mercoledì, 29 aprile 2009

Categoria : finanza, bestiario, inflazione, vedoprevedostravedo, obama




sulla cassa del morto ...

Non esiste sistema più potente e sicuro per distruggere alle fondamenta una società che destabilizzarne la moneta. Nel corso di questo processo tutte le forze nascoste della legge economica vengono attivate in senso distruttivo e in un modo che neppure una persona su un milione è in grado di diagnosticare.

John Maynard Keynes

Tagliato il traguardo dei 100 giorni, l'amministrazione Obama raccoglie i fiori e l'incenso diffusi dai suoi sostenitori. Poche le voci fuori dal coro.

Non volendo passare per gufo a tutti i costi, ma nemmeno per allineato per definizione, mi limito ad osservare che: l'amministrazione Obama ha immesso - in buona compagnia con il Governo britannico ed altri, una quantità incredibile di moneta sul mercato a fronte dell'incasso di pacchetti di titoli (azionari od obbligazionari) dal valore prossimo a zero. Da questa scelta si è dissociato il governo tedesco, forse memore di una inflazione - 1914/'24 - che aveva portato a sovrastampare i francobolli fino a valori di miliardi di marchi ...

weimar

Inoltre le aziende - soprattutto nel settore finanza - sono tuttora condotte da chi le ha trascinate in fondo al baratro, senza che si sia corretto in alcun modo l'insieme delle regole prudenziali che non hanno funzionato.

Ultimo, ma non per importanza, i titoli derivati che - usati contronatura hanno amplificato con una leva virtuale i guasti reali del mercato - non sono stati ricondotti sotto il controllo di un'autorità internazionale e di un'unica borsa valori.

I rischi di un'inflazione a due cifre nel medio periodo restano altissimi.




Postato da Uncas il 13:46
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lunedì, 27 aprile 2009

Categoria : politica, pubblicità, umbria, perugia




tits&ass

Diciamolo, il binomio gnocca e cervello non è mai andato di moda sulla scena politica italiana prima dell'arrivo di Vittorio Sgarbi. Quando il buon critico d'arte riuscì a sdoganare la pornostar Milly D'Abbraccio, le belle donne tirarono un sospiro di sollievo: "non dobbiamo più dimostrare ogni minuto di non aver fatto carriera solo grazie a tits&ass" ...

Poi arrivò Annozero, con il famoso fuorionda "gnocca senza testa ..." rivolto a Rula Jebreal e lo stereotipo "belle = stupide" e "intelligenti = brutte" si è di nuovo fatto strada ai danni delle donne.

La cosa strana è che non sia speculare la situazione anche quando la prova provata di tronisti e secchioni, potrebbe portare sul banco degli imputati i vari Costantini che infestano il video.

donnaquesta è la rappresentazione del talento, della bellezza e del merito nella campagna elettorale di un noto candidato alla poltrona di primo cittadino nella mia città ... secondo voi di che partito è??




Postato da Uncas il 15:33
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martedì, 21 aprile 2009

Categoria : politica, referendum, umbria, lorenzetti




si fa presto a dire ... Election Day

Maria Rita Lorenzetti

oggi hanno tutti le idee chiare: i Democratici lo vogliono per dimostrare che loro sono risparmiosi (ma non erano quelli del Governo con 102 fra ministri e sottosegretari?), Berlusconi lo vorrebbe per tagliare le unghie alla Lega in vista delle nomine RAI ed Expo 2015, molti lo vorrebbero rinviare per aver tempo di fare una nuova "porcata", l'IDV si fa paladina della legalità al grido di "mi manda Mautone!" ...

Di fatto TUTTI se ne fregano dei terremotati, del bilancio dello stato e dell'Istituto del Referendum ma, soprattuto, del fatto che la sovranità appartiene al popolo.

