venerdì, 16 ottobre 2009

Categoria : tutela legale, consiglipergli acquisti, promotori finanziari, riciclare, scudo fiscale




confusione sullo SCUDO fiscale


In un articolo pubblicato su MF di ieri (15 ottobre 2009, "CHE ERRORE CANCELLARE IL RIMPATRIO SOSPETTO" pag. 8) il Vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella (europarlamentare PD) solleva i suoi strali contro lo scudo fiscale evidenziando che la normativa approvata sospende l'obbligo di segnalazione di operazioni sospette. Ero fuori ufficio e lontano da computer per una stipula ed ho dovuto attendere stamattina per le opportune verifiche: NON E' VERO NIENTE!
Innanzitutto il Vicepresidente dell'Europarlamento ignora (colpevolmente) che tre giorni del suo articolo una Circolare dell'Agenzia delle Entrate chiariva - e il bisogno non c'era - che la normativa antiriciclaggio (legge 197/91 e successive modifiche ed integrazioni) non viene disapplicata dal cosidetto Scudo Fiscale.
La necessità, però, come detto, non c'era e la strumentalità della polemica, subito rilanciata da alcuni blogger tanto scandalizzati quanto disinformati, è solo politica.
I soggetti tenuti a segnalere le operazioni sospette, infatti, sono coperti da segreto sulla loro segnalazione e sono tenuti a farlo indipendentemente dallo scudo fiscale.
Peraltro, poiché un'operazione sospetta passa attraverso più soggetti anche nell'Istituto più piccolo e poiché le anomalie possono essere rilevate - con il sistema GIANOS - anche dal sistema informatizzato interno, non fare la segnalazione potrebbe essere un suicidio gratuito: se uno dei protagonisti della filiera segnala e tutti gli altri no, infatti, potrebbe essere legittima un'indagine su chi abbia agevolato un crimine.
Sull'uso strumentale e politico dell'informazione e pro contro lo scudo, non mi esprimo: giudizio sospeso (o inutile).

Ai colleghi consiglio di fare il loro dovere con la professionalità di sempre, fregandosene della (dis) informazione ...

circolare



Postato da Uncas il 12:01
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martedì, 13 ottobre 2009

Categoria : finanza, consiglipergli acquisti




ASSES & MASSES

 

Maria Teresa Cometto per "CorrierEconomia"

"La invidio molto», aveva detto il re di Spagna a Warren Buffett l'anno scorso, quando il Saggio di Wall Street, incontrandolo a Madrid, si era presentato dicendo di vivere ad Omaha, Nebraska, nella casa acquistata nel 1958, senza autista, maggiordomi o guardie del corpo e con uno stipendio di 100 mila dollari l'anno. Lo racconta al CorrierEconomia Angelo Moratti, «il mio uomo di fiducia in Europa» secondo le parole dello stesso Buffett.

SHOPPING
Dopo averne seguito le strategie di Borsa per dieci anni, il vicepresidente della compagnia petrolifera italiana Saras aveva incontrato Buffett nel 2000 all'assemblea annuale dei suoi azionisti: da allora è diventato suo consulente e l'anno scorso lo ha accompagnato in un giro a caccia di aziende europee da comprare. «Non si è ancora presentata l'occasione giusta, ma Buffett non ha fretta», dice Moratti, a New York in visita d'affari.

Dall'anno scorso Buffett è più «povero», secondo la classifica Forbes. Ma con 40 miliardi di dollari di patrimonio personale - accumulato con le azioni della sua holding Berkshire Hathaway - resta il secondo più ricco al mondo, dopo Bill Gates (50 miliardi). E dalla crisi finanziaria sta uscendo meglio di tanti altri.

«Ancora una volta, mentre tutti erano nel panico, ha messo a segno straordinari colpi andando contro corrente e applicando i suoi principi di value investing - spiega Moratti -. Per esempio un anno fa, dopo il crac Lehman, ha investito 5 miliardi di dollari in Goldman Sachs, comprando titoli privilegiati con un rendimento fisso del 10% l'anno e il diritto di acquistare azioni a 115 dollari per altri 5 miliardi. Mi ha detto di aver chiuso l'affare al telefono in 15 minuti». Poi non si è scomposto quando le quotazioni di GS sono crollate da 125 dollari a meno di 60 nel dicembre 2008. Da allora sono risalite sopra 180 dollari, con un profitto (sulla carta) di oltre 2 miliardi per Buffett.

