lunedì, 04 gennaio 2010

Categoria : enel, energia, informazione, berlusconi, prodi




questione d'immagine
luna blu riflessa
Una società pubblica, appartenente al gruppo Enel, la Sogin spa, ha investito 200 mila euro per proteggere il proprio amministratore delegato, Massimo Romano, da un'inchiesta di Report e della sua conduttrice, Milena Gabanelli.

Una cifra che vale circa 5 volte il costo medio di una puntata di Report (42.600 euro) e che comunque ha raggiunto il suo obiettivo: grazie all'intensa attività di lobbing dei consulenti arruolati per arginare e ammorbidire la Gabanelli, Romano e la sua gestione Sogin sono rimasti fuori dall'inchiesta andata in onda il 2 novembre 2008.

L'incredibile vicenda emerge fra le pieghe di un procedimento giudiziario in fase istruttoria ancora nel dicembre 2009, intentato a Report e alla stessa Gabanelli (perfino con esposto all'ordine dei giornalisti, subito archiviato) da una delle vittime di quella puntata sul ritorno del nucleare, un deputato della Lega Nord, Massimo Polledri.

Sentendosi diffamato da un passaggio di quella trasmissione, Polledri ha prodotto in giudizio faldoni di materiale sui contatti fra Report e Sogin e altrettanto ha fatto a sua difesa la Gabanelli, che ha contestato anche il testo di una mail che poteva sembrare imbarazzante per l'autonomia della conduttrice (testo che invece sembrerebbe artefatto). Ma le carte processuali raccontano comunque una vicenda assai interessante.

La puntata di Report andata in onda il 2 novembre 2008 a cura del giornalista Sigfrido Ranucci con il titolo "L'eredità", è stata preparata lungamente prima dell'estate. E ha rischiato di fare dormire sonni poco tranquilli al povero Massimo Romano, amministratore della Sogin nominato a quell'incarico nel 2007 durante il governo di Romano Prodi.

Per evitare rischi, Romano è andato a contattare un pool di consulenti di immagine e comunicazione, firmando alla fine un contratto da 200 mila euro più 20 mila euro di rimborsi spese con uno dei massimi professionisti del settore: la Ad hoc communications di Mario Pellegatta.

Il contratto formalmente aveva ad oggetto una consulenza generica, ma nel rapporto fatto arrivare a Romano dopo lo scampato pericolo del 2 novembre è risultato chiaro come la sostanziale missione fosse proprio quella di annullare il rischio Gabanelli

Ad hoc, che già aveva avuto rapporti professionali precedenti con Romano e Sogin, firmò il nuovo contratto con validità dal primo luglio 2008, proprio mentre Report stava girando l'inchiesta sulla gestione delle scorie nucleari avanzando rilevanti dubbi proprio sul ruolo di Sogin e su eventuali violazioni della legge esistente da parte della società pubblica.

Grazie alla capacità dei consulenti, per evitare un danno di immagine a Romano e alla società, si riesce a combinare un incontro faccia a faccia con la Gabanelli, probabilmente conviviale, comunque fissato per le ore 13,30 del 17 luglio 2008 all'hotel de Russie, uno dei più esclusivi di Roma, a pochi metri da piazza del Popolo.

A 24 ore dal faccia a faccia con la Gabanelli il consulente di Sogin, Mario Pellegatta, inviò una mail a Romano con un dettagliato rapporto sull'inchiesta che stava conducendo la trasmissione Rai e l'annotazione "in preparazione incontro di domani".

Il rapporto, comprensibilmente, era più che altro un elogio sul lavoro compiuto da Ad Hoc per allenare i dipendenti e dirigenti Sogin a rispondere alle domande del giornalista di Report. Allenamento che sembrava avere dato i risultati voluti: "alle domande critiche", sosteneva la relazione a Romano, "gli intervistati hanno risposto senza offrire appigli o elementi deboli".

Si elencavano poi le domande fatte arrivare per iscritto alla società pubblica dal giornalista di Report, e i suggerimenti ulteriori forniti dai consulenti, tipo: "Sono da evitare frasi con espressioni improprie. La telecamera è sempre accesa (...) ".

