giovedì, 24 settembre 2009

Categoria : fiat, consob




DAGOspioni


nella mattinata di ieri il sito di Rassegna stampa e Gossip "Dagospia" ha pubblicato una notizia relativa allo scudo fiscale ela FIAT.
La notizia cioè che un emendamento al provvedimento sullo scudo fiscale opportunamente inserito durante una seduta comune delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, avrebbe aperto un pietoso ombrello sui noti panni sporchi che la famiglia Agnelli ha sciacquato in piazza negli ultimi mesi.
Sono subito andato a controllare sul sito del Senato per sapere di chi fosse la mano pietosa ... ma non vi era traccia del provvedimento.
Intanto molti blog rimbalzavano indignati la notizia fino alla smentita pubblicata da Dagospia in tarda mattinata.
Intanto FIAT volava ...




Postato da Uncas il 10:52
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lunedì, 13 luglio 2009

Categoria : truffe, consob, investor education, tutela legale, tanzi, debenedetti




c.d.d.

è giunta al capolinea l'avventura di Management & Capitali, la Spa nata poco più di tre anni fa da un aumento di capitale di una vecchia (fallimentare) società di Carlo De Benedetti.

Fu una facile previsione quella fatta il giorno prima della quotazione ufficiale alla borsa valori.

A 75 anni l'Ingegnere è esentato dall'andare in galera (Tanzi docet) ... non sarebbe ora di revocargli al licenza di uccidere i piccoli risparmiatori?? 




Postato da Uncas il 12:43
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domenica, 05 luglio 2009

Categoria : consob, investor education, tutela legale




chiamale lobby!

in Consob si è consumata l'ennesima tragicommedia all'italiana.

Commedia perchè sembra uscire dalla penna di un Goldoni o di uno dei fratelli Vanzina, tragica perchè l'autorità che dovrebbe vigilare sui soldi nostri, non perde occasione per fornire al mercato segnali di disperazione nera:

E' successo che  la UE ha emanato una direttiva (cd. Transparency) che consente alle società quotate di dare attuazione ai dati relativi a bilancio e vicende societarie, tramite esposizione degli stessi su internet anziché su "i principali quotidiani nazionali" (nazionali, e per questo non diffusi in tutta l'UE) con circa 50 mln di risparmi.

Questa norma di buonsenso, ha visto subito la malcelata contrarietà degli editori che i 50 milioni li vanno a perdere per mancate inserzioni a pagamento. Qui scatta la comica n° 2: Panerai - patron di Class Editori - che come società quotata non pagherebbe le inserzioni (ma forse non l'ha mai fatto??) ma dall'altra non incasserebbe le fatture dagli inserzionisti, presenta insieme alla editrice Il Sole24ore un ricorso al TAR del Lazio per sospendere ed annullare il provvedimento, in Parlamento le commissioni (in)competenti di Camera e Senato spingono perchè la Consob torni sui suoi passi e - come ripreso da questo blog - La Stampa evidenzia che sono state riirate le dimissioni (che nessuno sapeva come date) del Presidente Consob Lamberto Cardia.

Le dimissioni vengono ovviamente rspinte e il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensiva ...

Nel frattempo si viene a sapere che uno degli ex commissari Consob, tale Giovanni Sabatini, va a lavorare per l'ABI con un salto di stipendio: da circa 200 mila euro lordi l'anno, quanto guadagnava in Consob, a circa 350 mila lordi. (Panorama)

Se poi qualcuno si volesse divertire a sfogliare il prospetto informativo di quotazione del prestito obbligazionario ENI collocato la scorsa settimana con richiete per 5,8 mld e disponibilità per 2, si accorgerebbe che nelle 208 pagine non vi è traccia né del prezzo di collocamento né del tasso finito di interesse: così si attua la trasparenza ...