Chi segue da vicino questo blog sa che nel 2005 furono raccolte delle firme per un referendum popolare in Umbria: il tema era il dimezzamento dell'indennità dei Consiglieri regionali. Fu impedito di celebrarlo prima per decisione della Giunta Regionale di Centrosinistra che sostenne che l'election day poteva  "distogliere l'attenzione dell'elettorato su tematiche proprie della campagna elettorale" (si votava per le amministrative a Bettona, Cascia, Deruta, Monteleone di Spoleto, Todi, Valtopina Attigliano, Narni e Parrano, il 7% degli abitanti dell'Umbria) poi si fece una leggina che modificava la legge oggetto di consultazione popolare (ma non dimezzava l'indennità) infine all'UNANIMITA' (DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE 19 giugno 2007, n. 164) i Consiglieri decisero che il Referendum fissato (ma per finta) per l'11 novembre 2007 non si sarebbe più celebrato.

Ora vallo a dire a Franceschini ...




Postato da Uncas il 22:40
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martedì, 21 aprile 2009

Categoria : finanza, mutui, consiglipergli acquisti, tutela previdenziale




ritenzione di liquidi

cox&forkum

Sembra che alcune banche - avare o addirittura fuori dal mercato degli impieghi solo 6 mesi fa - si ritrovino improvvisamente parecchio denaro da impiegare in mutui alle famiglie, crediti alle imprese, affaretti e affarucci immobiliari e scalate.

Torna di moda l'M&A (mergers and acquisitions) ma dietro l'angolo si nasconde un rischio molto ben rappresentato dalla vignetta di Cox & Forkum.

Gli "aiuti" di stato - che per ora hanno salvato poltrona e camicia di molti managers di qua e di là dall'Atlantico - hanno inquinato pesantemente il mercato. Questo, insieme al prezzo del denaro irragionevolmente basso, potrà spingere l'inlfazione al primo segnale di ripresa.

In questo caso i "debiti di Stato" contratti stampando moneta ed emettendo titoli del debito pubblico, potrebbero diventare il macigno da far trascinare all'amministrazione Obama. Cosa che nessuno di noi si augura.




Postato da Uncas il 11:48
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lunedì, 20 aprile 2009

Categoria : politica, informazione




400 milioni

Come nasce una notizia?? Da una decina di giorni in Italia si potrebbe anche radere al suolo il Colosseo, ma LA NOTIZIA sarebbe comunque il risparmio derivante dall'accorpamento dell'Election Day.

E' un argomento usato DA TUTTI: da Franceschini che incalza il Governo con la "scusa" del terremoto, da Berlusconi che incalza la Lega con la velata accusa di essere diventati peggio di Roma Sprecona.

Ma, visto che ne parliamo, come esce fuori il conto di 400 milioni??

Italia Oggi, il quotidiano economico diretto da Franco Bechis ha smontato la tesi dei 400 milioni di euro, frutto di uno studio del febbraio scorso degli economisti della Voce.info. Secondo Franco Bechis andare a votare il referendum il 21 giugno insieme ai ballottaggi delle amministrative costerà 100 milioni di euro. L’analisi di Bechis si basa proprio sullo studio degli economisti della Voce.info: nei 400 milioni calcolati – spiega Bechis – ci sono 200 milioni di euro riferiti a “costi indiretti”. Di questi 127 milioni di euro vengono indicati come il costo della passeggiata che ogni elettore dovrà fare per recarsi ai seggi due volte invece di una.

