martedì, 16 dicembre 2008
Categoria : truffe, tutela legale, madoff
AZZERAMOLA

Una assoluta connivenza delle autorità di garanzia, è questo lo sfondo della mamma di tutte le truffe. Uno schema criminale vecchio come il cucco - ideato negli anni '20 dall'italo americano Charles Ponzi - e poi è solo un problema di economie di scala: con i saponi si fregano le massaie, con il gasolio si fregano gli agenti di commercio, con i titoli derivati si fregano gli amministratori delegati delle più grandi banche mondiali.
Ma chi avvertì la SEC e l'FBI non fu creduto: perché?
Forse è ora di voltare pagina ed azzerare tutti gli organismi di controllo: "tutti contro tutti" è sempre meglio di questo finto "mercato regolamentato".
Federico Rampini per "la Repubblica"
«C´erano tutti gli indizi di una maxitruffa ma la gente preferì ignorarli, attratta dagli alti rendimenti». Così parlò Karry Markopolos. Fu il primo a confidare alla Sec (l´organo di vigilanza della Borsa americana) i sospetti sullo strano caso di Bernard Maloff, il "genio del male" artefice del crac da 50 miliardi di dollari che fa tremare la finanza mondiale. Attenzione alla data: la denuncia di Markopolos è del 1999.
Ora sappiamo che gli ingenui, disposti a chiudere gli occhi di fronte ai segnali di allarme, non erano piccoli risparmiatori sprovveduti. La lista include il Gotha del capitalismo globale: dal colosso bancario giapponese Nomura alla Royal Bank of Scotland, da Santander ad alcuni fondi esteri Pioneer del gruppo Unicredito. Più il fior fiore degli hedge fund di Wall Street, l´alta società newyorchese, proprietari di squadre di baseball, celebri redditieri che Maloff frequentava in un esclusivo club di golf.
Anche Steven Spielberg o il Nobel per la pace, Elie Wiesel, scrittore romeno sopravvissuto all´Olocausto. E´ l´antica lezione del 1929, che John Kenneth Galbraith racconta ne "Il grande crollo": l´euforia delle bolle speculative rende stupidi anche gli straricchi, i presunti guru dei mercati.
L´inverosimile "affaire Maloff" forse un giorno ispirerà un altro Galbraith, diventerà il simbolo estremo di un´era in cui tutti hanno perso la bussola, ogni regola è stata stravolta, i controlli sono saltati. Da questa storia grottesca non si salva nessuno. I segugi della Sec nel 1999 chiusero le loro indagini rapidamente: tutto regolare.
Nel 2001 un´altra ondata di sospetti su Maloff fu sollevata dalla stampa americana. Inutile. Lui continuava la sua ascesa, culminata con la nomina alla presidenza del Nasdaq. Forse non lo avrebbero mai scoperto. La ricostruzione dell´Fbi lascia esterrefatti: Madoff non è stato smascherato, si è autodenunciato. Ha fatto tutto da solo. Arrivato a fine corsa ha chiamato i due figli - apparentemente estranei all´azienda paterna e anche loro derubati dei loro risparmi - e ha detto semplicemente: «Il mio business è uno schema Ponzi».
Proprio come negli anni ruggenti che precedettero la Grande Depressione. Negli anni Venti l´italoamericano Charles Ponzi rovinò 40.000 risparmiatori con un sistema tipo catena di Sant´Antonio o "piramidi albanesi". Una tipica truffa che garantisce forti guadagni finché affluiscono nuovi investitori, i cui fondi servono a pagare le prime vittime mantenendo l´illusione.
Ponzi nel 1920 venne condannato a cinque anni di galera, ma appena uscito si avventurò in quell´altra fantastica bolla speculativa che fu la corsa ai terreni della Florida: la prova generale del crac del 1929.
Postato da Uncas il 21:52
commenti (1)/ commenti (1)(popup)/ Permalink
martedì, 16 dicembre 2008
Categoria : politica
GRANDI SCADENZE
16/12/2013
come darle torto?
«Adesso, ripensandoci, mi sfugge onestamente il vero motivo per cui non potrei intraprendere la carriera politica. So esprimermi e mastico politica da quando ero una ragazzina, anzi anche prima. Mio padre mi dava il biberon e mi parlava di grandi idealità. Una volta cresciuta, mi portava con lui a manifestare il 25 aprile. Se tra cinque anni la sinistra non avesse ancora alcuna intenzione di candidarmi, io inizierei comunque a pensare a cosa poter fare per questo Paese e in che contesto poterlo fare e comincerei a domandarmi per quale motivo io non possa essere messa in condizione di far questo».
LA BILD HA GIA' PRONTO IL MENABO':


