chi l'ha detto?

"Bnl-Unipol, "Fazio avallò il contropatto". La Stampa informa in 24 righe a pagina 31 che si sono chiuse le indagini della Procura di Roma. "Rischiano il processo: Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Vito Bonsignore, Emilio Gnutti, Ettore e Tiberio Lonati, Giuseppe Statuto, Gianpiero Fiorani, Gianfranco Boni, Guido Leoni, Giovanni Berneschi, Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti, Antonio Fazio e Francesco Frasca". Anche questa notizia non piace e l'elenco con i nomi lo fa solo la Stampa.
prospetto INFORMATIVO

Dopo l'allarme lanciato sabato da PLUS (l'inserto per i risparmiatori de Il Sole 24Ore) "Consob chiede a banche e assicurazioni più trasparenza Sotto accusa obbligazioni strutturate e polizze finanziarie Ecco svelato quanto valgono questi strumenti così diffusi", la newsletter CONSOB di oggi pubblica ben 32 nuovi prospetti informativi. 25 di questi riguardano emissioni obbligazionarie il 68% delle quali strutturate ...
Fra le altre cose il risparmiatore scopre che esistono le obbligazioni con opzione "Napoleon" ... ma cosa siano nessun lo spiega.
E' dunque facile immaginare la scenetta allo sportello con il bancario di media cultura finanziaria che dice al pensionato che sono uscite delle obbligazioni "nuove nuove che rendono l'8%" e il cliente "ma sono sicure??" "cerrrrrrto che sono sicure, firmi qui, qui e qui!!" e le banche si liberano del cerino acceso ...
Autorizzata la pubblicazione delle note integrativa e di sintesi relative al programma di offerta al pubblico di obbligazioni con opzioni plain vanilla, digitali, lookback, himalaya, rainbow, best of, napoleon e worst of emesse da Banca Nazionale del Lavoro spa (decisione del 15 luglio 2008).

maledetti fvanscesi 2

ricevo da Francesca - con richiesta di commento - il seguente trafiletto tratto da Il Sole 24 ore:
I Francesi, anche quando sono privati, mettono il loro Paese davanti a tutto. Lo fanno con i rigassificatori, lo fanno contro gli assalti stranieri in Borsa, anche se solo annunciati. Figuriamoci quando c'è di mezzo, almeno teoricamente, la sicurezza nazionale. E gli italiani? La banca francese Bnp Paribas acquisterà il totale controllo della BNL. Per la sua storia di Banca del Tesoro italiano, ancorchè privatizzata con successo nel '98, ha conservato un reticolo di funzioni molto legate alla pubblica amministrazione. Talvolta molto delicate e particolari al punto che ci si potrebbe interrogare se siano compatibili con una proprietà stranier, specie come quella francese, dove il pubblico e il privato sono così apertamente intrecciati.
La Bnl ha da anni in gestione la Tesoreria del Sisde, il servizio segreto civile, con tutto quello che questo incarico comporta. Quindi anche dover tenere in deposito fondi destinati a transazioni un po' particolari, rientranti nell'attività istituzionale dei servizi. Dentro la sede del Sisde, in via Giovanni Lanza 194 (come scritto nel bilancio della banca ...) la Bnl ha uno sportello per le "barbe finte". La banca di Via Veneto ha agenzie interne anche al Quirinale, ai Ministeri degli Esteri, dell'Interno e di Grazia e Giustizia, nel Comando generale dell'Arma dei Carabinieri e i n quello della Guardia di finanza, dentro la Questura di Roma, in Senate, nella Corte Costituzionale.
Certamente saranno state adottate da tempo misure di sicurezza sui files "delicati". Ma dopo gli ultimi fatti viene da chiedersi se i francesi tollererebbero che i fondi della Dgse fossero depositati in una banca controllata totalmente da capitali stranieri.
Carlo Marroni
Così di getto farei dell'ironia sul servizio tesoreria del Sisde, mi immagino il Promotore che ha redatto la proposta di investimento e poi compilato i contratti per gestire i quattrini degli spioni: "facciamo una bella polizza che poi detrae?" oppure "Una firma qui, qui e qui ... ma sì, anche sotto la scritta operazioni non adeguate per tipologia e dimensione" e poi avrà messo la crocetta su "non ho/abbiamo ritenuto di fornirvi le informazioni richieste sulla mia/nostra situazione finanziaria sui miei/nostri obiettivi di investimento, nonostante che sia stato chiarito da parte Vostra che tale accertamento è compiuto nel mio/nostro esclusivo interesse” ...
Di fatto la delicatezza a cui l'articolista allude investe traffici che hanno poco a vedere con la sicurezza nazionale e molto con il commercio estero.
Ed è stupido scandalizzarsi di questo: se qualcuno fabbrica le armi, qualcuno le vende, un altro le trasporta, altri le comprano e le pagano e, alla fine della piramide alimentare, c'è chi le usa.
Cambierà qualcosa con l'arrivo dei Francesi?? Penso di no anche perchè da anni BNP e BNL operavano in joint venture con scambio di funzionari e funzioni. Quanto ai files delicati oso sperare che il bonifico per pagare i nostri informatori sotto copertura all'estero non fosse fatto dalla BNL sede di via Giovanni Lanza ...
PS per Francesca, la prossima volta - e mai per comando - almeno trascrivi l'articolo con data e pagina.
che pizza!