Fornita anche un'avvertenza strategica: mai fidarsi della correttezza professionale della Gabanelli e dei suoi collaboratori: "Il giornalista utilizza i cosiddetti tempi morti fra una ripresa e l'altra o durante le pause per rifocillarci, per trattare temi critici che avrebbe intenzione di approfondire. Non abbiamo la certezza che nelle sue borse (in particolare nello zainetto che ha sempre con sé) non vi sia un microfono nascosto. Occorre quindi limitare le conversazioni con il giornalista allo stretto necessario o a temi di conversazione banali e quotidiani...".

L'incontro al De Russie probabilmente ha avuto l'effetto sperato da Romano. Tanto che prima di andare in onda con l'inchiesta, la Gabanelli offre all'amministratore delegato della Sogin la possibilità di una intervista, che viene però (su consiglio dei consulenti) cortesemente rifiutata, inviando una breve dichiarazione alla conduttrice che per mail assicurò "ne daremo conto".

Il 2 novembre andò in onda la puntata tanto temuta. Dura, e non poco, con Sogin, che viene infilzata sia da studio che durante l'inchiesta condotta sul campo, sempre riferendosi però a presunte colpe dei manager che precedettero Romano, in testa il generale Carlo Jean nominato da Silvio Berlusconi qualche anno prima.

Anche quando vengono rilevate criticità contemporanee, non una parola di Report è spesa a critica della gestione Romano: contro la società sì, ma contro il manager mai. Successo quindi raggiunto: con quei 200 mila euro messa alla berlina Sogin ma salvato il suo capo azienda, che a quello puntava.

Inutile dire che il giorno dopo il trionfo sarebbe stato celebrato in un carteggio fra Sogin e i consulenti di Ad Hoc, dove questi ultimi tripudiavano: "alla luce della puntata di Report andata in onda ieri, 2 novembre 2008, è evidente che la strategia e i processi di comunicazione hanno raggiunto gli obiettivi che si proponevano, ovvero: proteggere la grande professionalità dei tecnici, sottolineare la discontinuità fra le gestioni precedenti e l'attuale, limitare gli errori di comunicazione che erano emersi nelle passate puntate".

Insomma con soldi pubblici una società pubblica ha pagato una somma consistente per ammorbidire (riuscendovi) l'inchiesta di una trasmissione della tv pubblica, pagata con soldi pubblici, per difendere la sola questione privata esistente: il buon nome di un manager nominato dal centro sinistra che pur di salvare se stesso ha accettato di fare andare a fondo la società che avrebbe dovuto difendere.
Una storia davvero tutta italiana.

Franco Bechis





Postato da Uncas il 08:20
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lunedì, 04 maggio 2009

Categoria : informazione, berlusconi




non è successo niente

Una scena dal film "Il tagliaerbe"

oggi in Italia non è successo niente, secondo Corriere.it le prime tre notizie sono:

"E' Veronica che deve scusarsi con me"

"Veronica ha superato i limiti"

"La signora si dimette da moglie"

Quindi il PIL NON è in calo del 4,4%, la disoccupazione NON tende al 9%.

Nel frattempo tutta Italia si interroga su quanto potrà chiedere Veronica a Silvio di alimenti ... uno che spende 200mila euro in tagliaerbe per le sue ville e intesta 30 milioni di euro di case alla Signora .. non se la può cavare con una buonuscita a sette zeri.

Ma il vero problema è: chi le farà da avvocato? Sono tutti impegnati col marito ...




Postato da Uncas il 11:33
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lunedì, 24 novembre 2008

Categoria : politica, berlusconi, rai , veltroni, finanza pubblica




che schifo!

C'è molto dell'ex URSS nella vicenda Villari: una barzelletta che girava in Unione Sovietica parlava della PRAVDA (= verità, il più diffuso giornale sovietico) e dell'ISVIESTIA (= notizie, la seconda testata dell'ex URSS) e la barzelletta diceva più o meno così: Nella Pravda non trovi mai notizie e sull'Isviestia non c'è mai la verità ...

