giovedì, 09 ottobre 2008

Categoria : televisione, finanza, informazione, tanzi, geronzi, capitalia, cragnotti, mediobanca




FIGURINE & FIGURACCE

Foto del Senatore Antonio PARAVIA

Foto del Senatore Angelo Maria CICOLANI

Sono i Senatori  Antonio Paravia e Angelo Maria Cicolani (i link rimandano alle loro pagine biografiche in senato.it con tanto di contatto email) i due estensori dell'emendamento che avrebbe impedito a Calisto Tanzi, a Cesare Geronzi, a Sergio Cragnoti, ma anche ad una miriade di amministratori meno famosi di Società e COOPERATIVE di tutti i colori, di andare in galera.

Anna Finocchiaro ha parlato di una ''questione etica'' e di una ''disparita' inaccettabile tra soggetti pagati profumatamente e la vita di migliaia e migliaia di cittadini''. (così ANSA.IT) in verità L'emendamento fu presentato direttamente in aula dai relatori Angelo Cicolani e Antonio Paravia. La votazione si svolse fuori dai riflettori, per alzata di mano. I senatori del Pd non chiesero il voto elettronico e non ci furono interventi contrari. E' però vero che nei giorni precedenti il senatore democratico Felice Casson intervenne in aula per dire che il decreto (non ancora modificato dall'emendamento) conteneva una sorta di "amnistia mascherata". "In realtà se ne erano accorti tutti", racconta il leghista Massimo Garavaglia, che spiega: "Doveva essere solo un'ulteriore tutela per Fantozzi, ma ora di fronte al rischio che per tutelare il commissario di Alitalia vengano tutelati dei delinquenti è ovvio che quella norma verrà stracciata". (così l'Unione Sarda) cioè se ne erano accorti tutti ma speravano che passasse in cavalleria: fortuna che c'è Milena Gabanelli, ultima rappresentante del "QUARTO POTERE" in Italia.




Postato da Uncas il 20:19
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venerdì, 23 febbraio 2007

Categoria : geronzi, capitalia, arpe




chi beve da solo ...

guerra in casa Capitalia, MF, quotidiano dei mercati finanziari, preoccupatissimo, dedica la prima pagina al caso che ha scosso le quotazxioni del gruppo bancario italiano.

tarallucci

Differenti visioni fra AD e Presidente, soprattutto su quale gruppo straniero favorire, hanno portato ad uno scontro all'arma bianca.

Geronzi, forte della vicinanza storica di interessi ed intenti con buona parte dei soci del patto di sindacato, chiede la testa del "giovane" Arpe (mio coetaneo ...). Questi, da parte sua, sperava di poter rafforzare la sua influenza dopo le vicissitudini giudiziarie del Presidente (solo di recente reintegrato nelle sue funzioni che avrebbe dovuto lasciare fino a fine 2008 per la condanna inflitta dal Tribunale di Brescia).

Le due cose divertenti sono che MF riporta notizie di fonte riservata dell'incontro fra i due contendenti - incontro cui partecipava solo Roberto Colaninno in veste di paciere fra i due - e quindi la fonte sarà anche riservata ma la cerchia dei "sospetti" è ristrettissima; l'altra barzelletta è che tutta la bagarre si è svolta a mercati aperti (parliamo sempre della terza banca italiana) e che nei tre giorni di massima passione in borsa, con la capitalizzazione sotto di 1.3 miliardi di euro, gli scambi sul titolo hanno toccato i massimi da 9 mesi a questa parte.

Quindi, se non ho capito male, Geronzi ha messo i tarallucci, Arpe ha portato il vino e i conti li pagano - come sempre - i piccoli azionisti.




Postato da Uncas il 14:04
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