lunedì, 06 luglio 2009

Categoria : finanza, bestiario, informazione, intesa, antitrust, manager, sanpaolo, unicredit




guerra di banche

GUERRA DI BANDE - facebook

da dagospia

BENESSIA-BAZOLI-GUZZETTI: UN PATTO A TRE CHE SMANIA DI UCCELLARE CORRADO PASSERA - SAREBBE L'EFFETTO DELLA BOCCIATURA DELL'ANTITRUST DEL PATTO AGRICOLE-INTESA - I 'SANPAOLINI' DI BENESSIA MIRANO A CACCIARE SALZA E PASSERA E TORNARE AL POTERE - ECCO TUTTI I MOTIVI DELL'"INSOFFERENZA" DA PARTE DEL TRIO VERSO IL VERTICE DI INTESA

Su ogni giornale abbiamo letto della bocciatura da parte dell'AntiTrust di Catricalà del patto Agricole-Intesa, anche in versione "soft". ("...creare un legame sul 10,8% di Intesa Sanpaolo è contrario a quanto era stato a suo tempo concordato con l´Authority ai tempi della fusione Banca Intesa-Sanpaolo. In quell´occasione, il Crédit Agricole si era impegnato a scendere, in varie tappe, fino al 2%. E invece tuttora è a quota 5,8% (dovrebbe essere già al 5%) ed entro la fine dell´anno dovrebbe scendere al 2%. Fuori dal rispetto dei tetti assegnati par di capire che ci siano poche possibilità di trovare udienza dalle parti dell´Antitrust.


A meno che la banca francese non faccia quello che è già avvenuto in situazioni di mercato avverso: chiedere una proroga all´obbligo di vendere e nel frattempo non esercitare i diritti patrimoniali, a partire dal voto. Proprio l´opposto, insomma, di quanto si prefigge il Crédit, che grazie al Patto (o Accordo) punta a considerare stabile e strategica, invece che finanziaria, la partecipazione in Intesa. E, di conseguenza, a non svalutarla in bilancio" (Vittoria Puledda per "la Repubblica")

Ma nessuno ha pensato di commentare quali potrebbero essere gli effetti se la banca francese guidata da Caron mettesse in vendita il suo pacchetto. Infatti il gruppo Intesa-San Paolo diventerebbe "contendibile". E un nuovo meccanismo di potere potrebbe mettersi in moto in maniera definitiva.

Si sa che le Fondazioni guidate da Giuseppe Guzzetti (grandi azionisti) si son ben rotti con il dominio del supermanager megagalattico Corradino Passera e vogliono approfittare del niet dell'AntiTrust all'Agricole per rimescolare le carte della governance. E il loro principale alleato nella bisogna è il potentissimo Angelo Benessia.

Il presidente della Fondazione San Paolo (primo azionista col 10 per cento) da tempo smania di liquidare il massiccio concittadino Enrico Salza, accusandolo di essere venduto ai milanesi di Banca Intesa per ottenere in cambio la poltrona di presidente del Consiglio di Gestione (vige il sistema duale). Di fatto, il ruolo del San Paolo si è quasi del tutto annullato perché Salza si guarda bene di rompere i cojoni all'amministratore delegato Passera.

E Benessia (che all'epoca era nomignolato "Bene-Fiat") mira appunto a prendere la carica dell'accidioso Salza. In cambio i cattolici Bazoli (che non ha più a cuore il virgulto Passera, sempre più legato alle trame politiche di Montezemolo) e Guzzetti potrebbero avere l'appoggio di Benessia per ridisegnare il vertice di Intesa.

La ragione della "disistima" di Benessia verso Salza è di aver liquidato il San Paolo e i torinesi vogliono contare di più di Milano, ma qual è il motivo dell'insofferenza delle Fondazioni delle casse di risparmio rappresentate da Guzzetti - che si prenderebbero il pacchetto azionario di Agricole - verso Corradino nostro?

Semplice occupazione di potere. Nei punti nevralgici di Intesa-San Paolo troviamo solo uomini di Passera: ad esempio, Francesco Micheli, già alla gestione del personale, ora direttore generale, mal sopportato da Bazoli per i suoi modi rudi e poco concilianti, preso da Passera alle Poste come personale tagliatore di teste.