Postato da Uncas il 07:49
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martedì, 30 giugno 2009

Categoria : informazione, consob




poteri morti

La CONSOB non c'è piu', forse non c'e' mai stata ... e intanto fra dimissioni ritirate prima di darle e fette di mortadella sugli occhi, l'unica certezza e' che le maggioranze azionarie (alla cui difesa sono state sacrificate le riserve di liquidita') saranno piu' difendibili

Francesco Manacorda per "La Stampa"

Le dimissioni del presidente della Consob Lamberto Cardia, presentate e prontamente respinte dal governo la settimana scorsa? Sono il sintomo più evidente, ma non il solo, di una tensione che ormai da mesi attraversa la Commissione che vigila sulla Borsa. Tensione che nasce anche da diverse opinioni sull'efficacia del Tuf - il Testo Unico della Finanza - dopo la crisi dei mercati e che nelle scorse settimane è sfociata proprio in un voto che ha visto Cardia messo in minoranza dai suoi Commissari.

Le differenze di vedute tra Cardia, da 13 anni alla guida della Commissione e in scadenza nel 2010, e parte del collegio - oltre a lui ne fanno parte Vittorio Conti, Paolo Di Benedetto, Luca Enriques e Michele Pezzinga - sono esplose appunto sulla questione della pubblicità finanziaria.

In aprile la Consob, recependo una direttiva europea, aveva deciso di ridimensionare l'obbligo per le società quotate di pubblicare i loro annunci sui giornali, favorendo Internet. Poi le Commissioni Finanza di Camera e Senato si sono espresse in modo diverso, con due pareri che invitavano il governo a introdurre obblighi di pubblicità sulla stampa.

Per Cardia i pareri del Parlamento costituivano una forma di espressione della volontà popolare sufficiente per chiedere alla Consob una marcia indietro. Per almeno tre membri su cinque, invece, non è stato così.

Ma ci sono altri due capitoli sui quali il presidente e alcuni dei suoi Commissari stanno percorrendo strade differenti, se non divergenti. Il primo è quello delle modifiche alla legge sull'Opa lanciate proprio da Cardia.

In ottobre, durante due audizioni parlamentari e precisando di parlare «a titolo personale», il presidente ha proposto di abbassare dal 2 all'1% la soglia di possesso azionario oltre il quale scatta il primo obbligo di comunicazione al mercato, di alzare dal 10 al 20% il limite all'acquisto di azioni proprie da parte delle società quotate, e infine di portare dal 3 al 5% la soglia di acquisto di titoli da parte di un azionista di controllo oltre la quale scatta l'obbligo di Opa. Tutte e tre le misure sono state poi trasformate in legge: la prima rende più difficile scalare una società, le altre due, dice Cardia, «favoriscono il rafforzamento degli azionisti di controllo o di riferimento».

Silenzio assoluto dagli altri membri della Commissione. Ma pare pacifico che quei ripetuti richiami alla «posizione personale» lanciati dallo stesso Cardia vadano letti proprio come conferma dell'assenza di posizioni condivise .

C'è poi il tema delle operazioni tra parti correlate. Nell'aprile 2008 la Consob aveva lanciato una proposta per definire i requisiti di quelle operazioni in cui l'azionista di controllo di una società agisce su entrambi i fronti, ad esempio in una fusione di una controllata. Dopo alcuni mesi la stessa Consob ha varato un'altra proposta che riduce il genere di operazioni considerate «rilevanti» e ridimensiona il ruolo degli amministratori indipendenti. Anche su questa nuova posizione, che riduce i vincoli per i soci di controllo, ci sarebbero posizioni divergenti in Commissione.

Più in generale, Cardia ha spiegato, in un intervento, sul Sole 24 Ore, che «fermi restano i valori fondamentali del Tuf come stella polare, una correzione di rotta, almeno temporanea, può dare utili risultati» perché, dal fallimento Lehman Brothers in poi, «il mondo è cambiato».

Servirebbero, insomma, strumenti nuovi, anche a costo di mettere in secondo piano quei principi di contendibilità delle società quotate e di garanzia delle minoranze azionarie, che stanno alla base del Testo unico. Una posizione che causa qualche mal di pancia anche fuori dalla Consob. L'Antitrust, a maggio, ha criticato le leggi varate proprio su impulso di Cardia. E Bankitalia - il Governatore Mario Draghi è anche il «padre» del Tuf - in dicembre, ossia dopo il caso Lehman Brothers, ha organizzato un convegno per i dieci anni del Testo unico dove le valutazioni espresse sono state positive.