E oggi noi abbiamo i media monopolizzati da un Senatore nominato in un collegio sicuro da Rutelli che giunto alla Presidenza di una Commissione di Vigilanza perché qualcuno pensa di giocare con le Istituzioni, si erge a paladino antipartitocrazia conro quel sistema che lo ha messo lì ... e due partiti che si chiamano "Partito delle Libertà" e "Partito Democratico" di cui si potrebbe a ragione dire che nel primo non c'è democrazia e nel secondo non c'è lbertà.

Poi abbiamo il vicepresidente dei deputati di un partito di maggioranza che smentisce un suo flirt con il Ministro delle Pari Opportunità e affida la "velina" a NOVELLA 2000 (non all'ANSA o, al limite, a FACEBOOK, tanto per essere un po' fighetto)!!

Come se a qualcuno - moglie a parte - interessasse qualcosa della sua vita privata ...

 E da settimane, a parte la pausa "informativa" sul tormentone ALITALIA, non si parla d'altro, come se non vivessimo in un paese con un handicap gravissimo sul piano della finanza pubblica, della politica, della burocrazia, della malavita (organizzata e non) delle tecnologie.

Come se non ci fossero chiari segnali di un ritorno alla lotta armata di vecchi e nuovi personaggi. La seguente trascrizione è tratta da un intervento di un ascoltatore nel corso della trasmissione "Zapping" di venerdì 14 novembre u.s.:

Aldo Forbice - Sentiamo Dino Manchi da Milano buonasera.
Dino Manchi - Buona sera io sono un sindacalista della CGIL e avrei bisogno, mi sento di fare cinque dichiarazioni perché si possa conoscere con maggior precisione …
AF - Cinque dichiarazioni è un po’ troppo lunga, ne faccia una sola, la più importante, quella breve, però.
DM - Beh, cerco di essere veloce: vorrei significare che all’interno del sindacato vi sono delle frange estremiste ed un po’ pericolose come si era verificato già negli anni settanta. C’è l’estrema sinistra che vuole riemergere con la violenza e la lotta continua contro Berlusconi e quelli che loro chiamano “fascisti” in una specie guerra “costi quel che costi”. Io sono considerato insieme ad altri un “molle” mentre loro sono dei “duri” e dopo queste dichiarazioni io non so se continuerò ad essere sindacalista CGIL. Vorrei significare che il tentativo della situazione attuale, secondo la parte dura del sindacato, è di fare un nuovo ’68 partendo dalla scuola per poi passare agli operai e a tutti i molti … clandestini, Rom, precari, che ci sono a disposizione … per aumentare i voti, ritornare in parlamento …
AF - Strumentalizzare i disagi sociali, lei dice … per … certo, capisco
DM - Sì, non è che è una mia … Non è che io dico
AF - “Lo dice lei” nel senso che ne prendiamo atto, è una bella testimonianza la sua quindi per carità …
DM - Io sto rischiando il posto dopo trent’anni di serio onesto e corretto lavoro per questo che sto dichiarando … c’è appunto un fatto di questo genere che mi sento di dover dichiarare pubblicamente perché sta avvenendo questo purtroppo, con mio grande dispiacere e grande dispiacere di quella parte che vorrebbe rimanere unita agli altri sindacati …
AF - Quindi lei condivide le parole di Angeletti che ho letto prima?
DM - Sì, purtroppo sì! E dico purtroppo perché io non ho mai votato né voterò mai Berlusconi e veramente c’è una situazione molto molto pesante all’interno del nostro sindacato e la sto portando a conoscenza di tutti …
(Minutaggio da 8:59 a 11:56)

Ho provveduto ad inviare una richiesta di precisazioni e commenti alla sede CGIL di Milano che non ha risposto.




Postato da Uncas il 13:49
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sabato, 25 ottobre 2008

Categoria : berlusconi, tutela legale, veltroni, mediolanum, promotori finanziari




per la serie

due uomini un destino

il campo dei miracoli

"le cerque 'n fonno le merangole"

A dx, colui che sta chiedendo contemporaneamente di abbassare le tasse, alzare le pensioni, ritirare il decreto collegato alla finanziaria che prevede risparmi e tagli di spese inutili, a sinistra l'uomo che restituirà "di tasca sua" ai suoi clienti - che si sono ritrovati un derivato Lehman Brothers vestito da polizza asscurativa senza assicurazione - quanto hanno perso (una cifra equivalente a tutti gli utili 2007 della sua società)