INDICI
Un'altra scommessa di lungo termine che sta andando bene è quella sugli indici di quattro mercati azionari, l'S&P500 negli Usa, l'FTSE in Gran Bretagna, l'Euro Stoxx 50 in Europa e il Nikkei 225 in Giappone: i contratti scadono fra il 2019 e il 2028 e produrranno perdite solo se le Borse a quella data saranno in rosso rispetto a un anno fa. «Quando Buffett dice di investire per il lungo termine, intende per sempre - continua Moratti -. Crede davvero in quello che ha scritto sul New York Times il 16 ottobre 2008: Compra americano. Io lo sto facendo».

Ma nel secondo trimestre di quest'anno Buffett ha seguito una politica più prudente, comprando soprattutto titoli di Stato a tasso fisso e obbligazioni municipali (2,5 miliardi di dollari contro 350 milioni in azioni). «E' preoccupato degli effetti sul dollaro delle politiche fiscali e monetarie attuate per combattere la crisi finanziaria e pensa che in futuro si tradurranno in inflazione e svalutazione della moneta Usa - dice Moratti -. Inoltre crede che l'economia sia ancora piatta, non vede ancora segni tangibili di ripresa negli oltre 70 business operativi da lui controllati. Ma tutte queste considerazioni non hanno rilevanza per la sua ottica di investimento», dice Moratti. Infatti Buffett investe in aziende il cui valore intrinseco, in un'ottica di lungo periodo, risulta superiore al prezzo di Borsa e questo a prescindere dalle previsioni sull'andamento dell'economia nel breve-medio periodo.

Per calcolare il valore intrinseco di un'azienda, Buffett fa un'analisi «fondamentale» delle sue performance economico-finanziarie e prospettive di crescita. Inoltre il suo business, dice, «dev'essere qualcosa che capisco». «Quando gli ho chiesto se fosse interessato a investire in Starbucks, mi ha risposto "Non bevo caffè" - racconta Moratti -. Quando invece ha comprato Fruit of the Loom, il produttore di maglie e mutande, ha annunciato "Copriamo i sederi delle masse" (che in inglese fa rima, We cover the asses of the masses, ndr )». Anche il settore in cui l'azienda opera deve avere buone prospettive.

VOLI AMARI
«Uno dei pochi investimenti andati male nella carriera di Buffett è quello in US Airways - ricorda Moratti -. Una delle sue battute preferite è :il miglior modo di diventare un milionario è iniziare da miliardario e poi comprare una compagnia aerea».

Per applicare questi principi all'investimento in Borsa, «l'importante non è l'intelletto, ma il temperamento, la disciplina e queste qualità sono la vera forza di Buffett», sottolinea Moratti. Che così riassume la filosofia dell'Oracolo sul mercato azionario: «Mr Market ogni mattina si sveglia offrendoci un prezzo di acquisto e/o vendita.

Mr Market è piuttosto lunatico e a volte presenta opportunità molto interessanti, come quella di acquistare società a prezzi inferiori rispetto al loro valore intrinseco o di venderne altre a prezzi inflazionati. L'importante è mantenere un approccio razionale e non farsi guidare dalle voci di Wall Street e dai comportamenti di massa. Nel lungo periodo il mercato tende a riconoscere il valore intrinseco delle aziende».

Ignorando le mode e i periodi di panico, Buffett può vantare performance stellari dall'inizio della sua attività di investitore con Berkshire Hathaway: dal 1965 un rendimento annuo composto del 20,3% contro l'8,9% offerto dall'indice S&P500 (compresi i dividendi reinvestiti) ovvero una rivalutazione totale del 362.319% contro il 4.276% (a fine 2008, dalla lettera di Buffett agli azionisti sull'ultimo bilancio). Anche negli ultimi dieci, difficili anni, le sue quotazioni di Borsa sono cresciute del 75% contro una perdita del 25% dell'indice S&P500.




Postato da Uncas il 18:12
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giovedì, 23 luglio 2009

Categoria : banca ditalia, consiglipergli acquisti, credito




Allarme usura ...

La Banca d'Italia ha lanciato ieri un allarme usura

ah, già ... mi pareva ...