Postato da Uncas il 14:57
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lunedì, 15 giugno 2009

Categoria : consob, investor education, consiglipergli acquisti, patti chiari




il vizio del lupo ...

wolf

Nella newsletter CONSOB di oggi vengono offerte ancora nuove obbligazioni strutturate: fra gli altri è pubblicato il prospetto contenente l' "offerta al pubblico e/o ammissione a quotazione di obbligazioni zero coupon, a tasso fisso step up – step down, a tasso variabile, a tasso misto, subordinato lower tier II a tasso variabile con rimborso anticipato, a tasso variabile con ammortamento, a tasso fisso con rimborso anticipato e a fix to float con rimborso anticipato".

Di sicuro non sarà nè il migliore né il peggior investimento che il "parco buoi" si vede presentare, di certo è indicativo di un vizio endemico al sistema bancario di non farsi capire: alla faccia della trasparenza e dei "patti chiari" da sempre sacrificati sull'altare di un'amicizia mai nata con il pubblico dei clienti bancari.

"Premi di produzione" ed "incentivi di sportello" faranno il resto: le obbligazioni - è facile prevederlo - faranno il tutto esaurito anche grazie alla loro incomprensibilità e alla mancanza di una coscienza minima da parte degli operatori collocatari.




Postato da Uncas il 11:35
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lunedì, 25 maggio 2009

Categoria : antitrust, consob




separazione delle carriere

kate

torna di moda - come in occasione di tutte le tornate elettorali - parlare di separazione delle carriere: ma se si partisse dal vagliare le carriere di chi ha lavorato PER enti che poi dovrebbe controllare?? I seguenti stralci di curriculum sono disponibili in rete nei siti di CoNSoB e AGCM ...

"Da marzo 2000 sino alla nomina a componente della Consob, è stato amministratore delegato, con i più ampi poteri di rappresentanza e gestione, di BancoPosta Fondi spa SGR, Società di gestione di Fondi Comuni di Investimento del gruppo Poste Italiane." (membro Consob)

"Dal 1971 al 1976 ha prestato la propria attività, come economista, presso il Servizio studi della Banca d’Italia. Nel 1976 è entrato a far parte, diventandone successivamente responsabile, dell’Ufficio studi della Banca Commerciale Italiana e, nel 2000 viene nominato Direttore Centrale.
Nel 2000, è entrato nel Gruppo Intesa come responsabile della Direzione risk management." (membro Consob)

"Ha ricevuto più volte incarichi di Advisor sugli investimenti e le scelte di asset allocation da parte di banche e società di gestione del risparmio. Ha inoltre partecipato al processo di privatizzazioni, sia durante l'esperienza presso Akros, contribuendo alla redazione del "Libro Verde sulle Privatizzazioni in Italia”, a cura del Consiglio degli Esperti nominati dal Ministro del Tesoro, ed effettuando la valutazione di INA, richiesta dal Ministero del Tesoro in occasione dell'Offerta di Vendita ai privati, sia in seguito presso Eptasim, quando questa, a fine 1995, è stata nominata Advisor italiano nell'ambito della privatizzazione di ENI." (membro Consob)

"E' stato amministratore indipendente di Banca Caboto." (membro Consob)

"E’ stato Presidente e membro del Consiglio di amministrazione di importanti Istituti bancari italiani ed esteri, di compagnie di assicurazioni, di società finanziarie, di enti pubblici, di Case editrici." (componenete Autorità Antitrust)




Postato da Uncas il 11:22
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martedì, 19 maggio 2009

Categoria : consob, promotori finanziari, anasf, osservatorio albo, apf , esame pf




l'esame

All'ultimo esame per promotori finanziari sono stati promossi in 10 su 337.

Perchè? Perchè è stata "alzata l'asticella" su esplicita richiesta dell'ANASF.

