venerdì, 10 luglio 2009

Categoria : finanza, truffe, informazione, bnl , coppola, bpl , ricucci, fiorani, faziogate, consorte, geronzi




chi l'ha detto?

"Bnl-Unipol, "Fazio avallò il contropatto". La Stampa informa in 24 righe a pagina 31 che si sono chiuse le indagini della Procura di Roma. "Rischiano il processo: Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Vito Bonsignore, Emilio Gnutti, Ettore e Tiberio Lonati, Giuseppe Statuto, Gianpiero Fiorani, Gianfranco Boni, Guido Leoni, Giovanni Berneschi, Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti, Antonio Fazio e Francesco Frasca". Anche questa notizia non piace e l'elenco con i nomi lo fa solo la Stampa.




Postato da Uncas il 10:21
commenti / commenti (popup)/ Permalink



giovedì, 13 settembre 2007

Categoria : politica, giustizia, fassino, dalema, unipol, fiorani, consorte




for leo

E' passata sotto silenzio la notizia che sia Fassino che D'Alema hanno depositato la memoria difensiva alla giunta parlamentare che deciderà sulla richiesta di autorizzazione a procedere ...

Sul caso Unipol i due diessini chiedono al Parlamento di lanciare pietose palate di sabbia ed è certo che i colleghi, riconoscenti per analoghi precedenti o futuribili piaceri, stanno già organizzando la "lettiera".

Sul mercato e i risparmiatori calerà il solito assordante silenzio.

In altri tempi ecco come l'Unità celebrava Clementina Forleo!




Postato da Uncas il 13:13
commenti (1)/ commenti (1)(popup)/ Permalink



lunedì, 23 luglio 2007

Categoria : finanza, intercettazioni, informazione, fassino, consob, tutela legale, unipol, consorte




memoria

sono uno smemorato inguaribile, fortuna che le cose me le segno ...

"BNL Consorte cerca Cash (...) l'a.d. di Unipol, Giovanni Consorte, è al lavoro per reperire i mezzi per ripagare il debito contratto per la conquista di Bnl. Allo studio c'è anche la cessione di Unipol Banca proprio alla Bnl per poi procedere, in seconda battuta all'integrazione fra le due realtà."

MF - quotidiano dei mercati finanziari - 20 luglio 2005

"il provvedimento non è fatto per proteggere i VIP, le intercettazioni sono piene di NOMI di cittadini ANONIMI"

Mastella Clemente da Ceppaloni Ministro di questa Repubblica 26/9/2006


Forse ha ragione chi auspica un paese NORMALE ...

In un paese NORMALE non sarebbe successo che l'autorità garante del mercato, quella della concorrenza e la Banca centrale, girassero contemporaneamente la testa dall'altra parte mentre i furbetti si spartivano il quariterino ...

In un paese NORMALE non sarebbe successo che politici di destra e di sinistra - in ansia da prestazione per il potere perso da tempo - facessero il tifo al telefono parlando con "banchieri" di destra e di sinistra ...

In un paese NORMALE non succederebbe che il premier - che in tutt'altre faccende dovrebbe essere affaccendato - telefonasse al segretario e al Presidente dei DS per "manifestare solidarietà" (e gli altri? se è vero -  e non lo è - quello che dice Mastella Prodi dovrebbe chiamare anche i politici di destra!!) ...

In un paese normale non dovrebbe bastare una richiesta di autorizzazione a procedere (che sarà negata, oh se sarà negata!) per mettere d'accordo il Ministro della Giustizia con l'Associazione Nazionale dei Magistrati, il Presidente della Camera con quello del Senato ...




Postato da Uncas il 14:21
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



giovedì, 14 giugno 2007

Categoria : politica, intercettazioni, prodi, fassino, dalema, ricucci, unipol, faziogate, consorte




buoni e cattivi

diciamocelo ... la colpa è tutta della Gregoraci ... se non Le fosse venuto in mente di far telefonare da Malgioglio ad un politico, i due universi - quello politico e quel mercato della ciccia che si chiama "star system" non si sarebbero mai incontrati ...

Peggio ha fatto Ricucci: ha osato chiamare non un politico qualunque ma un politico di sinistra.

E allora apriticielo! Finchè un portavoce di AN si trombava una starlette sul tavolo riunioni della Farnesina ... potevamo starci, finchè un senatore di Forza Italia faceva affari con un banchiere ... tutto nella normalità, ma quando un Ministro degli Esteri dice all'amico Amministratore delegato di una nota Bancassicurazione ... di "fare attenzione alle comunicazioni ..." lì è successo il patatrac.