Postato da Uncas il 21:33
commenti / commenti (popup)/ Permalink
venerdì, 12 dicembre 2008
Categoria : finanza, intesa, manager, sanpaolo
moral suasion

il mondo intero si interroga se dietro la crisi attuale ci siano responsabilità del management che ha guidato la finanza mondiale negli ultimi 10 anni, se il livello dell'invadenza che il terziario ha praticato nei confronti dell'industria gonfiandosi come un tacchino, abbia causato una "finanzializzazione" del tessuto produttivo "sano" e le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. In Germania si confiscano le stock option dei managers Siemens in America si contestano i managers di Detroit che si presentano col cappello in mano al congresso USA ma per arrivare usano tre distinti jet privati; il mondo intero si domanda se si possano chiedere sacrifici ai cittadini per salvare il posto a manager che hanno guadagnato cifre vergognose e in Italia si parla di "moral suasion".
Dicesi "moral suasion" il contenuto "X" di una valigetta di buona fattura dove "X" è pari o superiore a 8mln di euro. Tale contenuto viene trasferito da un "moral suasor" ad un "moral suasee" usando bonifici (virtual moral suasion) o del personale addetto (moral suasor's glove). Così, giusto per non dare nell'occhio e non essere confuso con un narcos da quattro soldi.
Quando poi il "moral suasee" è marito di una signora che da giovane militava in un gruppo maoista e da grande ha fatto il deputato del PCI e il Ministro per conto di Prodi, è ovvio che 8 milioni non bastano e quindi si arriva ad una cifra all'incirca doppia. Se poi andando in pensione lascia il posto a qualcuno non sgradito al Cavaliere e che chiude la lunga guerra lombardo-sabauda, allora il piatto si può anche triplicare ...
i particolari nel commento #1
Postato da Uncas il 16:10
commenti (7)/ commenti (7)(popup)/ Permalink
mercoledì, 10 dicembre 2008
Categoria : evasione fiscale
controller

"Nella lotta al contrasto dell’evasione fiscale il ruolo dei Comuni è sempre più fondamentale, ed in tal senso il federalismo fiscale garantirà maggiore efficienza in termini di controlli"
A Riano romano realizzato senza permessi e concessioni edilizie un complesso di 117 edifici costruiti su 16 lottizzazioni abusive per una superficie pari a 131 ettari.
Come lo avranno realizzato il complesso visto che in Comune non hanno visto niente???

Postato da Uncas il 16:27
commenti (2)/ commenti (2)(popup)/ Permalink
mercoledì, 10 dicembre 2008
Categoria : giustizia, investor education, consiglipergli acquisti, patti chiari, lehman brothers
petti chiari

circa cinque anni fa, come tutti i miei colleghi, mi sono dovuto sorbire un paio di DVD sull'iniziativa "Patti Chiari", l'ennesima operazione di revergination messa in atto dagli strateghi degli uffici marketing delle banche.
L'iniziativa apparì da subito demenziale e, quantomeno, malconfezionata: a parte la stupenda Maria Concetta Mattei - voce narrante e testimonial del DVD - la comunicazione aveva come oggetto la solidità bancaria. Non - come dalle intenzioni - un nuovo patto con gli investitori dopo Parmalat, Argentina, MyWay e 4you ...
La massima parte del corso era invece occupata dagli interventi di Presidenti ed Amministratori delegati di banche che "comunicavano" dalle loro poltrone in pelle, dai loro scrivanioni in mogano, con alle spalle dei quadri di Tiziano, del Botticelli, del Parmigianino ...
Ovvio che se le intenzioni erano quelle di comunicare solidità, il messaggio che "passava" era "guarda cosa ci facciamo con i tuoi soldi".
E così, alla prima occasione valida per dimostrare che ci eravamo sbagliati, il consorzio Patti Chiari si chiama fuori dalle responsabilità per aver suggerito fra i titoli "sicuri" le famigerate obbligazioni Lehman Brothers anche mentre i dipendenti della stessa stavano scasando.
Dal 29 ottobre non esiste più la lista di titoli sicuri ed è di ieri la notizia che non verrà sostituita (vedi commenti).
Secondo alcuni questa potrebbe essere un'ammissione implicita che i consigli dati fino al fallimento di Lehman Bros erano quanto meno insensati.
Postato da Uncas il 15:12
commenti (2)/ commenti (2)(popup)/ Permalink
martedì, 09 dicembre 2008
Categoria : bestiario, contratto promotori
non è un mestiere per vecchi

