venerdì, 23 ottobre 2009

Categoria :




Che corruzione ...
che cosa c'è di strano?
mastella

Ho visto cose che voi umani non potete immaginarvi ... giornali che parlano bene della ricostruzione in Irpinia per ridicolizzare quella in Abruzzo, politici che (nel 2009) dicono di non aver preso una lira (sveglia c'è l'euro!), carabinieri che arrestano carabinieri che vendono filmetti ad un onesto che non li denuncia, magistrati che indagano solo nei sei mesi precedenti le elezioni, governatori che si spartiscono regioni in cambio di ministeri e ministri che perdono la poltrona per essere andati a Roma a parlare male delle banche e poi giornalisti che si affannano per rinnovare un contratto milionario ed allungare la catena senza allontanarsi dalla cuccia, dall'osso e dal padrone.

E tutte queste cose andranno perse come urina nelle fogne ... è tempo di morire
!!



Postato da Uncas il 07:53
commenti (2)/ commenti (2)(popup)/ Permalink



venerdì, 18 aprile 2008

Categoria : politica, , berlusconi, intesa, rcs , unicredit




pecunia non olet

come sa più di qualche appassionato lettore di questo blog, ho lavorato per anni per la rete di PF del Berluska.

Avendolo fatto in una delle regioni più rosse d'Italia, feci subito tesoro di uno dei primi insegnamenti del mio mentore: "con i clienti non si parla di politica, nemmeno con quelli che ti dicono di essere amici personali del Silvio!!" (e ce n'erano, ah se ce n'erano ...)

Pecunia non olet (il denaro non puzza) dicevano i latini, questo dovrbbe aver pensato il "votantonionazionale" unico vincitore a sinistra delle elezioni 2008 ... per gli altri, soprattutto nel mondo della finanza, si aprono scenari pieni di difficoltà.

Quanto segue è un articolo di tre giorni fa, in parte superato dalla realtà - che in questo caso si è fatta un baffo della fantapolitica - staremo a vedere ...

LA VITTORIA BERLUSCONI & BOSSI CAMBIERÀ GLI EQUILIBRI DELLA GRANDE FINANZA
GERONZI CANTA VITTORIA - IN CRISI LA SINISTRA BANCARIA DI BAZOLI E PROFUMO
IL CAMBIO AL “CORRIERE DELLA SERA” POTREBBE RICICCIARE NEI PROSSIMI MESI


Alessandro Graziani per “Il Sole 24 Ore”

La vittoria elettorale del centrodestra e, in particolare, quella dell'asse tra Silvio Berlusconi e la Lega Nord è destinata a mutare gli equilibri della grande finanza. Se è scontata una riapertura del dossier Alitalia, con l'ipotesi di Air France destinata ad allontanarsi, molti interrogativi si aprono invece sugli assetti dei grandi gruppi industriali e finanziari. Alla guida delle società ancora controllate dallo Stato (Eni, Enel, Finmeccanica) è probabile che vengano confermati gli attuali manager (peraltro nominati proprio dal precedente Governo Berlusconi). Bisognerà vedere, invece, quale sarà l'orientamento della nuova maggioranza nei confronti della Telecom.

Un gruppo privato ma, come dimostrato durante le tensioni tra il Governo Prodi e Marco Tronchetti Provera, ancora assai dipendente dagli orientamenti della politica. L'attuale numero uno Franco Bernabè, considerato vicino a Prodi, è stato nominato sulla base di un'intesa tra le due banche azioniste, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. E ad esse bisogna guardare per capire i futuri assetti di Telecom. Ma come cambieranno gli equilibri nei due grandi istituti di credito del Nord? In Mediobanca, è destinato ad assumere ancora più peso il già maggioritario asse tra il presidente Cesare Geronzi, i francesi di Bollorè e Ben Ammar, i Ligresti e la stessa Fininvest.