APPROFONDIMENTI: l'intervista "in ginocchio" a Ennio Doris ed alcune considerazioni finanziarie e fiscali




Postato da Uncas il 20:02
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venerdì, 17 ottobre 2008

Categoria : bestiario, gheddafi, berlusconi, profumo, geronzi, unicredit




fondi sovrani

Ovvio che il nuovo possessore delle chiavi di casa non si accontenterà di fare da comprimario alla prossima assemblea dei soci ma pretenderà un posto in CDA (l'ultima volta che ha messo due soldi in Italia, sappiamo come andò a finire ... a Perugia in particolare ... v. foto a sinistra)

Ovvio poi che il nuovo assetto di Unicredit rimescola le carte e riapre i giochi per una nuova battaglia in Mediobanca dove l'ascia di guerra fra Profumo e Geronzi era stata solo momentaneamente sepolta con l'ingresso di Marina Berlusconi in CDA.

Sembra infatti che Cesare Geronzi, stufo di sentire altri comandare in casa "sua", abbia convinto il dittatore libico ad entrare a gamba tesa su Unicredit.

E il ricordo, in questo caso, va alla frase di Vittorio Gassman nel film "la grande guerra" di Monicelli: "il milanese in fanteria e il romano in fureria" ... sappiamo tutti che finirono entrambi fucilati (da eroi ma fucilati!!).

E a rimesolare il mazzo ci si metta anche la Corte di Cassazione che - le motivazioni ancora sono tutte da leggere - riapre il caso Eurolat per Geronzi, Bianchini Riccadi e Cragnotti.

E a me torna il dubbio più volte accennato: come mai il Promotore Finanziario se indagato viene sospeso dall'Albo mentre il Presidente della mamma di tutte le banche, già condannato ed interdetto dalle cariche sociali continua ad esercitare il suo mandato? I requisiti di onorabilità previsti dal Testo Unico della Finanza non valgono per Cesarone??




Postato da Uncas il 16:33
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lunedì, 01 settembre 2008

Categoria : politica, berlusconi, prodi




gravità

dal blog di Fausto Carioti

"Anche prendendo per buono quanto detto ieri da Cavazza, e cioè che Ovi «millantava» quando diceva agli altri del clan prodiano che da lui il Pd avrebbe avuto 280mila euro con cui finanziare un sondaggio, il quadro resta inquietante. Basta ricordare le telefonate intercorse tra Berlusconi e Saccà, e le conseguenze giudiziarie e mediatiche che hanno avuto. Lì Berlusconi, all’epoca privo di incarichi di governo, lasciava intendere al direttore di Rai Fiction che, se avesse fatto lavorare alcune attrici, lo avrebbe ricompensato nella sua futura attività di imprenditore. La procura di Napoli, per questo, ha chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi, accusandolo di corruzione. Qui, invece, c’è un presidente del consiglio in carica che chiede a un imprenditore amico di intervenire per aiutare suo nipote. Nel frattempo, i suoi più stretti collaboratori si mettono a disposizione dello stesso industriale per fargli avere, tramite scorciatoie politiche, cospicui vantaggi fiscali (meritati o meno non ha alcuna importanza)."

il resto dell'articolo




Postato da Uncas il 15:22
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giovedì, 07 agosto 2008

Categoria : berlusconi, tasse, visco




SALVA VISCO

DAL BLOG DI GABRIELE MASTELLARINI

Con un emendamento dell’ultim’ora introdotto dalla Camera dei Deputati, viene sancita la sanatoria per la diffusione dei dati dei contribuenti avvenuta negli scorsi mesi ad opera dell’Agenzia delle Entrate.

Nel corso della conversione in legge del decreto 112/2008, manovra fiscale estiva, all’articolo 42 sull’accesso agli elenchi dei contribuenti e’ stato aggiunto un apposito comma che, nascondendo il vero fine, da’ il definitivo via libera all’operazione di diffusione dei dati che tante polemiche aveva suscitato. Un po’ come quei contratti scritti in minuscolo, dove nessuno ci capisce nulla ma qualcuno se ne avvantaggia.

