

La chiusura delle indagini per l'ipotesi di reato di aggiotaggio (un reato che prevede pene da due a 18 anni con una sanzione pecuniaria da 20 a cinque milioni di euro), che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, riguarda per la prima inchiesta Antonio Baldassarre; per la seconda tranche sono coinvolti un commercialista di Milano Luigi Pezzoni e il finanziere americano Arun Savkur, direttore del fondo Evergeen Found che presentarono una manifestazione di interesse proprio nel giorno del Cda di Alitalia, comunicandola nel contempo alla Presidenza del Consiglio all'epoca di Romano Prodi.
Le rogatorie chieste ed eseguite dalla procura di Roma in Svizzera hanno consentito di appurare che gia' a dicembre, quando presento' l'offerta, Baldassarre sarebbe stato a conoscenza che la lettera di garanzia dell'Ubs era falsa, ma presento' ugualmente l'offerta facendo dichiarazioni ad organi di stampa. L'ex presidente della Corte Costituzionale, interrogato nel mesi scorsi, aveva spiegato di aver presentato successivamente una denuncia perche' egli stesso vittima di un presunto illecito compiuto da una societa' di diritto svizzero aderente alla cordata.
Nella inchiesta sulla cordata attribuita falsamente a Singapore Airlines, che smenti' ufficialmente di aver avanzato una offerte per l'acquisizione delle quote del Tesoro di Alitalia, i pm hanno appurato che la manifestazione di interesse venne affidata a due advisor rispettivamente Vincenzo De Bustis, ad di Deutsche Bank Italia, e per la parte legale all'avvocato milanese Pietro Tantalo rappresentante dello studio legale inglese Orrick. I due non sono indagati avendo spiegato alla procura, che li ha sentiti come persone informate dei fatti, di aver fornito una mera prestazione professionale. La lettera di manifestazione di interesse - elaborata nel corso di una conference call Da Pezzoni era firmata S.A. Limited, con una chiara e fallace analogia dell'acronimo con quello di Singapore Airlines. Su Alitalia c'e' una seconda inchiesta per bancarotta che vede indagate gli ex presidenti e ex amministratori delegati dal 2000 al 2007, ossia alla viglia della cessione a Cai del pacchetto azionario.Secondo quanto si e' appreso sarebbero in fase di ultimazione decine di consulenze chieste dai pm in particolare per alcune acquisizioni fatte da Alitalia quando la compagnia di bandiera, ormai al collasso e 'decotta' con il titolo crollato e richiesta di ingenti finanziamenti erogati dallo Stato, compro' le societa' 'Volare group' e cedette la societa' 'Eurofly'.


Da fonti ben informate vieniamo a sapere che l'amministratore delegato Rocco Sabelli potrebbe essere sfiduciato a breve. Di fronte alle perdite enormi della compagnia di bandiera, i soci storici si sono rifiutati di versare la seconda parte dell'aumento del capitale.
E sottolineano ancora le nostri fonti di uno violento scontro esploso in Intesa - la banca che si è assunta l'onere del salvataggio perché gravata del debito enorme di Air One di Carlo Toto, fra l'amministrato delegato Corradino Passera e il direttore del Corporate Micciché, colui che ha voluto e ottenuto, anche contro la volontà del presidente Roberto Colaninno, Rocco Sabelli alla guida della compagniia.
Sarebbe stato chiesto, inoltre, per tamponare un buco pauroso, l'intervento governativo della Cassa Depositi e Prestiti. Intanto, da parte sua, Passera sta consultando un nuovo manager: ne ha già contattati due, più un outsider.
Nei prossimi giorni è atteso infine un incontro risolutivo di Colaninno con il vertice di Air France intenzionato a commissariare Sabelli con un proprio manager.
the official lobbie

Almeno un vantaggio dalla vicenda Alitalia lo avremo: ora si sa chi lavora per chi: il Sindaco di MIlano e la Lega Nord per i tedeschi, Prodi e Veltroni per i francesi, Berlusconi per il sistema bancario (dove ne vedremo delle belle ora che gli uomini di Geronzi finiranno di occupare tutti i posti vuoti) ...