Un blocco che, inevitabilmente, tenterà di avere un ruolo chiave sia nel rinnovo del sindacato di Piazzetta Cuccia (2009) sia nella ridefinizione dell'assetto delle Generali. Su Telecom e su Generali (ma anche su Rcs), Geronzi –malgrado le varie grane giudiziarie – è ora certamente più forte di qualche mese fa. A differenza del suo interlocutore naturale, il presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, che temporaneamente dovrà giocare in contropiede rinunciando alla spinta «amichevole» del Governo Prodi. Certo, Intesa Sanpaolo può contare su un manager bipartisan come Corrado Passera (che qualcuno nel centrodestra vorrebbe addirittura al Governo, malgrado le smentite dell'interessato).

E le sue Fondazioni azioniste, a cominciare dalla Cariplo di Giuseppe Guzzetti, non sono più un target del ticket Berlusconi-Tremonti con cui anzi, da tempo, sembra essere iniziato un proficuo dialogo sia a Milano che sul territorio. Ma non c'è dubbio che Intesa Sanpaolo, così come l'UniCredit di Alessandro Profumo, siano considerate da Berlusconi «banche di sinistra», a differenza della Mediobanca di Geronzi. Il quale, a sua volta, non potrà però trascurare di non essere più alla guida di una banca romana (Banca di Roma, poi Capitalia) ma al vertice di un potente istituto del Nord.

Un istituto da sempre distante dalla politica, ma non dal vento che spira nelle aree più produttive del Paese. Nel mondo del credito il vento del Nord, soprattutto alla luce della grande affermazione della Lega, si farà sentire soprattutto nel mondo delle Popolari, dove i progetti di riforma giacenti in Parlamento difficilmente troveranno sponde «amiche » nel nuovo Governo.

Tra i vincitori delle nuove elezioni, c'è poi il partito delle grandi opere. Le quotazioni di grandi costruttori e cementieri – lo si è già intravisto ieri pomeriggio in Borsa – hanno ripreso vigore. La Tav e il Ponte sullo stretto torneranno nell'agenda del Governo e a trarne beneficio saranno la Impregilo dei Benetton e dei Ligresti. Due gruppi che, pur con storie diverse, possono essere considerati vicini alla nuova maggioranza. Ligresti, azionista di controllo della compagnia assicurativa Fondiaria Sai, ha ritrovato una seconda giovinezza da costruttore-immobiliarista ed è uno dei protagonisti dei nuovi progetti urbanistici di Milano, destinati a implementarsi con l'Expo.

I Benetton non possono certo essere considerati nè immobiliaristi, nè berlusconiani. Ma è indubbio che con il Governo di centrodestra potranno ambire a riprendere, magari su basi diversi e nuove, il progetto Autostrade-Abertis stoppato dal centrosinistra (più dal ministro Di Pietro che da Prodi). E tentare di rilanciare Impregilo, salvaguardando l'investimento indiretto in Aeroporti di Roma dove assumerà ruolo ancor più decisivo il presidente Fabrizio Palenzona, uomo di raccordo con l'entourage berlusconiano. I Benetton sono anche azionisti di Rcs Mediagroup, seppure fuori dal patto di sindacato. A tre anni dalla fallita scalata di Ricucci, anche il dossier Rcs potrebbe tornare a riservare delle novità nei prossimi mesi.




Postato da Uncas il 14:43
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



lunedì, 02 luglio 2007

Categoria : , informazione, tutela legale, fondi pensione, tfr




fondi pensione

Si dice che la prima notizia che si dà, nei media informativi, è quella più importante, per questo ha fatto scalpore la decisione della giornalista americana Mika Brzezinski, di non leggere come prima notizia l'ennesimo bollettino sullo stato della carcerata Paris Hilton: ce lo vedete Emilio Fede a non dirci che Silvio Berlusconi è andato a svernare ai Caraibi? O Corradino Mineo a non comunicarci che Walter Veltroni ha inaugurato la pensilina d'attesa tram di Viale GIulio Cesare??