Niente più superiorità morale, niente più purezza del DNA politico ... chiamo l'amico per dire che potrebbe essere intercettato, chiamo il compagno [di merende] per riferire che "... Abete ha lavorato Prodi dicendogli che fate l'operazione senza i soldi per gestirla" (senza i soldi ... questo mi ricorda qualcosa)

Per lo stesso comportamento di D'Alema, Alberto GIiardino è indagato per favoreggiamento nei confronti di Fabrizio Corona e ne è stato chiesto l'arresto.

E la chiamata, come sempre, è a carico del destinatario ...

TUTTI NOI!!

Elisabetta Gregoraci




Postato da Uncas il 08:24
commenti (8)/ commenti (8)(popup)/ Permalink



lunedì, 11 giugno 2007

Categoria : politica, giustizia, intercettazioni, unipol, consorte




TACETE!

il nemico vi ascolta

oggi è stata scritta la nuova bruttissima pagina della cronaca giudiziaria italiana: un "inconveniente che viene prodotto dagli uomini e non dalle leggi" (così Borrelli ... ma non l'avevamo lasciato che si occupava di arbitri e Moggi??)  ha consentito che le intercettazioni telefoniche disposte nei confronti di uomini di Unipol e Bnl trascritte da un perito e fatte visionare intorno alle 10 di stamattina dal PM Forleo agli avvocati degli interessati, stavano sul web già alle 11.00.

Chi le ha fatte girare?

io una mia idea l'avevo già esposta all'epoca dei "furbetti del quartierino" ... CUI PRODEST?? Ai giudici il "circo mediatco indegno" (così dice l'avvocato dei DS) fa comodo: aspettano dall'opinione pubblica la controspinta che riequilibri le enormi pressioni della politica;   a tanti "operatori del diritto" fa comodo arrotondare lo stipendio divulgando informazioni riservate ... se Totti pagava "migliaia di euro" per le foto di un bacio a Flavia Vento ... figuriamoci quanto vale sul mercato del gossip un d'Alemiano "facci sognare ..." o un "quello non capisce un tubo" (dove quello sarebbe Fassino e la frase sarebbe pronunciata da un senatore DS ...)

Ma fra tanto condizionali, se e ma una frase di certo va ricordata ed è vera:

"Consorte è lontano dai Valori della sinistra"

Piero Fassino - gennaio 2006

Oggi sappiamo che forse anche la sinistra è lontana dai suoi valori ...




Postato da Uncas il 18:57
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



mercoledì, 25 gennaio 2006

Categoria : politica, finanza, antonveneta, bpl , unipol, consorte




il secondo lavoro

giardiniere - Vincent Van Gogh - 1889

si usa, soprattutto nelle grandi città dove la vita è più cara, svolgere un secondo lavoro, che consenta di arrotondare i soldi che "al ventuno del mese sono già finiti" in molte famiglie.

Per questo non mi sono meravigliato più di tanto quando il signor Giovanni Consorte ha affermato chei 50 milioni di euro (100.000.000.000 vecchio conio) erano frutto di consulenze ... avrà arrotondato, ho pensato, il 21 del mese arriva anche per Consorte mi son detto.

Poi cominciano ad uscire i verbali, abilmente "pubblicati" dai vari collegi difensivi ... e si scopre che i serpenti si mordono fra loro ... e mi viene in mente che il signor Consorte partecipava a forum sulla finanza etica, si riempiva la bocca con parole come "socialmente responsabile", "sviluppo sostenibile" e via discorrendo ... e penso: sai quanto era meglio che di secondo lavoro faceva il giardiniere, zappava il suo orticello, coglieva i frutti del suo sudore, arrotondava aprendo un banchetto al mercato rionale, potava le siepi e concimava le rose ... ma, soprattutto, non si sciacquava la bocca alla faccia nostra!!!




Postato da Uncas il 09:42
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



lunedì, 09 gennaio 2006

Categoria : politica, finanza, intercettazioni, antonveneta, bnl , bpl , ricucci, unipol, fiorani, consiglipergli acquisti, consorte




GRAFICI

Vorrei affrontare alcune questioni strettamente tecniche del pasticciaccio brutto delle scalate bancarie degli ultimi mesi.

E' molto difficile comprendere a chi faccia del bene la battaglia che si è scatenata intorno alle banche.

A prima vista sembra che non faccia bene a Fazio, nè a FIorani, nè a Fassino, nè a Consorte, nè a Gnutti, nè a Ricucci.

Ma vediamo un paio di grafici: ANTONVENETA vs MIBTEL

BNL vs MIBTEL

Riportano l'andamento nel 2005 delle azioni Antonveneta e BNL (linee rosso scuro) contro il MiBTel (l'indice telematico di Milano. Entrambi i titoli hanno beneficiato di consistenti rialzi a partire da qualche tempo prima gli annunci ufficialiI di OPA. Entrambi i titoli hanno battuto il mercato di riferimento. Le colonne blu scuro in basso sono i volumi scambiati.