Mi viene in mente un secondo vantaggio: quando l'UE, su ricorso di Lufthansa, liberalizzerà la rotta Milano Roma, il biglietto costerà di meno (anche quello del treno che si era già adeguato al rialzo).
Questo per me è un vantaggio teorico, finché posso vado in macchina
prima la frusta e poi il cavallo

ora hanno una compagnia aerea, stanno cercando di non pagare nemmeno la bombola dell'ossigeno che gli ha consentito un coma vigie di 6 mesi, ma non hanno piloti ed hostess ... (anche se notizie dell'ultim'ora ...).
Siamo in grado di anticipare l'acquista da parte di Colaninno di 500 DRONI (aerei senza pilota) per sostituire gli antiquati 737 ...
qualcuno dovrà dirglielo ....

al Prof. Avv. Augusto Fantozzi
Commissario Straordinario di Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. in a.s., di Alitalia Airport S.p.A. in a.s., di Alitalia Express S.p.A. in a.s., di Alitalia servizi S.p.A. in a.s. e di Volare S.p.A. in a.s. che ieri ha pubblicato un appello per "salvare Alitalia" occorrerà dire che
Colaninno i soldi non li ha ma se li è fatti prestare da ...Lehman Brothers.
In Israele i conti Alitalia sono stati sequestrati per pagare i debiti della compagnia.
Giovedì verrà revocata la "patente" della Compagnia Aerea ...
little boxes
è tutto in quelle scatole di cartone, il fantasma che si aggira, questa volta, per tutto il globo.
E' lui che ha convinto tutte le banche centrali contemporaneamente a restituire al mercato quella liquidità che era stata negata in nome del controllo dell'inflazione.
Ma noi siamo un'isola felice, ancora stamattina c'era chi spergiurava in TV che "l'Italia è diversa, abbiamo delle protezioni diverse ..."
Di quali protezioni vada cianciando l'ennesimo guru (a proposito, ricordate il post del 20 agosto??) nessuno lo sa, ma una cosa è certa: i titoli strutturati con sottostante Lehman attraversano i portafogli dei clienti bancari italiani in senso trasversale: la vera unica diversità del sistema Italia, è evidente, sta nel fatto che i dipendenti di un'azienda già fallita da anni, invece di levarsi dalle scatole con le scatole, si permettono di bloccare gli aeroporti
Nel frattempo, qualcuno comincia ad uscire allo scoperto: Mediolanum ad esempio ha dichiarato di aver venduto polizze index con titoli Lehman per un ammontare nominale di 213 milioni di euro (160 alla valorizzazione di mercato di fine agosto, quando le quotazioni erano già scese ma non ancora collassate): il gruppo guidato da Ennio Doris sta "ragionando su una qualche soluzione per i clienti, per non lasciarli soli". Dal canto suo Unicredit sta ancora facendo una ricognizione sul tutto il gruppo, ma il problema "sembra ben gestibile", insomma non dovrebbe avere dimensioni molto estese e comunque "ci sono riflessioni, per capire i contratti e le soluzioni migliori, per i clienti e per la banca".
Cresce, quindi, la consapevolezza che dopo Cirio, Parmalat e i derivati, il sistema non può trovarsi esposto ad un nuovo danno reputazionale. Stanno facendo ancora i conti anche ad Ubi, anche se i volumi sembrerebbero poca cosa, mentre Intesa Sanpaolo non aveva questo tipo di prodotti (attraverso Intesa vita, Eurizon vita, Sud Polo vita e Eurizon life). Diverso è invece il discorso per Unipol (che ha varie emissioni linked con il marchio Lehman) ma ha dato solo l'esposizione lorda del gruppo (250 milioni) non quella della clientela. Cattolica assicurazioni ha dichiarato - per quanto riguarda le polizze - un'esposizione pari a 30 milioni nelle gestioni separate (quindi con rischio a carico di Cattolica) e 22 nelle index linked. Il gruppo Generali invece non ha titoli Lehman nelle index vendute alla clientela.