A seguire troviamo Mario Ciaccia, ex brillante burocrate di Stato, a capo del settore Infrastrutture, e l'ex ristrutturatore aziendale Gaetano Micciché, potentissimo responsabile della divisione Corporate (grandi clienti), forse perché proviene dal gruppo del finanziere Salvatore Mancuso. Tutta gente che ha tolto il potere ai torinesi. E ora tira aria di vendetta, tremenda vendetta: per il trio Benessia-Bazoli-Guzzetti è giunta l'ora di ridimensionare questi manager acchiappatutto e arroganti alla Passera e Profumo.

E' una partita molto complessa: chissà se Passera sarà costretto auscire dalla sua gabbietta dorata...




Postato da Uncas il 17:15
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giovedì, 25 giugno 2009

Categoria : antitrust, promotori finanziari, osservatorio albo




l'esame - BIS

L'antitrust ha ricevuto il mio esposto sull'ultimo esame dei PF.

L'esposto è affidato alla Direzione Credito con protocollo n° DC6556.

Staremo a vedere!!  apertura protocollo ANTITRUST




Postato da Uncas il 09:22
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lunedì, 25 maggio 2009

Categoria : antitrust, consob




separazione delle carriere

kate

torna di moda - come in occasione di tutte le tornate elettorali - parlare di separazione delle carriere: ma se si partisse dal vagliare le carriere di chi ha lavorato PER enti che poi dovrebbe controllare?? I seguenti stralci di curriculum sono disponibili in rete nei siti di CoNSoB e AGCM ...

"Da marzo 2000 sino alla nomina a componente della Consob, è stato amministratore delegato, con i più ampi poteri di rappresentanza e gestione, di BancoPosta Fondi spa SGR, Società di gestione di Fondi Comuni di Investimento del gruppo Poste Italiane." (membro Consob)

"Dal 1971 al 1976 ha prestato la propria attività, come economista, presso il Servizio studi della Banca d’Italia. Nel 1976 è entrato a far parte, diventandone successivamente responsabile, dell’Ufficio studi della Banca Commerciale Italiana e, nel 2000 viene nominato Direttore Centrale.
Nel 2000, è entrato nel Gruppo Intesa come responsabile della Direzione risk management." (membro Consob)

"Ha ricevuto più volte incarichi di Advisor sugli investimenti e le scelte di asset allocation da parte di banche e società di gestione del risparmio. Ha inoltre partecipato al processo di privatizzazioni, sia durante l'esperienza presso Akros, contribuendo alla redazione del "Libro Verde sulle Privatizzazioni in Italia”, a cura del Consiglio degli Esperti nominati dal Ministro del Tesoro, ed effettuando la valutazione di INA, richiesta dal Ministero del Tesoro in occasione dell'Offerta di Vendita ai privati, sia in seguito presso Eptasim, quando questa, a fine 1995, è stata nominata Advisor italiano nell'ambito della privatizzazione di ENI." (membro Consob)

"E' stato amministratore indipendente di Banca Caboto." (membro Consob)

"E’ stato Presidente e membro del Consiglio di amministrazione di importanti Istituti bancari italiani ed esteri, di compagnie di assicurazioni, di società finanziarie, di enti pubblici, di Case editrici." (componenete Autorità Antitrust)




Postato da Uncas il 11:22
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venerdì, 19 dicembre 2008

Categoria : antitrust, tutela legale, concorrenza




anti CHE?

in Francia si occupa della posizione dominante di Orange nella distribuzione di iPhone, in Gran Bretagna costringe l'autorità aeroportuale a vendere due scali aerei per garantire la concorrenza, nell'UE si occupa dell'invadenza di Microsoft nei nostri PC, in Italia l'Antitrust si preoccupa di cosa si mette al collo Mara Venier o di quanto costa il corso di inglese di Geronimo Stilton ... ci sarà un motivo se il volo Perugia - Milano costa 400 euro e se i servizi di telefonia in Italia costano il doppio che negli altri paesi ...

ramblas

foto scattata a maggio 2007 a Barcellona: ADSL 20MB 6euro al mese




Postato da Uncas il 14:42
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mercoledì, 10 settembre 2008

Categoria : antitrust, consob, contratto promotori, isvap




se 'n c'ariva

...ce tira 'l cappello

un'amica mi ha ricordato, l'altra sera, questo proverbio popolare perugino, ed è quello che ha sempre ben descritto - a mio modo di vedere - la vicenda dello studio Consultique di Cesare Armellini, tornata d'attualità per l'indagine dell'antitrust.