Ma andiamo con ordine. Il sito dagospia.com pubblica la seguente lettera.

Caro Dago, ennesima legge “ad personam” approvata dal Parlamento. Tuttavia stavolta non è una “salva premier” che farà gridare allo scandalo i dipietristi dell’Italia dei valori immobiliari e l’Unità, ma una “salva Visco” che entrerà in vigore nel silenzio generale della grande stampa.
Infatti nella manovra d’estate, nel prevedere che nel futuro le liste delle dichiarazioni dei redditi non saranno più esposte alla mercé della curiosità e dell’invidia di amici e vicini di casa, per quanto concerne il passato si prevede una sanatoria “tombale” per lo sputtanamento online (illegale, come ha stabilito il Garante) di Visco e Romano, l’ex strapagatissimo capo delle Entrate.

Cosi’ abbiamo ripreso l’ultima versione della norma ed ecco spuntare il codicillo inserito all’ultimo istante dai parlamentari. Leggete con attenzione:

1-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, relativamente agli elenchi, anche già pubblicati, concernenti i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004, e comunque fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, la consultazione degli elenchi previsti dagli articoli 66-bis, commi secondo e terzo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e 69, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, come da ultimo modificati dal comma 1 del presente articolo, può essere effettuata anche mediante l’utilizzo delle reti di comunicazione elettronica come definite dall’articolo 4, comma 2, lettera c), del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

In maniera piu’ esplicita: non si applicano le nuove disposizioni (che comportano il divieto di pubblicazione con qualsiasi “mezzo”) per gli elenchi dell’anno 2005 anche se diffusi attraverso la rete Internet.

Inciucio?




Postato da Uncas il 10:13
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martedì, 22 luglio 2008

Categoria : berlusconi, fassino, telecom italia




non ci credo

... ripeto, non ci credo che Piero Fassino "aveva la firma" sul conto collettore delle tangenti pagate da Colaninno per acquisire Telecom con i debiti di Telecom nel 1999.
... ripeto non ci credo, sarebbe stato troppo stupido, come un qualsiasi nipotastro che aspetta che la prozia vedova stiri i piedi, no, non ci credo.
... come non ho mai creduto che Giulio Andreotti andasse in giro per la sicilia a pomiciare con i boss ...
... come non ho mai creduto che Silvio Berlusconi distribuisse ministeri in cambio di arditi soffoconi ...

per questo noto che il trattamento riservato a Fassino in questo caso non è lo stesso riservato ad altri di altre parti politiche in altri casi: dove sono Di Pietro e Grillo, dove sono Travaglio e Santoro?




Postato da Uncas il 15:45
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mercoledì, 02 luglio 2008