L'operazione Fenice assomiglia sempre più all'"affare" Alfa Romeo IRI Fiat, secondo me i "capitani di Ventura (che hanno investito meno di quello che costa un monolocale in periferia, e promettono di tirar fuori meno di quanto spendono in yacht) alla fine venderanno ad Air France con buona pace dell'italianità e degli esuberi (che sono 10mila, non certo quelli che dice Colaninno padre). Intanto Marco Travaglio abbandona il suo aplomb e manda segnali di velata insofferenza a Colaninno (figlio, eletto col PD): "LEVATI DAI COGLIONI"!
Ma finalmente qualcuno fa le pulci al piano di rilancio e rende possibile fare qualche confronto ...

IL PROGETTO FENICE? SALVATAGGIO DI AIR ONE E BANCHE CHE L'HANNO FINANZIATA ‘SOLE 24ORE’: ’PIENA LUCE SULLA REALE ESPOSIZIONE VERSO TOTO DI BANCA INTESA’ È RISIBILE CHE LA VALUTAZIONE ALITALIA (300 MILIONI) SIA PARI A QUELLA DI AIRONE
Gianni Dragoni per il Sole 24 Ore
È un confronto perdente, quello tra il piano Passera Colaninno per la «nuova Alitalia» che è stato accolto con le fanfare dal Governo e l'offerta di acquisto presentata da Air France-Klm nei mesi scorsi, che fu affossata da Silvio Berlusconi [con il consenso di Romano Prodi ndr] in campagna elettorale e respinta dai sindacati. In nessun aspetto la proposta attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto Colaninno, già scalatore di Telecom Italia nel 1999 con i soldi della stessa società, migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i peggioramenti, per la compagnia e i lavoratori, per i consumatori, per i contribuenti, per creditori e azionisti. Dalle informazioni disponibili si possono sollevare interrogativi che vanno ad aggiornare il decalogo pubblicato sul Sole 24 Ore il 25 luglio. Inoltre, non è comprensibile quali vantaggi rechi l'integrazione con AirOne, aviolinea privata in difficoltà che Intesa Sanpaolo ha voluto includere nella «nuova Alitalia».
1. I VANTAGGI DELL'ITALIANITÀ L'elemento da cui è partita l'opposizione politica e imprenditoriale al piano Spinetta era la mancanza di «italianità ». Solo questa caratteristica – si disse – sarebbe stata una garanzia per i passeggeri nazionali, le imprese, il turismo, con il mantenimento di un maggior numero di voli intercontinentali e internazionali diretti. Ebbene, le destinazioni della «nuova Alitalia » saranno 65, inferiori alle 84 di Air France. Ci sarà una concentrazione sul mercato nazionale ed europeo (dove si perdono più soldi per l'attacco delle low cost), con pochi collegamenti intercontinentali. I voli a lungo raggio della nuova società oscillano, secondo i primi annunci, tra 13 e 16 destinazioni, contro le 15 previste da JeanCyril Spinetta all'inizio e destinate ad aumentare. Per i passeggeri italiani aumenterà la necessità di fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra per voli lunghi.
2. FLOTTA RIDIMENSIONATA La riduzione di attività è inevitabile poiché il piano postula che la compagnia derivante dall'integrazione di Alitalia con Air One abbia circa 139 aerei, cioè 100 in meno delle 238 macchine impiegate dai due vettori. Spinetta prevedeva un'Alitalia con 137 velivoli, circa 40 in meno della sua flotta. I francesi inoltre prevedevano di aggiungere un aereo di lungo raggio all'anno dal 2010. Non si conoscono gli impegni di Colaninno in proposito. Poiché Alitalia già ha 175 aerei, più della flotta giudicata necessaria dal nuovo piano, a cosa serve aggiungere AirOne, con i suoi 60 aeroplani? L'aviolinea privata ha ordini per 60 nuovi Airbus 320 che consumano meno dei vecchi Md80 Alitalia. Ma il canone di leasing su questi aerei è molto più alto che sugli altri.