Aggiungiamo altri due titoli: UNIPOL e Banca Popolare Italiana (ex BPL):

UNIPOL vs Mibtel

BPI vs MibtelEntrambi i titoli hanno perso valore.

Quindi abbiamo da una parte un fenomeno - se vogliamo normale e prevedibile: titoli contesi aumentano di valore, una applicazione quasi banale del principio di rarità, dall'altra parte osserviamo il fenomeno di aziende che, in conseguenza di decisioni del proprio azionariato di controllo, distruggono valore degli stessi azionisti. Perchè? Perchè io, azionista di controllo di un'azienda, dovrei deliberatamente distruggere il mio patrimonio, indebitandomi oltre ogni lecita misura?

ecco un'altra categora che non è stata beneficiata dalle operazioni di cui parliamo: gli azionisti (sicuramente quelli piccoli). ma nemmeno i creditori di BPI e UNIPOL (cioè chi deteneva obbligazioni delle aziende) e nemmeno gli obbligazionisti dei soci di maggioranza (che hanno visto assottigliarsi il patrimonio a garanzia del loro debito) quindi in certa misura anche i cosidetti soci prestatori di tante cooperative che hanno sostenuto Consorte & soci.

Del resto non sono io a dire che i cosidetti libretti COOP vengono usati contro natura, è un'autorevole associazione di consumatori non certo tacciabile di simpatie destrorse.

Allora a chi fa del bene tutta la faccenda va sicuramente ricercato in quelle colonnine blu scuro che ci fanno capire come e quanto chi sapeva a tempo debito ha potuto guadagnare (e questo si chiama insider trading) i danneggiati si andranno ad aggiungere molto presto ai detentori di titoli Cirio, Parmalat, Argentina e via discorrendo.




Postato da Uncas il 15:58
commenti (6)/ commenti (6)(popup)/ Permalink



lunedì, 09 gennaio 2006

Categoria : rcs , unipol, consorte




e io ti querelo

Fassino e D'Alema

ha la querela facile, l'omino coi baffi, leggiamo perchè:

l’editoriale del Foglio del 30 dicembre 2005, per il quale Massimo D'Alema ha minacciato querele.