Postato da Uncas il 14:06
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venerdì, 10 luglio 2009

Categoria : investor education, consiglipergli acquisti




0,03914%
http://www.piazzapalla.it/wp-content/uploads/2008/04/lisca.jpg
questo, secondo ASSIOM, il rendimento netto dei BOT trimestrali collocati all'ultima asta del Tesoro e in caso di applicazione delle commissioni massime bancarie (0,1%)



Postato da Uncas il 15:17
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lunedì, 15 giugno 2009

Categoria : consob, investor education, consiglipergli acquisti, patti chiari




il vizio del lupo ...

wolf

Nella newsletter CONSOB di oggi vengono offerte ancora nuove obbligazioni strutturate: fra gli altri è pubblicato il prospetto contenente l' "offerta al pubblico e/o ammissione a quotazione di obbligazioni zero coupon, a tasso fisso step up – step down, a tasso variabile, a tasso misto, subordinato lower tier II a tasso variabile con rimborso anticipato, a tasso variabile con ammortamento, a tasso fisso con rimborso anticipato e a fix to float con rimborso anticipato".

Di sicuro non sarà nè il migliore né il peggior investimento che il "parco buoi" si vede presentare, di certo è indicativo di un vizio endemico al sistema bancario di non farsi capire: alla faccia della trasparenza e dei "patti chiari" da sempre sacrificati sull'altare di un'amicizia mai nata con il pubblico dei clienti bancari.

"Premi di produzione" ed "incentivi di sportello" faranno il resto: le obbligazioni - è facile prevederlo - faranno il tutto esaurito anche grazie alla loro incomprensibilità e alla mancanza di una coscienza minima da parte degli operatori collocatari.




Postato da Uncas il 11:35
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martedì, 21 aprile 2009

Categoria : finanza, mutui, consiglipergli acquisti, tutela previdenziale




ritenzione di liquidi

cox&forkum

Sembra che alcune banche - avare o addirittura fuori dal mercato degli impieghi solo 6 mesi fa - si ritrovino improvvisamente parecchio denaro da impiegare in mutui alle famiglie, crediti alle imprese, affaretti e affarucci immobiliari e scalate.

Torna di moda l'M&A (mergers and acquisitions) ma dietro l'angolo si nasconde un rischio molto ben rappresentato dalla vignetta di Cox & Forkum.

Gli "aiuti" di stato - che per ora hanno salvato poltrona e camicia di molti managers di qua e di là dall'Atlantico - hanno inquinato pesantemente il mercato. Questo, insieme al prezzo del denaro irragionevolmente basso, potrà spingere l'inlfazione al primo segnale di ripresa.

In questo caso i "debiti di Stato" contratti stampando moneta ed emettendo titoli del debito pubblico, potrebbero diventare il macigno da far trascinare all'amministrazione Obama. Cosa che nessuno di noi si augura.




Postato da Uncas il 11:48
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martedì, 14 aprile 2009

Categoria : finanza, bestiario, sindacati, tutela legale, parlacomemagni, consiglipergli acquisti




yb

Approdano sul web le beghe interne di una Banca Italiana ... forse si apre una nuova fase per i piccoli azionisti italiani?

Già, perché con la riforma entrata in vigore nel 2003, agli azionisti di una Spa quotata dovrebbe esser data la possibilità di intervenire all'assemblea anche in videoconferenza e di esprimere il proprio voto anche per corrispondenza.

Questo sarebbe auspicabile, soprattutto a fronte di calendari delle assemblee societarie che si svolgono nell'arco di pochi giorni o, nella stessa giornata, in città distanti parecchie centinania di chilometri.

Giusto per fare un esempio un azionista che volesse essere presente alle assemblee di Unipol, Alleanza ed Espresso, dovrebbe munirsi di un jet privato e spostarsi, nel giro di un paio d'ore, da Bologna a Milano a Roma il prossimo 22 aprile ...

Quindi l'affermazione di un nuovo media non può che essere salutata con speranza e soddisfazione ... ma senza ingenuità: il che mi porta a domandarmi se avremmo mai potuto sentire affermazioni  del tipo "Le assunzioni sono un po’ taroccate" fatte da Roberto Mazzotta quando era incontrastato Presidente della Cariplo (lo chiamavano Napoleone) ...