Quindi, ricapitolando, nell'Albo convivono almeno quattro categorie di iscritti: quelli che non hanno fatto l'esame ma sono stati iscritti d'ufficio nel 1992 semplicemente dichiarando di essere in attività da almeno 24 mesi, quelli che hanno fatto l'esame "all'antica" con una percentuale di promossi di circa dieci volte superiore all'attuale, quelli che da 11 anni vengono iscritti senza esame in base al deprecato decreto Ciampi autocertificando - salvo controlli - di essere preposti al borsino per almeno 36 mesi (anche non continuativi), ora i nuovi - pochissimi - iscritti con l'esame "selettivo" chiesto dall'ANASF e subito attuato dall'APF.

Sarà ma a me puzza di protezionismo, di confusione dei ruoli e di scarsa trasparenza: il cliente non ha diritto a sapere come è stato iscritto all'Albo il professionista a cui affida i propri risparmi?




Postato da Uncas il 10:17
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giovedì, 02 aprile 2009

Categoria : consob, investor education, tutela legale




they shot the sheriff

FINALMENTE PUNITA LA DISTRAZIONE DEL “VIGILANTE” - LA Consob condannata a risarcire 7,5 milioni ai risparmiatori PER OMESSA VIGILANZA: ISCRISSE ALL’ALBO DELLE SOCIETà DI INTERMEDIAZIONE LA SGR GIRARDI…
E.V. per "la Repubblica"  - 1/4/2009

La Consob condannata a risarcire i risparmiatori. Il tribunale civile di Roma ha giudicato colpevole di omessa vigilanza la Commissione nazionale per le società e la Borsa, che per questo dovrà restituire a settantatre risparmiatori 7,5 milioni investiti nella società di pubblico risparmio Girardi.

Bruno Pazzi
La Consob, secondo la denuncia, iscrisse all´albo delle Sim (Società di intermediazione) la Girardi nonostante si trattasse di una società sottocapitalizzata, si fosse appropriata di somme ingenti, avesse stipulato contratti anomali. La gente affidava i risparmi proprio per la garanzia offerta dalla registrazione della commissione di vigilanza. La sentenza, emessa dal giudice monocratico Giuseppe Gricenti, arriva dopo due lunghi procedimenti giudiziari - in sede penale e civile - avviati nel 2002*.

Nonostante la sospensione della Girardi per una serie di irregolarità scoperte durante un´ispezione, i commissari Consob finirono davanti al tribunale penale di Roma per abuso d´ufficio. Ma il processo contro Bruno Pazzi, ex presidente, Mario Bessone e Aldo Polinetti, ex commissari, Corrado Conti, ex direttore generale, Michele Maccarone, ex capo degli affari legali, e Giuseppe Zadra, ex capo divisione mercati, non ebbe seguito per intervenuta prescrizione del reato.

Non così per gli amministratori della Sim, che nel 2004 sono stati condannati per bancarotta dal tribunale di Milano. A difendere i risparmiatori è rimasta l´avvocato Paola Pampana, che ha portato avanti il giudizio civile sino alla sentenza del tribunale romano che, ieri, ha ingiunto alla Consob di restituire i risparmi investiti ai settantatre malcapitati.


* SCATTA LA PRESCRIZIONE PER PAZZI, BESSONE, POLINETTI, CONTI E ZADRA

CONSOB, l’ex vertice si salva dal crac Girardi sim
Bruno Pazzi, ex Presidente Consob, Mario Bessone e Aldo Polinetti, ex Commissari, Corrado Conti, ex Direttore generale, Michele Maccarone, ex Capo degli Affari legali, e Giuseppe Zadra (ex Capo Divisione mercati), hanno accettato la prescrizione per il reato di abuso d’ufficio nell’ambito della bancarotta fraudolenta della Società Girardi.
Il procedimento era stato avviato in seguito alla decisione presa nel dicembre 1992 dalla Consob di iscrivere la Girardi all’Albo delle sim nonostante le irregolarità riscontrate durante alcune ispezioni.
Nel frattempo Marco Bossio, Pierangelo Da Crema, e gli altri imputati per il crac (40 miliardi di lire di buco per 800 risparmiatori coinvolti) si troveranno il 12 aprile di fronte alla II Sezione penale del Tribunale di Milano.