Negli ultimi mesi siamo stati bombardati da una notizia: entro il 30 giugno occorre scegliere "a chi destinare il proprio tfr" ... io non ho di questi problemi, ma risponderei "a me stesso!" logico no??

Eppure l'informazione su questo punto è stata curata da sindacati, banche, assicurazioni, confindustria ... tutti soggetti INTERESSATISSIMI a pilotare la destinazione del TFR.

Oggi emergono particolari inquietanti: per esempio: dove va il TFR se non si opta per i fondi pensione? Che cos'è il fondo tesoreria? E il garante dei Fondi Pensione (Ebbene sì! anche i Fondi Pensione hanno un loro garante) perchè non ha comunicato informazioni esurienti e un po' meno burocratiche di quelle che si rintracciano a fatica sul sito istituzionale?




Postato da Uncas il 11:41
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



mercoledì, 24 gennaio 2007

Categoria : , petrolio, eni




champagne molotov

"Alla luce delle evidenze sopra descritte in merito allo scambio di informazioni tra le imprese, il parallelismo dei prezzi non sembra poter essere considerato una reazione autonoma ed individuale di ogni operatore al comportamento dei concorrenti  o del leader di mercato, bensì l’esito di comportamenti collusivi in violazione della normativa a tutela della concorrenza. Infatti, lo scambio di  informazioni consente l’invio dei segnali di prezzo da parte di ENI e degli  altri operatori, nonché il costante monitoraggio dell’effettivo rispetto, da  parte dei concorrenti, del prezzo fissato dal leader di mercato."

(Così l'antitrust, qui il resto delle 31 pagine di "indagine conoscitiva")

Aridaje, ci risiamo, arieccoli, uffa ... l'antitrust scopre l'acqua calda: come un anno fa si sbizzarrì con la "maximulta" all'ENI oggi parla di "violazione della concorrenza" ... ma se il gasolio lo vendono praticamente in nove (che poi sono otto) lasciando agli "altri operatori" il 2,3% delle quote, come si fa a parlare di MERCATO??? Tutt'al più sarà un oligopolio ...




Postato da Uncas il 16:51
commenti (2)/ commenti (2)(popup)/ Permalink



venerdì, 10 giugno 2005

Categoria : finanza, , informazione, rcs , coppola, consob, ricucci, statuto giuseppe




Roma Comprona

falchi003_O0drfcJG.JPG

ci sono due articoli imperdibili per chi vuole farsi un'idea di quello che sta succedendo intorno al gruppo RCS (ormai Ricucci Corriere della Sera), ne traggo due spunti ma vanno letti:

Parola di Giuseppe Statuto: " (...) Di Rcs dice: «La mia non è una partecipazione strategica, non ho intenzioni ostili, potrei vendere se se ne presenta l´occasione». Di Bnl dice: «Lì invece l’investimento è strategico, c’è un progetto, ci sono degli alleati». " ... (CONTINUA)

Parola di Danilo Coppola: "Io sono uno che pensa solo a lavorare tutto il giorno, ho una moglie e una figlia, nessuno può permettersi di trattarmi in questo modo". Morale della storiella. Io non lo so come Coppola abbia fatto il suo primo miliardo. La crescita smisurata del potere degli immobiliaristi mi segnala un'Italia sfortunata dove la speculazione cresce e l'industria va indietro. Peggio: viviamo manovre di potere oscure degne dei tempi di Sindona e del crac del Banco Ambrosiano, senza neppure il baluardo di un Andreatta al Tesoro, di un Baffi e di un Sarcinelli alla Banca d'Italia. Ma non saranno certo i patti di sindacato fra i soliti noti, fragili e indebitati, a garantirci un futuro migliore.  (CONTINUA)

Ora la domanda è: chi romperà il patto di sindacato in RCS? Chi sarà il primo a mettere la corna nonostante il recente rinnovo delle promesse matrimoniali?