Postato da Uncas il 13:26
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sabato, 21 febbraio 2009

Categoria : giustizia, truffe, parmalat, tanzi, consiglipergli acquisti




MUFFIN

la storia di Jonas Halike

Jonas Halike è un nome che ho inventato adesso, ma potrebbe essere uno dei tanti discgraziati che ho conosciuto negli ultimi tre anni, occupandomi di mutui, e dovendomi occupare dei  mutui venduti male sul mercato di Perugia da "colleghi" bancari, promotori e mediatori creditizi. 

Uno dei tanti ingannati dai nomi di fantasia che si danno ai prestiti, alle rate d'ingresso, ai mutui "start up", alle rate crescenti, ai tassi variabili venduti ai minimi.

Uno di quelli che, in difficoltà, ha bussato alla porta del mio ufficio - magari qui indirizzato dagli stessi che lo avevano fregato.

Uno di quelli a cui ho dovuto consigliare - mio malgrado - esaurito ogni tentativo tecnicamente possibile per sostenere le sue finanze, di vendere la casa e di tornare a pagare l'affitto.

Oggi Jonas Halike è iscritto alle "centrali rischi" come "cattivo pagatore", per anni non potrà ottenere un prestito nemmeno per comprare un tostapane. Come mai a Calisto Tanzi si consente di tornare a fare l'imprenditore dopo aver fregato 14 miliardi di euro ai piccoli risparmiatori che credettero nella sua precedente "avventura" imprenditoriale?




Postato da Uncas il 10:57
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mercoledì, 28 gennaio 2009

Categoria : finanza, fiat, consiglipergli acquisti




a volte ritornano

Dopo la fregatura presa nell'autunno del 2005 le banche (SanpaoloIntesa in testa) tornano a prestare soldi alla FIAT.

Da una parte e dall'altra sono ancora in sella, o meglio al volante, gli stessi personaggi: Lucaluca ed Enrico Salza.

Oggi la FIAT capitalizza 4,24 €mld (poco più del 60% dei giorni dello scontro con i banchieri) e vale 3,8 euro per azione ... la debolezza del titolo e la scarsa difendibilità dei pacchetti di maggioranza, hanno fatto immediatamente tornare di moda alcune parole: italianità, cassa integrazione, aiuti statali.

La risposta del Governo non si è fatta attendere e così, mentre i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti prestano soldi con operazioni di obbligazioni convertibili, o pretendendo di far parte della stanza dei bottoni, noi interveniamo a pioggia con gli spiccioli favorendo un po' tutti per non sembrare partigiani e provinciali: il contributo alla rottamazione sosterrà anche le vendite, per dirne una, della Renault.

Lo stesso avviene in Germania, ma con dimensioni dell'intervento ed effetti per i consumatori del tutto diversi.




Postato da Uncas il 14:30
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mercoledì, 10 dicembre 2008

Categoria : giustizia, investor education, consiglipergli acquisti, patti chiari, lehman brothers




petti chiari

circa cinque anni fa, come tutti i miei colleghi, mi sono dovuto sorbire un paio di DVD sull'iniziativa "Patti Chiari", l'ennesima operazione di revergination messa in atto dagli strateghi degli uffici marketing delle banche.

L'iniziativa apparì da subito demenziale e, quantomeno, malconfezionata: a parte la stupenda Maria Concetta Mattei - voce narrante e testimonial del DVD - la comunicazione aveva come oggetto la solidità bancaria. Non - come dalle intenzioni - un nuovo patto con gli investitori dopo Parmalat, Argentina, MyWay e 4you ...

La massima parte del corso era invece occupata dagli interventi di Presidenti ed Amministratori delegati di banche che "comunicavano" dalle loro poltrone in pelle, dai loro scrivanioni in mogano, con alle spalle dei quadri di Tiziano, del Botticelli, del Parmigianino ...

Ovvio che se le intenzioni erano quelle di comunicare solidità, il messaggio che "passava" era "guarda cosa ci facciamo con i tuoi soldi".

E così, alla prima occasione valida per dimostrare che ci eravamo sbagliati, il consorzio Patti Chiari si chiama fuori dalle responsabilità per aver suggerito fra i titoli "sicuri" le famigerate obbligazioni Lehman Brothers anche mentre i dipendenti della stessa stavano scasando.

Dal 29 ottobre non esiste più la lista di titoli sicuri ed è di ieri la notizia che non verrà sostituita (vedi commenti).

Secondo alcuni questa potrebbe essere un'ammissione implicita che i consigli dati fino al fallimento di Lehman Bros erano quanto meno insensati.




Postato da Uncas il 15:12
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