comprereste un'attività produttiva - per esempio una pizzeria - se vi venisse detto che prima di rientrare del vostro investimento devono passare 21 anni?
forse sì, forse no
se vi dicessero che investire nella pizzeria dall'altra parte della strada vi assicura che rientrate in 13 anni, spostereste i vostri investimenti?
forse sì
se poi qualcuno vi dicesse che la prima pizzeria si chiama BNL e la seconda, per esempio, San Paolo IMI, sarebbe tutto più chiaro?
forse no
esiste un indicatore nell'analisi dei numeri di bilancio delle società quotate che si chiama P/E: Price Earning, serve a capire in quanto tempo ogni euro investito tornerà in tasca all'investitore e indica, in sintesi, se un'azione è cara rispetto al mercato di riferimento.
BNL ha un P/E di 21, contro una media dei titoli bancari europei di 13 (S. Paolo è in media) significa che oggi viene pagata a caro prezzo, significa anche, fatte le dovute proporzioni, che il prezzo giusto sarebbe fra 1,7 e 1,8 euro per azione (BNP Paribas offre € 2,925 per azione), significa che tanti sospiri di sollievo per l'esito delle vicende che hanno catalizzato la nostra attenzione negli utlimi mesi, sembrano fuori luogo ... secondo me la festa deve ancora cominciare ... staremo a vedere.
porta il fieno in cascina
Col titolo "I manager BNL non aspettano Bbva", MF di oggi pubbblica l'elenco di operazioni rilevanti sul titolo BNL ai sensi della normativa sull'internal dealing. Ben 15 manager della Banca contesa agli spagnoli dalla Unipol, hanno provveduto a vendere i premi ottenuti sotto forma di stock option. La notizia non è da poco: significa che sono pochi quelli che credono che il prezzo possa salire ancora, se poi fra quei pochi si trova un noto comico e praticamente nessuno del top management, è facile anche intuire quale direzione prenderà il titolo. La nota umoristica è che il Top Manager che ha spuntato il prezzo più basso nel portare a casa la plusvalenza, è il Responsabile finanza della banca: Paolo Tesoro: nomen omen.