3. MONOPOLIO L'unione di Alitalia con il principale concorrente annulla quasi tutta la concorrenza sui cieli nazionali. La nuova società avrà mano libera nell'alzare le tariffe, con un beneficio di alcune centinaia di milioni sui conti. Fa sorridere chi sostiene che la concorrenza arriverà dal treno: l'alta velocità, quando arriverà, potrà forse essere un'alternativa sulla Roma-Milano, non sulle altre tratte. L'italianità, insomma, sarà pagata cara dai consumatori.
4. IMPEGNI FINANZIARI Air France-Klm si era impegnata a versare dentro Alitalia Spa – la società oggi commissariata – almeno un miliardo entro giugno 2008, accollandosi anche circa 1,4 miliardi di debiti finanziari netti che invece il nuovo piano lascia nella bad company. Di fatto, l'impegno di Air France era di 2,4 miliardi circa. E non ci sarebbe stata una bad company da scaricare sullo Stato o sui creditori/azionisti. La Cai ha annunciato un impegno fino a un miliardo. Per ora, i suoi soci hanno versato 160mila euro. E nell'«information memorandum » del Progetto Fenice si legge che il nuovo capitale versato «per cassa» dai soci entro il 2008 sarà di 800 milioni, «soggetto al verificarsi di talune condizioni sospensive ». È da chiarire quale sarà la somma effettiva, comunque inferiore al miliardo. Quanto a AirOne, lo stesso documento dice che, attraverso un aumento riservato, conferirà«taluni rami aziendali per un controvalore pari a 300 milioni», che porteranno il capitale a 1,1 miliardi. AirOne non mette soldi. Quali siano i «rami aziendali» il documento non lo precisa. Certo non aerei, perché i suoi jet sono in leasing. L'impegno degli investitori «italiani » è meno della metà dei francesi. Resta un buco di almeno 1,4 miliardi nella bad company: debiti che verranno pagati dallo Stato (si stima per un miliardo), dai creditori, dagli azionisti.
5. E’ RISIBILE CHE LA VALUTAZIONE DI ALITALIA (300 MILIONI) SIA PARI A QUELLA DI AIR ONE Si sostiene che la Cai ha fatto un'offerta di circa 300 milioni per comprare la parte buona di Alitalia, gli slot, il marchio, con gli aerei migliori. Un valore analogo viene attribuito ai conferimenti di AirOne. Non è giustificabile attribuire valori simili a società che non sono comparabili. Ed è risibile che la polpa buona della compagnia pubblica valga così poco. Alitalia possiede slot pregiati a Heathrow, Parigi, Francoforte, Duesseldorf, Madrid che valgono svariate centinaia di milioni. Ha un marchio noto nel mondo, una rete di vendita internazionale. Perché il commissario Augusto Fantozzi non apre una procedura trasparente di vendita, dando anche ad altri (Air France o Lufthansa, ad esempio) il tempo di fare un'offerta? Dovrebbe essere suo interesse massimizzare il ricavato per creditori e azionisti.
6. IL VALORE DI AIR ONE Il Progetto Fenice non spiega quale sia il beneficio portato da AirOne. La compagnia di Carlo Toto ha una rete sovrapposta ad Alitalia, gli aerei mezzi vuoti e perde soldi: nei primi sei mesi del 2008 il coefficiente di occupazione posti è del 56,8%, il più basso d'Europa tra le circa 30 compagnie dell'Aea (media 74,4%, Alitalia ha il 68,2%). I conti veri di AirOne sono quelli del consolidato di Ap Holding (ApH), la controllante creata a fine 2006 da Toto con una complessa manovra di rivalutazione patrimoniale. Nel 2007 il gruppo ApH ha perso 32 milioni, con un fatturato di 785 milioni. I debiti del gruppo a fine 2007 erano 900 milioni e sono cresciuti a 1,1 miliardi nei primi sei mesi quest'anno. In larga parte si tratta di debiti per acquisire i nuovi A320 che sono collocati in società irlandesi, date in pegno alle banche finanziatrici e affittati a AirOne. Il Progetto Fenice suona come il salvataggio di AirOne e delle banche che l'hanno finanziata. Quali sono gli impegni e le banche esposte con Toto? Si sa di Unicredit, di Morgan Stanley, di sigle tedesche. Ci sarebbe più trasparenza se fosse fatta piena luce sulla reale esposizione verso Toto di Intesa.