“Gli economisti sostengono che andare al seggio due volte significa sprecare una mezz’ora in più per ogni italiano - spiega Bechis - e quella mezz’ora vale 3,15 euro, cioè la metà del salario medio orario di un italiano calcolato dall’Istat (6,3 euro). Moltiplicata quella cifra per tutti gli italiani cha hanno votato alle ultime politiche si arriva proprio a 127 milioni di euro. Ora è chiaro – osserva Bechis – come questa sia puro esercizio della fantasia: il tempo sarà denaro ma non lo spendono le casse dello Stato. Poi alle europee di solito si vota molto meno che alle politiche, e quindi persino il calcolo di fantasia è fatto un po’ a spanne”. Sotto la scure del direttore di Italia Oggi finisce anche un altra “perla” degli economisti: 37 milioni di euro di costi indiretti deriverebbero dalle spese sostenute dalle famiglie. Come? Perché con le scuole occupate dai seggi molte scuole sarebbe chiuse di lunedì e quindi dei tre milioni di famiglie con almeno un figlio alle elementari e medie il 33 per cento lavora e non ha i nonni quindi per andare a votare dovrebbe pagare una baby sitter. Premesso che anche in questo caso non si tratta di un costo pubblico ma privato, Bechis osserva: “A nessuno è venuto in mente che ogni anno a quella data (il 21 giugno, ndr) l’hanno scolastico è già terminato? Invece accorpando al 7 giugno il referendum gli scrutatori dovranno lavorare sicuramente oltre al lunedì anche il martedì”. La stessa ragione per cui, spiega Bechis, è “del tutto virtuale” anche la voce di altri 37 milioni calcolata sulla mancata produttività dei presidenti di seggio e scrutatori che avendo quell’impegno sono esentati dal lavoro.




Postato da Uncas il 09:42
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mercoledì, 15 aprile 2009

Categoria :




c'en più cani che gatti

ieri sono andato ad asparagi: in una zona di solito piena non ne trovavo nemmeno uno e intanto una vecchina stava cogliendo l'erba campagnola disdegnata dai tanti appassionati di rucola e insalata gentile ...

Deluso dalla sconsolante raccolta, mi sono fermato a far due chiacchiere e mi sono sentito dire un proverbio perugino: "'l mi cocco: ieri di qui c'eron più cani che gatti!" nel senso che c'erano più cacciatori che prede, più raccoglitori che asparagi.

Così Tremonti con il suo osceno annuncio di destinare il 5 per mille al terrremoto d'Abruzzo ha di fatto - salvo marce indietro molto probabili - annunciato la statalizzazione di un contributo su cui molte organizzazioni no-profit fanno conto per tirare avanti.

La destinazione del 5x1000 sarebbe fatta a scapito della attuale destinazione che copre anche enti già attivi nelle tendopoli: Croce Rossa, Caritas, Banco Alimentare, oltre a varie Associazioni d'Arma e Onlus..

Io penso che Tremonti farà un rapidissimo dietrofront, ma se così non fosse ci sarà battaglila!!




Postato da Uncas il 14:32
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mercoledì, 15 aprile 2009

Categoria :




Giustizia ferma al palo

il giudice di "The Wall"

il Giudice dell'udienza Preliminare del Tribunale di Bari, Anna de Palo, avrà avuto i suoi buoni motivi, ha fatto carriera, nel frattempo, ha fatto le ferie, nel frattempo, magari avrà avuto qualche giorno di malattia, nel frattempo, o qualche incarico esterno o qualche inaugurazione dell'anno giudiziario o qualche convegno a cui partecipare, tutto nel frattempo ...

ma oggi, nel frattempo, verranno scarcerati 22 pericolosi trafficanti di droga, alcuni condannati a più di dieci anni di reclusione, la polizia è allertata, i mafiosi ringraziano!!




Postato da Uncas il 12:33
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martedì, 14 aprile 2009

Categoria : abruzzo, terremoto




non tutto è caduto

(Simeone)

questa nella foto è una casa di Onna, paese che nessuno di noi conosceva fino a 10 giorni fa, è una casa sostanzialmente intatta, è in piedi, chi vi dormiva è stato svegliato dal tremito e dal rumore, ma non dal crollo del tetto e, cosa più importante, non è morto!