il Mondo 15/02/2002




Postato da Uncas il 08:27
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lunedì, 16 marzo 2009

Categoria : bestiario, crisi, ikea, consob, finanza etica, fed , manager, zara, madoff, aldi




MANAGER TOSSICI

club-med

Sembra che Bernard Madoff, indagato dalla FED (la federal reserve, che qualche sprovveduto continua a chiamare "la CONSOB americana") abbia anche azzardato la richiesta di una cella confortevole ... ma i penitenziari federali potrebbero riservargli perfino la sgradita sorpresa di dover lavorare per la paga del carcerato americano (12 centesimi di dollaro l'ora): insomma a 70 anni gli toccherebbe l'espeirenza di andare a lavorare.

D'altra parte non avrebbe tutti i torti a chiedere un trattamento di favore, visto che il top management di AIG ha incassato e spartito 165 milioni di dollari di premi e bonus, dopo che l'ex colosso delle assicurazioni ha chiesto ed ottenuto 170 miliardi di aiuti di stato e mr. President Obama ha fissato in 500 mila euro il salary cap dei dirigenti delle aziende sostenute dal Governo americano.

Tutto legale, non si possono bloccare i pagamenti relativi a risultati conseguiti prima della crisi.

Va bene, ma nella patria della Moral Suasion e della Social Responsability (almeno linguisticamente parlando) ci saremmo aspettati qualcosa di meglio.

Nel frattempo, a conferma che la crisi ha sempre due facce, Ingvar Kamprad, Theo e Karl Albrecht e Amancio Ortega scalano la classifica dei Bilionari in dollari di Forbes. Chi sono?? Quelli che assicurano a mezzo mondo i bisogni primari (cibo e calore) tramite catene di distribuzione di mobili, alimentari e vestiti low cost ... una caratteristica comune?? Hanno tutti cominciato dal basso ... ma dal basso davvero, non come i manager di casa nostra!!

  




Postato da Uncas il 17:01
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venerdì, 13 febbraio 2009

Categoria : consob, anasf, apf




paga paga paga

Se fosse sfuggito a qualcuno, dal 1° gennaio c'è un nuovo organismo che veglia sulle magnifiche sorti dei Promotori Finanziari d'Italia: l'APF*

apf

Il sito verde speranza prevede anche una sezione registrata: per ora inutile fare la fatica di compilare il FORM, non ci sono contenuti meritevoli di tanto.

Invece una delle prime comunicazioni della neo eletta Presidente mi ha messo in allarme: “Non è stato creato nessun doppio contributo” ha chiarito Giurgola Trazza, “come in precedenza il contributo per gli iscritti è composto da una parte per le attività di vigilanza (che spetta ancora alla Consob) e da una parte per l’attività di tenuta dell’albo (che spetta l’APF). E su quest’ultima parte noi abbiamo stabilito una quota associativa annua di 110 euro”. Per la quota Consob spetterà all’autorità di vigilanza stabilire un eventuale contributo.

La domanda del povero fesso è: possibile che la CONSOB acconsenta a far decurtare il suo bilancio della fetta che finirebbe all'APF?? (oltre 6milioni di euro)?


*L’APF prevede un’assemblea, cui partecipano Corrado Faissola (Abi), Antonio Spallanzani (Assoreti) e Elio Conti Nibali (Anasf), un comitato direttivo e un comitato ristretto, entrambi rappresentati al 50% da membri dell’Anasf e al 50% da membri di Abi e Assoreti.

ULTIM'ORA

CON DELIBERA DEL 29 12 2008 (RESA NOTA SOLO OGGI) LA CONSOB STABILISCE IN € 81 IL CONTRIBUTO 2009 DEI PROMOTORI FINANZIARI E RICORDA CHE ALTRI 110 EURETTI ANDRANNO VERSATI ALL'APF




Postato da Uncas il 14:55
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