7. FLOTTA E LEASING Alitalia ha 109 aerei in proprietà. La flotta era iscritta nel bilancio 2007, approvato anche dal ministero dell'Economia, per un valore di 1,98 miliardi di euro: è compresa o no la flotta nell'offerta da circa 300 milioni di Colaninno? Nel Progetto Fenice si legge che «la Newco acquisterà dalla vecchia Alitalia 43 aerei per 772 milioni, accollandosi debiti per 522 milioni». Sembrerebbe che questo impegno si aggiunga ai circa 300 milioni offerti per la compagnia. Non si tratta di una valutazione generosa: i debiti legati agli aerei (tra cui 6 Boeing 777 valutati 295 milioni, con 210 milioni di debito accollato) sono mutui per un'attività in funzionamento, allineati ai costi che si avrebbero con il leasing. Nel Progetto Fenice si dice che «Nuova Alitalia non deterrà aerei in proprietà, tutta la flotta sarà gestita in leasing ». Nessuna grande compagnia lo fa. Perché questa scelta? Forse per fare cassa vendendo gli aerei e ridurre il capitale versato dai soci? Toto sarà il fornitore privilegiato grazie ai suoi ordini per 60 A320 e realizzerà buoni guadagni con i canoni di leasing.
8. ESUBERI Il piano francese prevedeva 2.120 esuberi. Inoltre 3.300 lavoratori sarebbero rimasti in Az Servizi-Fintecna, con cinque anni di appalti garantiti. La «nuova Alitalia » ha detto che ha bisogno di 14.250 addetti, di cui 2.750 esterni. Poiché il gruppo Alitalia ha 18mila dipendenti e il gruppo AirOne 3mila, gli esuberi veri sono circa 7mila.
9. RISPARMIATORI INTRAPPOLATI La Consob ha sospeso azioni e bond Alitalia il 3 giugno, per evitare speculazioni. Così è stato impedito a soci e obbligazionisti di fuggire. Ora le azioni sono carta straccia.
10. LOCK UP E COMPENSAZIONI I 16 imprenditori intendono vendere tra cinque anni e non prima. Tuttavia il vincolo del lock up potrebbe essere aggirato con una ricapitalizzazione fatta da altri soci (per esempio Air France). Ci sono dubbi sugli interessi che hanno mosso i partecipanti alla cordata italiana, oltre alla possibilità di guadagnare rivendendo a un vettore europeo. Benetton e Gavio hanno già ottenuto dal Governo benefici con le nuove convenzioni autostradali.
po' esse fero, po' esse piuma

le parole sono pietre, diceva qualcuno, ma a chi ha scelto il nome di "operazione Fenice" per il piano di"salvataggio" di Alitalia sarà venuto in mente il significato di quello che stava scrivendo?
che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo appressa
erba né biada in sua vita non pasce,
ma sol d'incenso lacrime e d'amomo,
e nardo e mirra son l'ultime fasce.
(Inferno XXIV, 107-111)
Insomma nella Mitologia la Fenice muore (fallimento?)
Non si nutre del cibo degli altri (titoli quotati? infatti gli azionisti ignorano da anni utili e dividendi) ma solo di "incenso, lacrime ed amomo" (aumenti di capitale non sottoscritti e tagli dei rami improduttivi?)
Quando poi si legge la lista di chi parteciperà alla cordata (sì, c'è una cordata) si capisce che il meglio della finanza creativa de noantre è stata presa per le palle e costretta a partecipare al salvataggio.
La domanda è: dureranno altri cinquecento giorni??
e se le fondessimo?
nasce il nuovo gruppo TAM
Telecom Alitalia Mobile

una figura (di cacca) vale più di mille parole