GRAFICI
Vorrei affrontare alcune questioni strettamente tecniche del pasticciaccio brutto delle scalate bancarie degli ultimi mesi.
E' molto difficile comprendere a chi faccia del bene la battaglia che si è scatenata intorno alle banche.
A prima vista sembra che non faccia bene a Fazio, nè a FIorani, nè a Fassino, nè a Consorte, nè a Gnutti, nè a Ricucci.
Ma vediamo un paio di grafici: 

Riportano l'andamento nel 2005 delle azioni Antonveneta e BNL (linee rosso scuro) contro il MiBTel (l'indice telematico di Milano. Entrambi i titoli hanno beneficiato di consistenti rialzi a partire da qualche tempo prima gli annunci ufficialiI di OPA. Entrambi i titoli hanno battuto il mercato di riferimento. Le colonne blu scuro in basso sono i volumi scambiati.
Aggiungiamo altri due titoli: UNIPOL e Banca Popolare Italiana (ex BPL):

Entrambi i titoli hanno perso valore.
Quindi abbiamo da una parte un fenomeno - se vogliamo normale e prevedibile: titoli contesi aumentano di valore, una applicazione quasi banale del principio di rarità, dall'altra parte osserviamo il fenomeno di aziende che, in conseguenza di decisioni del proprio azionariato di controllo, distruggono valore degli stessi azionisti. Perchè? Perchè io, azionista di controllo di un'azienda, dovrei deliberatamente distruggere il mio patrimonio, indebitandomi oltre ogni lecita misura?
ecco un'altra categora che non è stata beneficiata dalle operazioni di cui parliamo: gli azionisti (sicuramente quelli piccoli). ma nemmeno i creditori di BPI e UNIPOL (cioè chi deteneva obbligazioni delle aziende) e nemmeno gli obbligazionisti dei soci di maggioranza (che hanno visto assottigliarsi il patrimonio a garanzia del loro debito) quindi in certa misura anche i cosidetti soci prestatori di tante cooperative che hanno sostenuto Consorte & soci.
Del resto non sono io a dire che i cosidetti libretti COOP vengono usati contro natura, è un'autorevole associazione di consumatori non certo tacciabile di simpatie destrorse.
Allora a chi fa del bene tutta la faccenda va sicuramente ricercato in quelle colonnine blu scuro che ci fanno capire come e quanto chi sapeva a tempo debito ha potuto guadagnare (e questo si chiama insider trading) i danneggiati si andranno ad aggiungere molto presto ai detentori di titoli Cirio, Parmalat, Argentina e via discorrendo.
lo scaricabarile
"Consorte è lontano dai Valori della sinistra"
Piero Fassino
... già, peccato che molti valori della sinistra siano finiti sui conti esteri di Consorte ...
un paio di esempi: gli azionisti rilevanti di Unipol, gli azionisti rilevanti di BNL, ... potrei andare avanti ...
c.d.d.
come dovevasi dimostrare
Se lo dice Epifani ... «Unipol è troppo piccola per scalare Bnl. C'è la tentazione di costruire un centro di potere finanziario a sinistra» ...
Se invece lo dice Uncas mi chiedo perchè questo blog non si chiami Cassandra.it
E intanto la sinistra è colpita dal complesso del pene ... dopo anni di condanne per il celodurismo modello Bossi, il loro "io ce l'ho diverso, io ce l'ho profumato, io ce l'ho onesto" è messo in crisi da un top manager (anzi fino a ieri IL top manager) che approfitta (legittimamente) di una legge dell'odiato nemico ... e tutti - o quasi - si chiamano fuori ...
Ma allora viene da chiedersi cosa c'entri tutta questa storia con la cooperazione protetta dalla nostra carta costituente: Art. 45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.
Forse niente (ma non per documenti pubblicati da dsonline in luglio) ... in ogni caso, per essere propositivi, consiglio alla dirigenza della Lega Coop (dal cui sito è scomparso ogni riferimento alla UNIPOL - pubblictà a parte) di sottoporsi ad una sempice operazione in anestesia locale, facilmente aggirabile ed altrimenti certificabile: qui i riferimenti.
