giovedì, 22 maggio 2008

Categoria : confindustria




RICRESCITA ZERO

Al debutto della Emma c'erano tutti, tinte fresche e tette rifatte e tirate a lucido per l'occasione, sono riemersi dal nulla in cui il mercato (o almeno quel che resta del mercato) li aveva collocati perfino Carlo De Benedetti

DE BENEDETTI TANATOSI

 (in sonno, come le sue azioni fresche di pegno) e Marco Tronchetti Provera (che è tornato a sparare proclami su politica ed economia dopo aver fatto registrare una pletora di commenti calcistici), Luca Cordero Di Montezemolo sorrideva al neo premier

BERL E LUCALUCA

 (oggi, dopo averlo affossato due anni fa) e il neo premier, (l'unico senza doppio cognome) che sfoggiava il suo paio di trampoli

SCARPE DA CAVALIERE

 del dì di festa ... perfino i ministri presenti si sono dati un contegno ... è rimasto serio serio pure Frattini che da una settimana ride ad ogni sputo che arriva da Zapatero e i suoi ... FRATTINI SERIO

Tutti seri ... e tutti d'accordo, e quando tutti sono d'accordo non è mai una bella cosa ...




Postato da Uncas il 21:52
commenti (4)/ commenti (4)(popup)/ Permalink



lunedì, 22 ottobre 2007

Categoria : cinema, confindustria




nuovo cinema paralitico

 Veltroni è veramente un genio. Si inventa una festa del cinema nella sua città, la imbottisce di danaro pubblico e privato, ci mette il suo braccio destro alla guida e grazie al potere mediatico e immaginifico di cui dispone trasforma una cosa obiettivamente minore e marginale in un apparente trionfo.
E’ incredibile osservare come i giornali siano rapiti da una specie di ipnosi collettiva. Per rendersene conto ci vuole lo sguardo d’insieme, non basta un’occhiata di sfuggita. Le vette di lirismo a cui i giornali attingono per descrivere l’evento sono impareggiabili e corali. Tutto è grandioso, travolgente, appassionante: le cronache sgorgano dai cuori solitamente cinici e diffidenti dei giornalisti come ondate d’entusiasmo e partecipazione.

Una tale assoluta e concorde celebrazione non la trovereste a Cannes, a Berlino, a Venezia. Certo lì è diverso, lì i giornalisti parlano di cinema e di film; a Roma parlano di Veltroni e dei suoi sogni.

A Roma tutto si trasforma: arrivano per l’inaugurazione della Festa Sofia Loren e Monica Bellucci e sembra siano scese sulla terra due miracolose divinità.

Ora possiamo dire onestamente quello che pensiamo? Si può parlare con sincerità di Sofia Loren senza fare la fine di Storace con Napolitano? Si può dire che il suo ultimo film decente, Una Giornata Particolare, è di 30 anni fa? Si può essere stanchi della sua maschera appassita e ostinata, della sua professione di “madrina” benedicente ogni possibile evento. Il suo legame col cinema è ormai inconsistente, l’inaugurazione del Festival poteva essere il varo di un transatlantico, l’apertura di un ristorante, il lancio di un profumo, una sfilata di moda. E ogni volta giornali e tv le tributano un magniloquente e nostalgico omaggio, quasi un coccodrillo in vita. Con Vincenzo Mollica che la intervista pieno di sollecitudine e ossequio a uso e consumo di chi la ricorda com’era.

E’ poi consentito avere della Bellucci un’idea piuttosto vaga? Avere qualche dubbio sul suo apporto alla storia del cinema o anche alla sua cronaca?

Ecco, questo è quello che ha avuto Roma per l’inaugurazione della sua Festa del cinema. Ma sui giornali i toni erano quelli del trionfo, alle due dame erano dedicate tutte le prime pagine, gli inserti, le aperture dei tg. La Loren ha scritto un pensierino da scuola elementare e il Messaggero l’ha pubblicato in prima pagina come una reliquia. Eppure quegli stessi giornali e giornalisti conoscono il fulgore dei tappeti rossi di Los Angeles, la folla di star sulla montée de marche di Cannes.

La verità è che ogni parola spesa per la Festa del Cinema è un piccolo omaggio a Veltroni e alla sua corte. Un soldino buttato nella fontana dei desideri del suo futuro e munifico potere.

Non è mai piacevole rompere gli incantesimi, riportare il principe allo stato di rospo, ma qualcuno deve pur farlo.

da L'Occidentale




Postato da Uncas il 13:16
commenti (1)/ commenti (1)(popup)/ Permalink



mercoledì, 19 settembre 2007

Categoria : politica, grillo, confindustria




a cavallo del Grillo

rodeo - anni '70 - Ernst Haas

Confindustria non ci sta: nel "lancio" di agenzia di quella che sarà la probabile "discesa in campo" (quantomeno per interposta persona) di Lucaluca e i suoi Fratelli, l'Associazione Industriali si dedica allo sport più in voga: la galoppata sul Grillo:

"... Ogni italiano infatti spende 16,3 euro per sostenere le Camere, contro i 2,1 della Spagna, l'8,1 della Francia, i 6,3 della Germania. E questo, incalza Confindustria nella sua disamina, "malgrado la situazione italiana sia contraddistinta da minore efficacia ed efficienza" ..."

Questo risponde indirettamente a Piero Fassino che ieri ha scritto ai Presidenti di Camera e Senato per "dire STOP agli aumenti degli stipendi dei parlamentari!!"

Evidente che non basta che "non aumentino": DEVONO CALARE!!

Ma da dove parte tutto ciò?

Il fenomeno che si vuole far credere "antipolitico" è invece tutto interno alla sinistra, quello che si vuol far nascere con il bestseller dell'estate 2007 ("LA CASTA") è di fatto generato dal libro di due senatori Diesse di cui abbiamo già parlato: RIzzo e Stella hanno solo messo in bella copia le tante tabelle elaborate da Salvi e Villone qualche buon mese (24!!) prima.

Quello che nè Salvi, nè Villone, nè Fassino (avendone il potere) hanno fatto è trarne le conseguenze.

Quello che Grillo non può fare (non contando un cazzo) è porre le premesse di legge per abbattere i costi della politica: infatti i primi cercano di cavalcare il "Grillismo" con dichiarazioni grottesche, il secondo intende scavalcare l'ostacolo con la sua "proposta di legge popolare", Confindustria, come sempre, vuole continuare a fare affari ed è pronta ad appoggiare un governo istituzionale con Dini o Veltroni: Francia o Spagna purchè se magna.




Postato da Uncas il 11:19
commenti (2)/ commenti (2)(popup)/ Permalink