovvio che il nuovo possessore delle chiavi di casa non si accontenterà di fare da comprimario alla prossima assemblea dei soci ma pretenderà un posto in CDA (l'ultima volta che ha messo due soldi in Italia, sappiamo come andò a finire ... a Perugia in particolare ... v. foto a sinistra)
Ovvio poi che il nuovo assetto di Unicredit rimescola le carte e riapre i giochi per una nuova battaglia in Mediobanca dove l'ascia di guerra fra Profumo e Geronzi era stata solo momentaneamente sepolta con l'ingresso di Marina Berlusconi in CDA.
Sembra infatti che Cesare Geronzi, stufo di sentire altri comandare in casa "sua", abbia convinto il dittatore libico ad entrare a gamba tesa su Unicredit.
E il ricordo, in questo caso, va alla frase di Vittorio Gassman nel film "la grande guerra" di Monicelli: "il milanese in fanteria e il romano in fureria" ... sappiamo tutti che finirono entrambi fucilati (da eroi ma fucilati!!).
E a rimesolare il mazzo ci si metta anche la Corte di Cassazione che - le motivazioni ancora sono tutte da leggere - riapre il caso Eurolat per Geronzi, Bianchini Riccadi e Cragnotti.
E a me torna il dubbio più volte accennato: come mai il Promotore Finanziario se indagato viene sospeso dall'Albo mentre il Presidente della mamma di tutte le banche, già condannato ed interdetto dalle cariche sociali continua ad esercitare il suo mandato? I requisiti di onorabilità previsti dal Testo Unico della Finanza non valgono per Cesarone??
col sorcio in bocca
Art. 18 TU Finanza 58/1998
Soggetti
1. L’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi di investimento è riservato alle imprese di investimento e alle banche.
DECRETO-LEGGE 9 ottobre 2008 , n. 155
Misure urgenti per garantire la stabilita' del sistema creditizio e la continuita' nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali.
15 ottobre 2008 da MF
La Consob sta potenziando la propria attività di vigilanza, anche con l'ausilio della Guardia di Finanza, per verificare la corretta applicazione delle recenti disposizioni introdotte per evitare comportamenti speculativi illegali collegati alla crisi dei mercati finanziari.
Domande retoriche:
se "l'esercizio professionale ecc. ecc" è riservato, può essere negato perchè la banca non è più in grado di assicurare liquidità al mercato?
se il Governo e le Istitutzioni sovranazionali assicurano la liquidità al mercato, si può giustificare la "stretta creditizia" con la "mancanza di liquidità"?
E, se sì, non bisognerebbe "ritirare la licenza" a chi non assicura liquidità ai privati e alle imprese?
perchè se il tasso BCE scende l'Euribor sale?
esistono comportamenti speculativi legali?
VERYGOODnews

so che stasera non lo diranno al TG ... e allora la notizia ve la do io:
il BRENT ha fatto un minimo di
$ 71 per barile
fatte le dovute proporzioni il distributore mi dovrebbe dare il gasolio a € 0.80 ... vado a controllare!!
FIGURINE & FIGURACCE


Sono i Senatori Antonio Paravia e Angelo Maria Cicolani (i link rimandano alle loro pagine biografiche in senato.it con tanto di contatto email) i due estensori dell'emendamento che avrebbe impedito a Calisto Tanzi, a Cesare Geronzi, a Sergio Cragnoti, ma anche ad una miriade di amministratori meno famosi di Società e COOPERATIVE di tutti i colori, di andare in galera.
Anna Finocchiaro ha parlato di una ''questione etica'' e di una ''disparita' inaccettabile tra soggetti pagati profumatamente e la vita di migliaia e migliaia di cittadini''. (così ANSA.IT) in verità L'emendamento fu presentato direttamente in aula dai relatori Angelo Cicolani e Antonio Paravia. La votazione si svolse fuori dai riflettori, per alzata di mano. I senatori del Pd non chiesero il voto elettronico e non ci furono interventi contrari. E' però vero che nei giorni precedenti il senatore democratico Felice Casson intervenne in aula per dire che il decreto (non ancora modificato dall'emendamento) conteneva una sorta di "amnistia mascherata". "In realtà se ne erano accorti tutti", racconta il leghista Massimo Garavaglia, che spiega: "Doveva essere solo un'ulteriore tutela per Fantozzi, ma ora di fronte al rischio che per tutelare il commissario di Alitalia vengano tutelati dei delinquenti è ovvio che quella norma verrà stracciata". (così l'Unione Sarda) cioè se ne erano accorti tutti ma speravano che passasse in cavalleria: fortuna che c'è Milena Gabanelli, ultima rappresentante del "QUARTO POTERE" in Italia.

GOODnews

so che stasera non lo diranno al TG ... e allora la notizia ve la do io:
il BRENT ha fatto un minimo di
$ 81,02 per barile
facili previsioni

l'Usuraio - Domenico Failla
In assenza di una seria educazione all'economia domestica, e di una vigilanza reale delle Istituzioni, a chi si rivolgeranno i consumatori abituati al facilissimo accesso al credito, consentito dalle "finanziarie" tanto diffuse in tutt'Italia?