Adesso che tutti i geometri, ingegneri ed architetti del'Abruzzo (e dell'Italia intera) si stanno accaparrando i sopralluoghi in emergenza, certi che, come accadde in Umbria, se hai fatto il sopralluogo poi fai i calcoli, poi fai li progetto per i puntelli, per i ponteggi, per ricostrire ...

una proposta semplice: vediamo le case, le scuole, gli ospedali che sono rimasti in piedi da chi sono stati progettati e diamo gli incarichi solo a loro!!

Non ci vuole tanto ...




Postato da Uncas il 14:38
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martedì, 14 aprile 2009

Categoria : finanza, bestiario, sindacati, tutela legale, parlacomemagni, consiglipergli acquisti




yb

Approdano sul web le beghe interne di una Banca Italiana ... forse si apre una nuova fase per i piccoli azionisti italiani?

Già, perché con la riforma entrata in vigore nel 2003, agli azionisti di una Spa quotata dovrebbe esser data la possibilità di intervenire all'assemblea anche in videoconferenza e di esprimere il proprio voto anche per corrispondenza.

Questo sarebbe auspicabile, soprattutto a fronte di calendari delle assemblee societarie che si svolgono nell'arco di pochi giorni o, nella stessa giornata, in città distanti parecchie centinania di chilometri.

Giusto per fare un esempio un azionista che volesse essere presente alle assemblee di Unipol, Alleanza ed Espresso, dovrebbe munirsi di un jet privato e spostarsi, nel giro di un paio d'ore, da Bologna a Milano a Roma il prossimo 22 aprile ...

Quindi l'affermazione di un nuovo media non può che essere salutata con speranza e soddisfazione ... ma senza ingenuità: il che mi porta a domandarmi se avremmo mai potuto sentire affermazioni  del tipo "Le assunzioni sono un po’ taroccate" fatte da Roberto Mazzotta quando era incontrastato Presidente della Cariplo (lo chiamavano Napoleone) ...




Postato da Uncas il 13:26
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giovedì, 09 aprile 2009

Categoria :




BUONA PASQUA

di Marco Lucchini* 

Sono appena rientrato dalla visita ai luoghi terremotati dell'Abruzzo e sto pensando a cosa racconterò a casa di questo viaggio, non programmato. Ripensando a quello che ho visto cerco di mettere ordine tra i pensieri per poter raccontare quello che in questi giorni sicuramente in televisione non si è visto, nonostante lo spiegamento di giornalisti presenti.

Ero stato invitato in Abruzzo dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e pur avendo visto solo un piccolo spaccato del dramma che si sta compiendo, credo che i tre incontri che sto per raccontare , imprevisti dal programma della visita, descrivano bene quello quello che le vittime del terremoto stanno vivendo.

La meta fissata era Onna, l'epicentro del sisma, un paesino poco lontano da L'Aquila, con circa 400 abitanti, fino a domenica sera, oggi ne conta 40 in meno.

Lo scopo della visita del ministro era quello di rendersi conto da vicino dei danni subiti dalle aziende agricole locali e dalle famiglie che le conducono per capire quali interventi programmare. Mentre ci avvicinavamo alla prima di queste aziende ho ricevuto una telefonata che mi ha costretto a rallentare il passo e poi a fermarmi. Finita la conversazione vedo che la strada che porta all’azienda agricola è stata bloccata dai vigili del fuoco perché le case che la costeggiano sono pericolanti, così, non potendo proseguire, sono obbligato ad aspettare il ritorno della delegazione. Nello stesso istante scorgo al mio fianco un ometto, di circa 70 anni, immobile che fissa la casa di fronte. E’ zitto, gli occhi sembrano ripassare il film della sua storia, della storia della sua famiglia che improvvisamente si era interrotta, come se la pellicola fosse uscita dal binario per alcuni minuti, pochi, ma sufficienti per stravolgerne la trama. Anche se l’uomo non parla sento dentro di me echeggiare la sua voce che chiede «perché?», e non trova risposta.