Premetto che sono affascinato dal "fenomeno" consulenza indipendente e sono iscritto alla newsletter di Consultique con la possibilità - peraltro teorica visto il daffare che ho già ora - di fare consulenza visto che CoNSoB ritiene il mio un "mandato libero" ...

Ma quando ho partecipato a Firenze ad uno dei primi seminari con cui Consultique si faceva conoscere (era circa il 2002) la prima impressione fu "ecco un altro che mi vuole fare da supervisore!!" Uno che se non ci arriva ci tira il cappello, appunto.

La cosa è stata confermata dai successivi aggiornamenti del "sistema" Consultique: manuali, software (e relativi aggiornamenti), corsi (a pagamento) e successivi richiami ... di fatto non meno di quello che costava pagare il subaffitto dell'ufficio e il subnoleggio del computer più caro del mondo al capo dei nasirossi ...

E mi chiedo da sempre, ma i commercialisti fanno i corsi di aggiornamento obbligatori? E i medici? E gli avvocati?

Noi viviamo per il mercato e del mercato, aggiornarsi è un obbligo operativo prima che morale, perchè dobbiamo continuare a fare i ridicoli corsi di aggiornamento ISVAP, ANTIRICICLAGGIO, MIFID e quant'altro si stanno inventando le varie autorities e le nostre mandanti per impedirci di essere realmente autonomi e liberi professionisti?




Postato da Uncas il 12:42
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venerdì, 16 maggio 2008

Categoria : antitrust, investor education, consiglipergli acquisti




basta un poco di zucchero

l'antitrust s'è svegliato (o si dice svegliata??) "le banche pongono limiti alla portabilità dei mutui" secondo il "decreto Bersani" ...

A parte che sarà ora di dare a Cesare ciò che è di Cesare e dire che la surrogazione è prevista dal CODICE CIVILE del 1942 ... e che il simpatico, rubizzo, emilianissimo Bersani ha solo fatto un decreto che costringeva (avrebbe dovuto costringere) le banche a prendere atto della volontà dei clienti con reciprocità (cioè come i clienti devono fare con quella delle banche, che abbassano i tassi o cartolarizzano i mutui semplicemente con una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), ma l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, potrebbe anche spiegare - per ossequio a parole come "trasparenza" o "comunicazione" - come mai dal proprio sito si può scaricare e stampare tutta la serie degli atti (200 pagine!!) relativi all'indagine conoscitiva numero 16 del 1995 sul "SETTORE BIETICOLO-SACCARIFERO" e non quelli relativi all'Indagine conoscitiva n° 25 del 2004 "OSTACOLI ALLA MOBILITÀ DELLA CLIENTELA NELL'AMBITO DEI SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA" durata 442 giorni e finita - sembra di capire - con un nulla di fatto ...

In questo, non posso che sposare la tesi di chi chiama "complice" l'organismo che dovrebbe garantire A PRIORI condizioni di mercato paritarie a soggetti con minore forza contrattuale ...




Postato da Uncas il 14:27
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lunedì, 24 settembre 2007

Categoria : informazione, antitrust, consiglipergli acquisti, concorrenza




le concorrenti

il signor Caprotti è un simpatico ultraottantenne che ha fondato e governa da cinquant'anni la linea dei supermercati ESSELUNGA attivi soprattutto al nord Italia.

Il suo libro "Falce e Carrello", che fa il pelo e il contropelo ai vantaggi che ottiene chi fa parte del sistema cooperativo, in Italia, soprattutto nella grande distribuzione, soprattutto se si fa parte di legacoop, è stato presentato ed ignorato dai più.

Eppure il libro descrive quanto sia difficile nella regione del Governatore Burlando acquistare un'area industriale e traformarla in un negozio "non-coop" e, soprattutto, quantifica il maggior costo che i consumatori genovesi (gli scozzesi d'Italia) devono sostenere per fare la spesa in regime di quasi monopolio. 