C’è un partito del Corriere della Sera e del suo patto di sindacato? E’ in corso un’opa segreta dei poteri forti finanziari sul partito democratico e sui futuri equilibri di governo in caso di vittoria del centrosinistra? A questa scalata partecipa anche il gruppo di Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e tessera n° 1 che designa pubblicamente i leader e gli amministratori del nuovo partito? Negli organici del plotone d’assalto stanno Confindustria, editrice del Sole 24 Ore, e la Fiat con la Stampa? E’ vero che l’attacco in corso è anche contro l’autonomia della politica, e dunque colpisce allo stesso modo Berlusconi in una prefigurazione dell’eterno ritorno dell’identico, cioè la famosa nuova Tangentopoli? E’ questa l’origine dell’offensiva mediatica e giudiziaria che ha travolto Fiorani, Fazio, il vertice dell’Unipol e ora anche la compagnia assicurativa, e poi Gnutti il raider, e Ricucci e Coppola e insomma i cosiddetti immobiliaristi? A queste domande, più o meno apertamente, i dalemiani rispondono di sì. La novità di ieri è che anche due numeri due ex aequo di Berlusconi, Sandro Bondi che dice a D’Alema “liberiamoci insieme di questi tecnocrati” e Bonaiuti che denuncia l’indegna voglia di politica del Corriere, tendono a rispondere nello stesso modo.
A noi piacciono gli outsider, che quando non siano rubagalline funzionano da sempre nella storia come elementi di rinnovamento. Ci piace l’autonomia della politica fino al punto che per difenderla abbiamo abbracciato per anni l’antipolitica, unico antidoto a un’universale soggezione al partito mediatico-giudiziario e al suo circo nell’Italia degli anni Novanta e seguenti. Ma non ci piace essere presi per il culo.
Con il massimo rispetto per le persone e per il loro diritto all’immagine, specie per quelle persone (e gruppi e partiti e movimenti) che non lo hanno riconosciuto agli altri, osserviamo dunque che prima di partire in crociata contro la galassia del nord, contro il Corriere e la regia politica di Paolo Mieli, vogliamo un’adeguata spiegazione politica di quella provvista generosa di denari messa insieme in quote percentuali identiche da Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Cinquanta milioni di euri sono cento miliardi di vecchie lire. Qualcosa di simile alla provvista Enimont. Qualcosa di molto diverso da un cumulo di consulenze finanziarie. Qualcosa di molto diverso da generici “arricchimenti personali”. Questi soldi hanno cominciato a passare di mano quando il premier di sinistra D’Alema sosteneva i “capitani coraggiosi” dell’opa Telecom, quando l’ex senatore della sinistra indipendente e avvocato d’affari di grido della Milano che conta, l’avvocato Guido Rossi, replicò a quella affermazione con una battuta celebre e temeraria, ma mai spiegata bene né dal mittente né dal destinatario: “A Palazzo Chigi funziona l’unica merchant bank in cui non si parla l’inglese”.
D’Alema e i suoi hanno sostenuto i capitani coraggiosi e gli ex capi delle cooperative ora dimissionari, e hanno in modo obliquo segnalato la loro contiguità e solidarietà politica a un personale di gestione di banche, assicurazioni popolari, gruzzoli mobiliari e patrimoni immobiliari ora sotto inchiesta per diversi reati. Sono stati politicamente parte di una rete amica e trasversale, di soldi e di potere, che ora viene smantellata da loro vecchie conoscenze, primo fra tutti il grande inquisitore finanziario Francesco Greco. E quella provvista finanziaria, insieme con una scalata bancaria collegata in modo opaco a grandi maneggi in azioni Rcs e a una complicata partita giocata intorno all’Antonveneta e alla Banca d’Italia, non è uno di quei dettagli che si possano cancellare ricorrendo alla denuncia di un grande disegno di annientamento della forza politica costituita dagli ex comunisti.
Non ci accontentiamo dei silenzi di Prodi, delle denunce a tempo di Parisi, del solito passo laterale di Amato, delle richieste di autocritica di Napolitano, della difesa pelosa dei diritti del mondo cooperativo, dell’interpretazione dell’ultima dichiarazione di Veltroni o di Rutelli o di De Benedetti, dei mille fumi e fuochi fatui che ci danzano davanti. Quando fu sotto attacco, anche Craxi se la prese con i giornali e con i poteri forti, mentre tutto il mondo politico e degli affari sobbolliva come oggi al calore della viltà e della dissimulazione all’italiana, ma poi andò alla Camera e disse intera la sua verità sul rapporto tra i soldi e la politica, andò al processo Enimont e disse intera la sua verità sul rapporto tra soldi e politica davanti a un impietrito Tonino Di Pietro. I nuovi Craxi, alleati di Di Pietro e delle procure di mezza Italia, ora facciano lo stesso. Poi parleremo di Paolo Mieli e del Corriere della Sera




Postato da Uncas il 12:09
commenti (4)/ commenti (4)(popup)/ Permalink



domenica, 08 gennaio 2006

Categoria : politica, finanza, intercettazioni, bnl , unipol, consorte




lo scaricabarile

"Consorte è lontano dai Valori della sinistra"

Piero Fassino

disegno di Roberto Mangosi

... già, peccato che molti valori della sinistra siano finiti sui conti esteri di Consorte ...

un paio di esempi: gli azionisti rilevanti di Unipol, gli azionisti rilevanti di BNL, ... potrei andare avanti ...




Postato da Uncas il 20:23
commenti (3)/ commenti (3)(popup)/ Permalink



martedì, 27 dicembre 2005

Categoria : bnl , unipol, consorte




c.d.d.

come dovevasi dimostrare

Se lo dice Epifani ... «Unipol è troppo piccola per scalare Bnl. C'è la tentazione di costruire un centro di potere finanziario a sinistra» ...

Se invece  lo dice Uncas mi chiedo perchè questo blog non si chiami Cassandra.it

E intanto la sinistra è colpita dal complesso del pene ... dopo anni di condanne per il celodurismo modello Bossi, il loro "io ce l'ho diverso, io ce l'ho profumato, io ce l'ho onesto" è messo in crisi da un top manager (anzi fino a ieri IL top manager) che approfitta (legittimamente) di una legge dell'odiato nemico ... e tutti - o quasi - si chiamano fuori ...

Ma allora viene da chiedersi cosa c'entri tutta questa storia con la cooperazione protetta dalla nostra carta costituente: Art. 45. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

Forse niente (ma non per documenti pubblicati da dsonline in luglio) ... in ogni caso, per essere propositivi, consiglio alla dirigenza della Lega Coop (dal cui sito è scomparso ogni riferimento alla UNIPOL - pubblictà a parte) di sottoporsi ad una sempice operazione in anestesia locale, facilmente aggirabile ed altrimenti certificabile: qui i riferimenti.

like a virgin




Postato da Uncas il 10:25
commenti (4)/ commenti (4)(popup)/ Permalink