I numeri parlano chiaro: senza Mediobanca non si va da nessuna parte e questo sembra confermato dai movimenti del titolo, ma il salotto buono d'Italia sarà d'accordo a farsi scassinare la cassaforte di famiglia?

Intanto noi godiamo di una vicenda che ci offre la scusa per linkare ogni tanto una foto della neo "lady finanza", neo "produttrice di film" (Rita Rusic docet) neo "mi-dia-del-lei ... mica sono io quella che faceva lo spogliarello per lo scudetto della Lazio ..."

Laura, assidua lettrice del post, mi segnala uno splendido articolo del giornale finanziario più venduto in Europa che ci dice chi è RIcucci.




Postato da Uncas il 09:00
commenti (1)/ commenti (1)(popup)/ Permalink



mercoledì, 04 maggio 2005

Categoria : , pubblicità




Vieni avanti creativo!

... non c'è che dire, così si rilanciano le aziende ...

 

Bitte, non c'è di che.

un grazie a Marco e al suo blog, che mi soccorre in questi giorni di post indolenti e svogliati ...




Postato da Uncas il 10:51
commenti (8)/ commenti (8)(popup)/ Permalink



martedì, 03 maggio 2005

Categoria : giustizia, , informazione




Duepiùdue

Ábaco medieval

17 morti e 85 feriti secondo Televideo

16 morti e 84 feriti secondo Raitre

… dopo 36 anni di piazza Fontana non è sicuro nemmeno il numero delle vittime.

Eppure qualcuno avrà partecipato ai funerali.

Eppure qualcuno sarà stato dichiarato invalido civile.

Ma per i familiari delle vittime non c’è nemmeno l’ultima pietà di una contabilità esatta, senza sbavature, senza falsi in bilancio, senza revisioni o Corti d’appello.

Eppure, da qualche parte, ci sarà una lapide, un monumento …

Nella piazza del mio paese c’è un monumento, ricorda chi è morto in guerra o al passaggio del fronte, diciannove nomi, diciannove cognomi … sono diciannove, ogni anno, per il 4 novembre, fino al 1997, ho sentito mio nonno, Presidente dell’associazione Combattenti e Reduci, fare l’appello.

Ogni anno abbiamo risposto “presente” ad ognuno di quei nomi.

Diciannove nomi, diciannove cognomi.

Non diciotto … o venti.

Diciannove.

In 36 anni nemmeno i conti son tornati.

Eppure la Magistratura ha indagato.

Nei suoi gradi di giudizio.

Per 36 anni.

Per 432 mesi.

Qualcuno ci avrà fatto carriera …

Qualcuno ci avrà preso la pensione …

… per 36 anni …

e i conti non tornano.

Nemmeno i conti.

Scusate ma sono un po’ fissato per i conti …


Postato da Uncas il 23:53
commenti (5)/ commenti (5)(popup)/ Permalink



lunedì, 02 maggio 2005

Categoria : , investor education




Per mangiarti meglio

... il "vivere una favola" è problema comune a tutti gli uomini che spesso preferiscono andare dietro al sogno anzichè al desiderio ... e per questo il marketing bancario fregherà sempre tutti ... io vedo persone che vengon fregate e rifregate sempre sullo stesso argomento: preferiscono chi li aiuta a sognare cose impossibili a chi favorisce i loro desideri ponendo obiettivi reali.

storia3_11.JPG (28323 byte)

"Bisogna far sognare i clienti" ... diceva il mio vecchio direttore commerciale ... "per sognare bisognerebbe prima poter dormire tranquilli" ... gli rispondeva un collega temerario ... poi qualcuno ha avuto gli "incubi argentini" ... e ciò nonostante, al primo che lo ha fatto sognare, ha dato ancora soldi per metterli sulle obbligazioni di Tanzi ...




Postato da Uncas il 16:49
commenti / commenti (popup)/ Permalink