Caprotti Bernardo, Falce e carrello

scheda libro




Postato da Uncas il 10:59
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giovedì, 20 settembre 2007

Categoria : antitrust




peccato tutto petto ...

diceva così una pubblicità in cui il Babbo Natale carogna (oggi con il buonismo imperante non sarebbe più ammissibile) sfotteva un bimbo che voleva la coscia di pollo arrosto ...

l'antitrust ha avviato oggi un'indagine sul cartello dei prezzi dei libri scolastici ... peccato, per mia figlia li abbiamo già comprati da un pezzo!




Postato da Uncas il 12:13
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martedì, 03 luglio 2007

Categoria : informazione, antitrust, consiglipergli acquisti




MA NO??!??!?

Il Sole24Ore intervista il Presidente dell'Antitrust italiana: la notizia è che banche e assicurazioni fanno cartello, lobbie, ai mezzi, la pastetta, aumm aumm ... insomma sono come i ladri di Pisa, litigano di giorno e si mettono d'accordo di notte ...

Tutto questo dovrebbe essere l'esito di un'indagine conoscitiva avviata quasi tre anni fa e che, fra i primi post, fu segnalata in questo blog ...

«A un'Autorità antitrust non deve piacere né la golden share né la poison pill. Il nostro parere è che non ci dovrebbero essere. Poi però bisogna calarsi nella realtà italiana dove la golden share è più diffusa che in altri paesi. E allora è meglio scegliere il male minore: una poison pill limitata ci sembra preferibile a una golden share generalizzata». Antonio Catricalà, 53 anni, da nove mesi alla guida dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sfoglia la sentenza della Corte di giustizia Ue del 2 giugno scorso che ha condannato l'Italia per la legge anti-Edf (sterilizzazione dei diritti di voto di partecipazioni superiori al 2% acquisite da imprese pubbliche con una posizione dominante sul proprio mercato nazionale). E, in questa intervista al «Il Sole-24 Ore», spiega perché la "pillola avvelenata" (aumenti di capitale riservati allo Stato in caso di scalate ostili a imprese di interesse nazionale) inserita da Giulio Tremonti nella legge finanziaria si può considerare compatibile con le norme europee.

l'intervista


GOLDEN SHARE: Con il termine Golden share si indica l'istituto giuridico, di origine britannica, in forza del quale uno Stato, durante un processo di privatizzazione di una impresa pubblica, si riserva poteri speciali che possono essere esercitati dal Governo durante il processo medesimo. Fra questi poteri si segnalano quello di riservare allo Stato stesso un certo quantitativo azionario, nonché quello di nominare un proprio membro nel Consiglio di Amministrazione della società oggetto di privatizzazione che, a differenza degli altri componenti dell'organo di governo dell'impresa, goda di poteri più ampi.
Tale istituto mira a tutelare l'interesse della collettività in quelle società che si occupano di settori di rilevante importanza detti anche public utilities.
La Corte di Giustizia delle Comunità europee ha affermato che l'utilizzo della golden share nelle legislazioni statali può in certe circostanze violare i precetti contenuti nel Trattato CE.
A seguito dell'inizio di una procedura d'infrazione contro l'Italia da parte della Corte di Giustizia delle comunità Europee, il D.l. 10/2007 ha definitivamente abrogato l'art. 2450 c.c., rendendo così illegittimo l'istituto della Golden Share.

POISON PILL: La poison pill, tecnicamente shareholder rights plan, è una di quelle manovre difensive che possono essere adottate dagli amministratori delle società negli Stati Uniti per fronteggiare le cosiddette scalate ostili. La scalata diventa ostile, per l’appunto, quando il board della target non vuole essere rilevato poiché il prezzo offerto per le azioni della propria società è inadeguato, ritenendo sia più profittevole per l’azionista tenersi le azioni anziché offrirle all’acquirente ostile. Le «pillole avvelenate», le cosiddette poison pills diventano popolari negli States durante il periodo di volatilità dei mercati azionari e d’intensificazione delle tecniche di scalate ostili. Quindi, le poison pills costituiscono una parte di un arsenale di manovre difensive, ad eventuali scalate ostili, a disposizione del consiglio d’amministrazione della società bersaglio.




Postato da Uncas il 10:21
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