Riaggregatomi al gruppo ci incamminiamo per visitare la tendopoli. Da una parte tanti volontari che si prodigano a montare le tende e ad allestire il minimo necessario per renderle accoglienti. Subito viene da pensare che almeno così gli sfollati avranno un riparo, poi però ti rendi conto che la maggior parte della popolazione anziana su quelle brandine militari non sarebbe mai riuscita a distendersi… In queste notti poi lo sbalzo termico è elevato: di notte si arriva a zero gradi e dentro le tende si forma una condensa che rende il tutto ancora più invivibile.

Tra le persone anziane scorgo una donna, seduta davanti a una tenda, che fa giocare una bambina. Magari non è neppure sua parente, probabilmente lasciata alle sue cure da una giovane madre occupata in faccende più gravi. Improvvisamente esce da un'altra tenda una ragazza di circa 25 anni, che inizia a protestare, e in breve tempo le proteste diventano insulti, verso tutti, per le inefficienze che a suo dire si riscontrano. La voce si fa talmente alta che altre donne che la sentono si uniscono a lei. Mi veniva naturale guardare l’anziana che curava la bambina e la giovane che protestava: era evidente che una delle due stonava. Ma chi? Mi ha aiutato a capirlo un'altra donna, anche lei sfollata, medico del paese: la prima cosa che ha detto al ministro è stata: «Grazie. Ringrazi tutti quelli che ci stanno aiutando, alcune cose si potevano organizzare meglio, ma questo è il tempo in cui ciascuno deve dare il proprio contributo: voi a Roma, i volontari qui, ma anche noi, perché non possiamo aspettare passivi, dobbiamo collaborare, dobbiamo sopportare le fatiche e consolare il dolore della nostra gente. Vede, per fortuna il mio pc si è salvato, così poso aiutare i colleghi che sono sopraggiunti fornendo loro le schede cliniche dei miei pazienti, soprattutto degli anziani».

Il vecchietto solo con una domanda senza risposta, una dottoressa che fa il possibile per condividere con gli altri quel poco che era rimasto, la ragazza che protesta, tutti sono accomunati da una sorta di risentimento, da un disperazione che si legge negli occhi.

E' l'ora di trasferirsi in altri due paesi vicini, ma mentre ci avviciniamo al fuoristrada incontriamo due suore. Due suore da neorealismo italiano. Una piccola, robusta e con un paio di scarpe da tennis arancioni, l’altra alta e magra con una statua della Madonna tra le braccia. La suora alta vuole raccontarci qualcosa: «Sapete cosa è successo? Durante la prima scossa questa Madonnina è balzata fuori dalla nicchia cadendo in piedi sull'altare. La vedete, non ha un graffio, anzi sembra più bella di prima. Ora guardate alle mie spalle, cosa vedete? Tutto è crollato o inagibile, tutto, tranne la nostra Chiesetta, lì stava la Madonnina. Per questo stiamo qui e siamo qui da 120 anni, perché c'è Lei. Vogliamo stare vicino alla nostra gente, perché la nostra gente deve sapere che Lei ci protegge, tutti i giorni». E mentre lo diceva mostrava la statuetta come si mostra la propria figlia appena nata, e poi la stringeva tra le braccia come se fosse viva, o meglio, perché lei si sentiva viva con la Madonnina nelle sue braccia.

Ecco quindi cosa dirò stasera, tornato a casa mia: «Carissime (ho una moglie e tre figlie): è brutto esser soli di fronte alle tragedie della vita, è importante darsi da fare, collaborare, non lamentarsi, ma anche questo non basta. Per vivere occorre ricordare, testimoniare, abbracciare sempre chi, in qualsiasi circostanza, ci dona "una speranza contro ogni speranza"». A pensarci bene le due suore erano le uniche persone che ho visto che non avevano il volto triste.
 

*Direttore della Fondazione Banco Alimentare onlus




Postato da Uncas il 16:44
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