Categoria : televisione, giustizia, napoli, bestiario, berlusconi, monnezza




LA BESTIA E LE BESTIE

BESTIA
Sulle bestialità di qs governo ho iniziato a scrivere qc (vedi il deludente Tremonti) ma mi sembra che siano assolutamente pari alle bestialità dell'opposizione che sa solo manifestare contro se stessa .... voglio vedere l'autunno caldo di Veltroni ... secondo me va a finire che il congresso del PD tanto a lungo rimandato lo celebreranno in piazza!!
Dall'altra parte il "pacchetto sicurezza" con la norma "sospendi processi" rende solo più certa l'immunità per i "reati minori" (che secondo me non esistono proprio ....)
Secondo me queste cose possono succedere solo d'estate quando in TV (per chi la guarda) scorrono solo vecchi film con Franco e Ciccio o Tognazzi e Vianello.
Si sente la mancanza di un po' di satira fresca.
Tipo quando Italo Bocchino rilascia dichiarazioni sulla prostituzione ...
O quando Berlusconi promette che entro fine luglio non ci sarà più spazzatura per le strade di Napoli ... e che lui non dovrà più tornarci ...
O quando Tremonti vara il pacchetto mutui e gli unici che gli battono le mani sono i banchieri ...
Ma Di Pietro non è da meno, con quel modo da arruffapopolo che fa rimpiangere che non sia rimasto perennemente a guidare il trattoretto nella tenuta di Montenero di Bisaccia ...
Io ci sono passato nel 1987, per sbaglio, da Montenero di Bisaccia, ed era il buco del culo del buco del culo d'Italia: oggi, se ci vai, vedi una uscita della A14 che ti sembra di essere arrivato a Lourdes (e forse per qualche concittadino del nostro è proprio così!!)
La norma sospendi processi fa del bene soprattutto alla CASTA ... tutti faranno finta di attaccarla, ma la base di ogni partito la sta aspettando come la pioggia nel deserto ...  tutti gli impicci ed impiccetti locali, soprattutto per le moltissime magagne accumulate dalle 18 (diconsi diciotto) regioni rosse ... saranno magicamente congelati, rinviati ... e non mi dicano che il problema è sospendere 100mila procedimenti che intasano le procure!!!
Nel 2004 (ultime tavole disponibili in istat.it) sono stati denunciati 2.417.716 delitti tra cui 1.466.582 furti e 268.687 danneggiamenti ... cioè il 71% delle denunce riguarda delitti che presumibilmente ricadranno sotto il "sospendi processi".
Basterebbe questo per domandarsi perchè proprio la categoria di delitti più diffusa, più fastidiosa e che suscita il maggior allarme sociale, debba avere simili benefici.
E fra qualche anno, quando cesserà l'effetto sospensivo cosa succederà??
Un altro bell'indulto??
E invece si va avanti parlando del processo Mills o dei problemi personali di Berlusconi ... (processo che non sta in piedi e che sarebbe comunque morto ...) quindi è evidente che puntano ad altro
.


Postato da Uncas il 08:45
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giovedì, 22 maggio 2008

Categoria : berlusconi, tremonti, investor education, mutui, consiglipergli acquisti




cominciamo bene!!

Mutui: accordo banche-Tremonti, ridotte le rate dei variabili -2-

La rinegoziazione potra' essere richiesta entro il 31/12

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 21 mag - L'accordo prevede che la differenza rispetto all'importo attuale delle rate dei mutui venga addebitata su un conto del cliente al quale si applichera' un tasso Irs a 10 anni maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento. I clienti potranno chiedere  alle banche la rinegoziazione entro il prossimo 31 dicembre.
L'intesa e' stata illustrato oggi a Milano dai vertici dell'Abi ai banchieri dell'esecutivo ed ha colto l'unanime apprezzamento dei partecipanti.     Ggz

(RADIOCOR) 21-05-08 15:56:02 (0220)IMM 5 NNNN

io spero di aver letto male, di aver sbagliato tutti i calcoli, che ci sia stata l'ennesima "semplificazione mediatica" ma ho provato a fare due conti (e a quest'ora non è facile) ...

DATI: mutuo da 100mila euro a 30 anni a tasso variabile indicizzato all'EURIBOR 3 mesi + 1,25 di spread stipulato il 10/5/2006

Rata di partenza € 483 rata oggi € 609

Tasso di partenza 4.10% tasso oggi 6.15%

Differenza rata € 114 (da addebitare su un conto del cliente al tasso IRS 10A + 0,50 = 5.17%)

Se l'italiano ha ancora un senso e la matematica non è diventata un'opinione: ogni mese io accantono un debito di € 114 su cui pagherò un interesse (passivo) di 5,17% ...

Cioè ho aperto un piano di accumulo a debito a 28 anni (durata residua) che mi restituirà un capitale (negativo) di € 83.889 (ho fatto i conti al 5% per semplicità)

Cioè fra 28 anni (diconsi v e n t o t t o) finirò di estinguere il mio mutuo da 100mila e lascerò ai figli un'eredità PASSIVA di 83.889 euri!!

Per forza apprezzano unanimemente!

il tutto per tacere del fatto che l'EURIBOR è un tasso convenzionale stabilito quotidinamente da un panel di dieci banche europee, un cartello per definizione, meriterebbe più di un approfondimento da parte delle varie Autorities Antitrust Nazionali e Comunitarie partentdo da domande semplici semplici ... ad esempio:

dove va a finire la differenza fra il tasso corrente EURIBOR e il tasso ufficiale di sconto BCE?

perchè le stesse banche che collocavano solo tasso variabile ai minimi storici oggi spingono solo soluzioni a tasso fisso?




Postato da Uncas il 21:19
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