Nel marzo del 2003 - da quando salvo in excel l'albo dei promotori di ogni regione d'Italia - in Umbria eravamo in 1430, età media 39 anni e dieci mesi; oggi siamo in 1131. età media 44 anni e 5 mesi: in quasi 6 anni siamo invecchiati - in media - di quattro e mezzo. E nel frattempo siamo il 21% in meno. Qualcosa non va!
Domani parteciperò al quarto funerale di un collega, il terzo per suicidio!
Per quanto mi riguarda la misura è colma!
Nessuno dirà che si tratta di "morte bianca", non ci saranno bandiere rosse, né applausi fuori dalla chiesa, i "managers" si affretteranno a sterilizzare ogni notizia che possa coinvolgere la "reputation" dell'azienda, per la vedova ci sarà un contentino monetario e per il figlio, forse, un posto di lavoro o una borsa di studio dell'azienda.
Ma nessuno sventolerà bandiere rosse per lui.
Ma se così non fosse, se qualcuno dovesse dirmi che la misura non si colma dei limiti del "sistema", che il significato che anche questa tragedia riveste è nel mistero che conduce ogni giorno ciascuno di noi oltre la fatica che il giorno stesso comporta, lo ascolterei.
Non aspetterei altro.
Ma sono purtroppo certo che domani pomeriggio non si parlerà di questo e ci saranno solo portafogli da spartire e clienti da riassegnare.
Postato da Uncas il 22:25
commenti (8)/ commenti (8)(popup)/ Permalink
venerdì, 05 dicembre 2008
Categoria : giustizia, finanza, bestiario, umbria, perugia, partito democratico, finanza pubblica
tagli

non mi dite che non si può tagliare, non mi dite che non si possono spendere meglio i soldi pubblici, non mi dite che nelle società private tutti si guadagnano gli stipendi che portano a casa a fine mese, non mi dite che chiudere venti uffici periferici di un'azienda e assumere quattro nuovi managers a 15mila euro al mese sono "sacrifici necessari", non mi dite niente anzi, non parlate proprio!!
(...) Non ci sono pregiudiziali etiche: le porte restano sempre aperte per presunti corrotti o tangentisti. Quando al sindaco pd di Perugia Renato Locchi i magistrati hanno chiesto se aveva incontrato un costruttore, finanziatore della sua campagna, poi arrestato per mazzette e scarcerato, lui risponde: "Il fatto che sia stato 50 giorni in cella non significa che non possa continuare a svolgere il suo lavoro". Anche a Trento la presunzione di innocenza ha un sapore beffardo. Prima delle elezioni un'inchiesta ha coinvolto i vertici dell'Autostrada A22, ipotizzando reati bipartisan: c'era un uomo di Forza Italia ma anche il presidente Silvano Grisenti, legatissimo al governatore pd della Provincia, Lorenzo Dellai.
(...) Il sindaco di Perugia nello stesso verbale in cui difendeva la presunzione di innocenza del costruttore inquisito, parla delle sue frequentazioni con Carlo Carini, il re dell'asfalto. Nello scorso maggio Carini è finito in manette assieme ad altri 30 tra impresari e funzionari di Regione, Provincia e di alcuni comuni. Tre assessori provinciali hanno presentato le dimissioni, subito respinte. Le intercettazioni hanno fatto emergere una cupola che dominava i lavori stradali e che si compiaceva di usare il lessico mafioso: "Sì, sono il capo dei capi". Nessuno ha collaborato, l'istruttoria non è arrivata ai piani alti: è rimasta una storia di geometri. Almeno per ora.
da L'Espresso il resto nel primo commento
Postato da Uncas il 15:15
commenti (1)/ commenti (1)(popup)/ Permalink